COSTA: «A San Siro non per l'Europa, ma per l'impresa. Finiremo a 55-56 punti»

"Il punto sul Catania di..." Antonio Costa


Come ogni mercoledì su Golsicilia.it arriva il momento del confronto con il giornalista Antonio Costa, corrispondente da Catania per Radio Sportiva e conduttore della trasmissione televisiva “Forza Catania”, in onda il giovedì sera sull’emittente Sestarete (ch. 215 del digitale terrestre). Si parte dal pari amaro di domenica nel derby, passando dagli strascichi del post-gara fino alle prospettive del finale di stagione con la prossima trasferta di San Siro contro il Milan.

Antonio, non possiamo che partire dal derby di domenica. Buona prestazione, partita sostanzialmente dominata, poi Bellusci butta via un pallone in contropiede e fa un fallo inutile, sulla successiva azione la difesa rimane ferma e Ilicic segna…

«Intanto confermo quello che avevo detto la scorsa settimana e che era diventato il titolo della chiacchierata che ci siamo fatti: il Catania è troppo superiore al Palermo e lo ha dimostrato domenica, i rosanero al di là di individualità come Ilicic hanno un livello da squadra che lo deve lottare per la retrocessione: non lo dico per sfida, ma perché hanno perso molto per tasso tecnico negli ultimi anni a causa delle fesserie del presidente Zamparini; fosse rimasto Sannino per tutta la durata del campionato, cosa impossibile e inimmaginabile con lo stesso Zamparini, credo che i rosanero avrebbero tranquillamente conquistato i punti adesso necessari al raggiungimento della salvezza. Quanto al Catania, i rossazzurri hanno fatto una gara nettamente superiore al Palermo, c’erano tutte le condizioni per portare a casa il successo e solo un episodio poteva ribaltare tutto: la disattenzione nel finale è l’unico neo di quell’incontro. Tutti ci avevano creduto e siamo rimasti con l’amaro in bocca, è stato un pari duro da digerire per la tifoseria ma ancor di più per la società e per la squadra, e questo lo dico in senso positivo perché nei giorni e nelle ore che precedevano il derby ho visto realmente una grande voglia di vincere».

Dopo questa gara sono nove i punti persi nei minuti finali. E’ un dato che non può inficiare un campionato comunque ottimo, ma forse staremmo a parlare di una classifica ancora più gratificante…

«Io ho sempre detto che questa squadra potesse lottare per il quarto posto in classifica, poi al momento c’è la Fiorentina che sta contendendo la terza piazza al Milan, quindi poteva giocare con la mente sgombra e divertirsi vedendo poi quello che succedeva. Lottare per la Champions League di per sé è qualcosa di bestiale, poi negli ultimi due anni ci è andata l’Udinese che aveva  un tasso tecnico forse inferiore a quello del Catania di oggi ma che con la grinta ha saputo conquistare quel traguardo. Con l’aiuto delle stelle e con un po’ più di determinazione i rossazzurri avrebbero potuto stazionare nella zona alta di classifica, non dico per andare in Champions ma almeno per stare a ridosso delle prime tre posizioni, il fatto che così non sia stato richiede di addurre quella mancanza di maturità di cui abbiamo parlato e che rappresenta non un difetto, ma una mancanza che può essere colmata: abbiamo visto come questa squadra si sia migliorata nel corso degli anni, e non dimentichiamo che l’anno scorso ha stazionato a lungo nella parte sinistra della graduatoria. Possiamo dire che la forza tecnica, al di là del calo fisico che c’è stato, esprime il valore assoluto a medio-lungo termine di questo gruppo».

Qual è il tuo commento sul triste post-gara con, fra le altre cose, la violenta reazione di Andujar a Barreto e sulle decisioni del Giudice Sportivo che hanno riguardato lo stesso portiere argentino e Bellusci?

«Le tre giornate ad Andujar  ci stanno, quelle comminate a Bellusci derivano da un comportamento che non si è visto palesemente, anche se lui a prendere per il collo un avversario non è stato l’unico, e dico in generale, includendo sia i giocatori del Catania che quelli del Palermo. Per quanto riguarda il post-gara, ho udito commenti di ogni genere, ho sentito parlare di gente schifata quando episodi non positivi si sono verificati anche in altri derby: il fatto è che a Catania per ogni cosa veniamo rapportati a quanto accaduto nel 2 febbraio, c’è la sensazione che in questo derby ci sia la lebbra. E’ chiaro che le situazioni verificatesi sono da giudicare negativamente, e sarebbe stato molto meglio se non fossero successe, ma è stato molto meno rispetto a quello che si è detto. E’ stato un momento di nervosismo, comprensibile anche se non giustificabile, e nel parapiglia che ha avuto luogo hanno contribuito non solo i giocatori del Catania ma anche quelli del Palermo: non mi spiego come mai non sia stata applicata la prova tv a Barreto, la cui testata ad Andujar non è stata violenta ma era comunque un gesto da punire».

Adesso la trasferta con il Milan a San Siro, le cui premesse non sono delle migliori con i tanti giocatori tra infortunati e squalificati e la necessità di trovare un punto di svolta dopo un trend recente poco redditizio. L’Europa è prossima a svanire, mentre due settimane fa gli etnei sono stati sopravanzati dall’Udinese e mantenendo l’ultimo ruolino di marcia rischiano di perdere ancora terreno, appannaggio del Cagliari. Può essere un’altra prova in cui il Catania deve dimostrare la propria maturità?

«Io penso che il Cagliari non potrà mai superare il Catania, nonostante l’ottimo girone di ritorno. Gli etnei secondo me possono finire a 55-56 punti e potrebbero fare anche di più, in quel caso per un soffio non si arriverebbe all'Europa. La partita di San Siro più che per l’Europa, obiettivo riguardo il quale mi sento un po’ più rassegnato rispetto alla scorsa volta, seppur serenamente, andrebbe affrontata con il desiderio di compiere l’impresa: il Catania non ha mai battuto il Milan a casa sua, e nella storia dei rossazzurri manca quest’altra vittoria importante; oltretutto negli ultimi anni i rossoneri hanno più volte beffato gli etnei e spesso immeritatamente. Sono curioso poi di vedere come scenderà in campo la squadra, con un assetto tattico probabilmente rivoluzionato dalle assenze, e come giocherà Frison, già positivo in Coppa Italia, e sicuramente tenuto a gestire l’emozione del debutto nel massimo campionato in un tempio del calcio italiano».


Michele Patanè 24/04/2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti Articoli correlati
Domenica AlbinoLeffe-Lecce e Cremonese-Trapani: chi la spunterà tra giallorossi e granata?
Trapani
Lecce

VOTA! Guarda i risultati del sondaggio
Golsicilia.it © 2013 Testata giornalistica telematica sportiva registrata presso il Tribunale di Palermo con pratica n.6 del 03/02/2010 e il Registro operatori della comunicazione con pratica n.20399
Direttore responsabile Dario Li Vigni  –   Edito dalla Montalbano editore di David Montalbano - via Cortigiani, 19 – 90135 Palermo – P.I. : 02582420846