Si scrive Catania-Inter, si legge ''Clamoroso al Cibali''
Amarcord: quando l'Inter fu messa ko dai postelegrafonici
A Catania c'è grande euforia per la partitissima che vedrà di fronte, una contro l'altra, Catania e Inter affrontarsi per il medesimo obbiettivo: ottenere un posto per disputare le coppe europee. Se i nerazzurri sono una squadra abituata, per storia e per blasone, a giocare un ruolo da protagonista nel nostro campionato, i rossazzurri rappresentano la novità, la rivelazione che vuole dimostrare come si può fare calcio ad altissimo livello senza campioni strapagati o allenatori "showman".
Quando si parla di Catania-Inter al "Massimino" il pensiero e la riflessione del tifoso catanese non può non andare a quel 4 giugno 1961 in cui andò in scena il mitico "Clamoroso al Cibali", una delle partite più importanti della storia del club, di cui parleremo oggi nella rubrica "Amarcord".
Innanzitutto, la vigilia della partita non fu delle migliori: all'andata l'Inter vinse 5-0 (con quattro sfortunatissime autoreti etnee) e a fine gara il tecnico dei nerazzurri Helenio Herrera parlando con i cronisti si riferì ai rossazzurri come una "squadra di dilettanti postelegrafonici". Una battuta che fece andare su tutte le furie squadra e tifoseria che attendevano quindi la gara di ritorno, all'ultima giornata in programma del calendario, per riscattarsi.
Dal canto suo l'Inter scendeva a Catania con la necessità di vincere la partita per poi giocarsi lo scudetto nel recupero della partita contro la Juventus, gara che fu rinviata per invasione di campo. La decisione di rigiocarla fu comunicata dalla federazione proprio alla vigilia dell'ultimo turno di campionato, il che fece accrescere delle tensioni non indifferenti.
A questo aggiungiamo un tentativo di "combine" che la società nerazzurra e quella del Catania, con in testa il presidente Marcoccio e l'allenatore Di Bella, volevano orchestrare. I dirigenti volevano dare un premio partita ai giocatori se avessero reso agevole le cose agli avversari, ma i giocatori del Catania si ribellarono a questa ignobile iniziativa e sbatterono i pugni sul tavolo gridando orgogliosi di volersela giocare "alla morte". Il Catania non aveva più nulla da chiedere al suo campionato: era appena tornato in Serie A, era riuscito a stabilizzarsi nelle posizioni medio-alte della graduatoria e a rendere il "Cibali" un fortino inespugnabile (violato solo dalla Juventus) ottenendo trentaquattro punti. Dunque si pensava che il Catania avesse giocato con lo spirito di chi non avesse niente da perdere e l'Inter sarebbe riuscita a cogliere il successo con poca fatica.
In un "Terreno con qualche vago presentimento d’erba" come riportò la Gazzetta dello Sport nel tabellino dell'incontro, la partita fu una vera e propria battaglia, come era consuetudine del calcio di quegli anni, in cui prevaleva l'agonismo e la fisicità e i colpi di genio se li potevano permettere pochi e veri campioni, che chi li aveva se li teneva ben stretti. Il Catania puntò tutto su un gran possesso palla, confondendo le idee ai nerazzurri, soprattutto a Giacinto Facchetti che passò un brutto pomeriggio a inseguire per tutto il tempo sulla sinistra i vari Biagini, Calvanese e Ferretti. Il pubblico sugli spalti incitava a gran voce i propri beniamini in casacca rossazzurra e non le mandava a dire ad Herrera, con la sana ironia catanese. Al 25' la gara si sblocca: Mario Castellazzi riceve palla, stoppa di petto e tira al volo siglando un eurogol sotto l'incrocio che mandò in visibilio la folla. Il Catania aumentò l'intensità del proprio gioco, colpì una traversa ed ebbe un paio di occasioni pericolosissime. Nella ripresa i rossazzurri mantennero il punto di vantaggio e andarono ancora in gol con "Todo" Calvanese al minuto 70. Di lì in poi non accadde più nulla. "Clamoroso al Cibali, Catania batte Inter 2-0" annunciò a fine partita il mitico Sandro Ciotti ai microfoni di Tutto il Calcio Minuto per Minuto. La squadra fu portata in trionfo da una folla festante, i giocatori dell'Inter uscirono dal campo distrutti e a causa del concomitante pareggio casalingo della Juventus (contro il Bari), persero lo scudetto e praticamente la gara di recupero con i bianconeri non servì a nulla, tant'è che la dirigenza nerazzurra decise di mandare in campo la squadra Berretti per protestare contro la federazione e perse 9-1.
Catania-Inter 2-0 (primo tempo 1-0)
Catania: Gaspari, Michelotti, Grani, Corti, Giavara, Ferretti, Biagini, Cacelfo, Calvanese, Prenna, Castellazzi. All.: Di Bella
Inter: Da Pozzo, Picchi, Facchetti, Bolchi, Guarneri, Balleri, Bicicli, Lindskog, Firmani, Corso, Morbello. All.: Herrena
ARBITRO: De Marchi di Pordenone
MARCATORI: 25' Castellazzi, 70' Calvanese (C)
NOTE: campo di gioco in cattive condizioni
Gabriele Mirabella 26/02/2013
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