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Come ogni mercoledì su Golsicilia.it arriva il momento del confronto con il giornalista Antonio Costa, corrispondente da Catania per Radio Sportiva e conduttore della trasmissione televisiva “Forza Catania”, in onda il giovedì sera sull’emittente Sestarete (ch. 215 del digitale terrestre). Il rinnovo di Maran, la situazione di Bellusci, la vertenza tra il Catania e l'ex Lo Monaco e l'avvicinamento alla sfida con la Lazio gli argomenti del confronto.
Antonio, partiamo dalla notizia più fresca che risale a ieri pomeriggio, ovvero il rinnovo del contratto del tecnico Rolando Maran. Il trentino ha prolungato con il club di via Magenta fino al 2015, ma hai mai avuto la sensazione che a fine stagione potesse lasciare Catania?
«Sinceramente no, mai, anche se sono pronto a scommettere tutto che su di lui ci sia stato l’interesse concreto di alcune squadre, anche di alta classifica, consistente comunque nella considerazione dell’ipotesi di prenderlo piuttosto che nell’idea di avviare subito una trattativa concreta; attualmente diverse compagini, come il Napoli, si stanno guardando intorno e cercano una soluzione per il futuro. Ribadisco che mai ho avuto la sensazione che a fine stagione potesse partire, più volte ha fatto capire di trovarsi benissimo in Sicilia. Certo, la firma in questo preciso momento ci ha colto un po’ tutti di sorpresa, ma il Catania ha voluto dare continuità ad un progetto tecnico che non finisse in quest’annata ma proseguisse anche in quella successiva, in tal senso ha voluto dare un segnale forte e sembra esserci riuscito».
A proposito di rinnovi, Giuseppe Bellusci ha parlato ieri del proprio in conferenza stampa. Il difensore calabrese è giovane e ha una brillante carriera davanti, ma quali impressioni ti ha dato quando si è espresso sull’argomento in sala stampa? Lo vedi determinato nel rimanere a Catania?
«Vedo bene anche lui qui, ma è un ragazzo molto ambizioso: non che Catania non sappia dargli qualcosa di importanti, ma lui sa che continuando su questi livelli potrebbe attrarre l’interesse di grosse squadre. Del resto il club rossazzurro, già quando lo acquistò (nel 2009, ndr) aveva anticipato la concorrenza di squadre come Milan e Juventus. Rispetto al caso di Maran, sulla sua permanenza sono meno sicuro, il fatto di giocare come titolare in una squadra in corsa per l’Europa probabilmente lo appaga tantissimo: considerando che il suo contratto scade tra poco più di un anno e che lui è molto motivato, magari, e sottolineo magari, la sua voglia di riflettere un po’ di più sul suo futuro ci sarà».
L’altra notizia di ieri è la citazione del Catania in tribunale da parte dell’ex direttore Pietro Lo Monaco per stipendi non corrisposti in tutta la durata del suo legame con il club riguardo la carica di amministratore delegato. Chiaramente non possiamo sbilanciarci su situazioni che non conosciamo, ma che impressioni ti sei fatto a riguardo?
«E’ difficile definire le proprie impressioni quando non si conoscono i dettagli della vicenda. Mi sento solo di dire di provare adesso una grande amarezza per un progetto comune iniziato in passato, con due persone che, a prescindere dal fatto se in amicizia o meno, decidono di separarsi ma gli strascichi ancora continuano. Provo solo una grande amarezza, è una situazione che non fa piacere non solo agli organi di stampa che seguono la squadra, ma anche tutti coloro che dall’esterno hanno avuto modo di vedere quanto sia stato realizzato in quasi un decennio».
Torniamo a parlare di calcio giocato. I rossazzurri sono proiettati allo scontro diretto di sabato all’”Olimpico” contro la Lazio: diversi fattori si mescolano nei giorni di attesa, con la sosta che ha agevolato il recupero di Klose e Mauri (comunque in dubbio dal 1’) tra i biancocelesti e il minor impiego di nazionali per gli etnei. Quale di questi pensi possa avere un peso maggiore? E soprattutto quanto potrebbe essere importante un’eventuale vittoria di Lodi e compagni?
«Sicuramente il massimo risultato potrebbe dare una spinta determinante nella corsa per l’Europa, considerando che poi agli etnei rimarrebbero otto gare sulla carta agevoli, se si esclude quella col Milan e in parte quella con il Siena, anche se comunque sono sempre da giocare. I tre punti potrebbero contribuire a far guadagnare terreno su alcune squadre, come l’Inter che nella situazione attuale difficilmente può cogliere un risultato estremamente positivo contro la Juventus; contro la Roma c’è un Palermo all’ultima spiaggia, che ha fatto vedere dei miglioramenti con Sannino in panchina, quindi una vittoria potrebbe far mettere dietro e distanziare diverse squadre, fermo restando che si deve recuperare Sampdoria-Inter. Per quando riguarda i giocatori in campo, preferisco fronteggiare un Klose non al meglio della condizione piuttosto che un Kozak che non è titolare ma che nelle ultime uscite ha fatto buone cose e sta facendo di tutto per guadagnare terreno nelle gerarchie della squadra».
Chiudiamo con una domanda che concerne l’aspetto tattico. Considerando improbabile la riproposizione del 3-5-2, quale modulo preferiresti tra il 4-3-3 e il 4-2-3-1?
«Io partirei sempre con il secondo, è un assetto tattico ormai ben inteso dai giocatori che permette più dell’altro di cambiare in corsa e costringere l’avversario alle contromosse. La formazione ad oggi sembra già scritta, con Almiron che lavora ancora a parte, recupererà ma difficilmente partirà titolare: Izco agirà accanto a Lodi in mediana, dietro Bergessio il “trio delle meraviglie” come ribattezzato da più parti, difesa obbligata e Andujar fuori discussione tra i pali. Uno tra Barrientos o Castro, a seconda delle varie situazioni, potrebbe arretrare in mediana formando in campo il 4-3-3, a riprova della polivalenza di questo modo di schierarsi».
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