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Come ogni mercoledì su Golsicilia.it arriva il momento del confronto con il giornalista Antonio Costa, corrispondente da Catania per Radio Sportiva e conduttore della trasmissione televisiva “Forza Catania”, in onda il giovedì sera sull’emittente Sestarete (ch. 215 del digitale terrestre). Con lui una riflessione sull’ultimo ko con la Juventus e sulle prospettive stagionali del Catania, prima di proiettarsi all’anticipo di sabato con l’Udinese.
Antonio, ancora una volta ci troviamo a parlare di una sconfitta scaturita nei minuti di recupero, per quanto maturata con modalità diverse rispetto a quella di due domeniche fa con l’Inter. Al di là della gestione del match da parte dell’arbitro Giannoccaro, dove pensi che il Catania abbia sbagliato qualcosa o poteva fare meglio? Ti aspettavi qualcosa di più a livello di mole di gioco e di occasioni?
«In avanti ci si aspetta sempre qualcosa di più, ma reputo ingeneroso criticare una squadra già priva di Barrientos e Bergessio, che non sarà impeccabile in fase realizzativa ma svolge un lavoro senza palla importante, aprendo gli spazi per i compagni; non ci si poteva aspettare molto di più. E’ chiaro che arrivati a quel punto tutti quanti speravano di vedersi concretizzare il pari, ma abbiamo avuto conferma che allo “Juventus Stadium” fino alla fine non si può essere sicuri di portare un risultato positivo, sicuramente ha pesato moltissimo la gamba tesa di Barzagli su Castro, ma preferisco valutare la partita guardando a quello che abbiamo fatto noi, e mi sento di vedere il bicchiere mezzo pieno. Una vittoria con l’Udinese potrebbe rimettere in corsa gli etnei».
Ti senti di dare il tuo parere sulle decisioni del Giudice Sportivo successive alla partita, con lo stop di due giornate a Spolli da una parte e un’ammenda abbastanza morbida per cori dei tifosi juventini, alcuni dei quali inneggianti all’Etna, dall’altra?
«Non riesco a spiegarmi con una sanzione così leggera, i cori andavano puniti, è stato anche possibile udirli nella diretta televisiva; è un genere di situazione che tra l’altro non riguarda solo la Juve ma anche le grandi squadre quando sono opposte a compagini medio-piccole. Trovo eccessive le due giornate a Spolli, lo stesso argentino ha confidato privatamente di non aver detto nulla di offensivo e particolarmente rilevante all’arbitro subito dopo la fine del match, ma in ogni caso credo che gli arbitri spesso facciano bene a tapparsi le orecchie e capire il nervosismo di una squadra dopo un gol decisivo preso nel finale, tra l’altro scaturito da un’azione fallosa. Il giocatore probabilmente ha ragione anche perché tutti si sono accorti dell’episodio in partita».
La zona europea si è allontanata. Mancano ancora 10 partite e si è ben lontani dalla certezza matematica, ma pensi che questi due ko, anche per gli effetti che le modalità potrebbero aver avuto sotto l’aspetto motivazionale, possano aver compromesso le possibilità di raggiungere la qualificazione? E se l’approdo all’Europa fallisse, saresti portato a mettere nel mirino altri risultati comunque gratificanti, come il settimo posto finale o il superamento dei 50 punti?
«Partiamo dal presupposto che tutto quello che viene centrato in maniera storica va benissimo e verrà accolto come un risultato meritato e grandioso, ma non credo affatto che l’Europa sia compromessa: il Catania ha sulla carta un calendario più favorevole rispetto all’Inter, soprattutto qualora dovesse vincere con l’Udinese e non perdere all’"Olimpico" contro la Lazio. L’importante è battere l’Udinese, poi si potrebbe rimettere tutto in discussione».
I rossazzurri sono chiamati a rimettersi in carreggiata con l’Udinese, una gara certamente da vincere. Su cosa dovrà puntare il Catania per avere ragione dei friulani?
«La priorità è non snaturarsi, mantenere la propria identità, come Maran ha sempre insegnato a fare, puntando anche sull’efficace 4-2-3-1. Si spera di recuperare Barrientos e Bergessio, punto di riferimento importante per il gioco rossazzurro, se invece avrà recuperato solo il primo si ricorrerà appunto al 4-2-3-1 con Cani riferimento d’attacco. Nonostante alcune individualità nell’Udinese come Di Natale, il Catania sta dimostrando quest’anno di avere, a livello tecnico, qualcosa di più rispetto ai friulani al di là della classifica che vede gli etnei posizionati più in alto».
Chiudendo sempre con la questione tattica, pensi che per Almiron ci sia ancora l'opportunità di partire dal 1'?
«Tutto dipende dai due recuperi di cui ti ho detto, se sì allora possibile andrà in panchina, Izco con Lodi in mediana, ha giocato poco e non è al 100% ma in questo caso ci sta che recuperi ancora, bisogna assolutamente considerarlo, non è una partita opaca dove si può fare a meno di lui, è un match dove ci si gioca una buona fetta di possibilità per inseguire l’obiettivo fissato».
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