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Il conto alla rovescia che conduce al derby con il Palermo scorre e Golsicilia.it tasta il polso generale della piazza rossazzurra nella settimana che precede il match del “Barbera”. Ai nostri microfoni ha parlato in esclusiva il giornalista Antonio Costa, corrispondente di Radio Sportiva da Catania e per Calciomercato.com, nonchè conduttore della trasmissione televisiva “Forza Catania” sull’emittente etnea Sestarete (canale 215 del digitale terrestre).
Per la prima volta il Catania parte alla vigilia di un derby con maggiori credenziali rispetto al Palermo. Pensi che questo possa galvanizzare i rossazzurri o al contrario rappresenti un rischio?
«Sicuramente da quest’anno i rossazzurri sono di gran lunga favoriti rispetto al Palermo, anche se già l’anno scorso Vincenzo Montella aveva instillato l’idea che si potesse vincere contro chiunque. In graduatoria c’è un importante distacco tra le due squadre, di otto punti, ma la situazione di classifica e il momento attuale non sempre risultano indicativi ai fini del risultato finale: ad esempio la Lazio di Petkovic, che era reduce da alcuni risultati negativi tra i quali il 4-0 patito qui a Catania, ha nettamente battuto nel derby della Capitale la Roma di Zeman, data da molti per vincente alla vigilia».
«Altri esempi riguardano proprio le gare del derby siciliano: ricordo ancora lo 0-4 inflitto al “Barbera”, con il gran gol di Mascara da centrocampo in un match dove il Palermo era il favorito, come il 3-1 per i rosanero con la tripletta di Pastore, che pochi si attendevano dopo il momentaneo pareggio di Terlizzi. Insomma, il derby è sempre una gara particolare e il fatto che il Catania, sottolineo e ribadisco, sia favorito non è detto sia un bene per la squadra, che deve mantenere alta la concentrazione soprattutto dal punto di vista dello spogliatoio».
Sabato sera al “Barbera” ci sarà sicuramente un ambiente molto caldo. Pensi che questo possa agire da stimolo per i rossazzurri nella propria condotta nelle gare fuori casa, in cui sono arrivate buone prestazioni, come con Roma e Udinese, ma non ancora vittorie?
«In realtà io mi aspetto anche altri fattori determinanti, come innanzitutto dalla parte del Palermo Pietro Lo Monaco, il quale sa come vivere e affrontare un derby, cosiccome il presidente etneo Pulvirenti. Non dico che la partita si giocherà tra loro due, ma sicuramente alla presenza dell’uno e dell’altro sono legati degli elementi chiave».
«Inoltre credo che il Palermo rischia di crollare se il Catania andrà per primo in vantaggio, in quanto è una squadra psicologicamente più fragile e lo ha dimostrato anche a Bologna, dove è vero che ci sono state le espulsioni ma è anche vero che la squadra di Gasperini ha ceduto dopo il primo gol. Subendo gol per primo il Palermo, davanti al proprio pubblico, sarà costretto a rincorrere e se non farà attenzione rischierà di prendere un’imbarcata».
Secondo te quali possono essere in campo i giocatori determinanti dall’una e dall’altra parte?
«Credo che saranno importanti i calci piazzati, tra i rossazzurri Francesco Lodi è in grado di sbloccare il risultato con una singola esecuzione, come capitan Miccoli tra i rosanero. In casa Catania comunque mi sento di citare anche il “Papu” Gomez, che rappresenta sicuramente l’uomo in più dei suoi in questo inizio di campionato, e il portiere Andujar, sperando che continui la crescita sul piano psicologico dove si sta sempre più riprendendo. Non dimentico inoltre Nicola Legrottaglie, leader difensivo dall’alto dei suoi 36 anni, che non ha ancora segnato in questo campionato, lo ha fatto l’anno scorso al “Barbera” e ha già fatto capire che vorrebbe ripetersi questo sabato».
Domenica scorsa Bergessio si è fermato ancora una volta e la sua presenza sabato è in fortissimo dubbio. Probabile a questo punto che venga gettato nella mischia ancora una volta Doukara. Sulla base di quello che hai visto nelle ultime tre partite da lui giocate, ti senti di dargli fiducia?
«Doukara è un giocatore che mi piace moltissimo, come però mi piace moltissimo anche Takayuki Morimoto, che al momento non c’è psicologicamente e la condizione mentale in un giocatore fa tanto. Il giapponese comunque sa cosa vuol dire segnare in un derby, avendolo già fatto, quindi ha più esperienza in queste partite rispetto al franco-senegalese e se sta bene può avere la sua settimana. Bergessio credo che non ce la farà dal 1’, potrebbe comunque recuperare per partire dalla panchina e magari entrare nell’ultimo quarto d’ora dove potrebbe essere decisivo».
Ogni anno il Catania parte con l’obiettivo della salvezza, ma al contempo alzando sempre l’asticella. Adesso è sesto in classifica, ma posto che alcune squadre sottostanti, come il Milan, risaliranno e i rossazzurri saranno risucchiati verso il basso, pensi che possa essere migliorato il risultato della scorsa stagione?
«Assolutamente sì, credo che gli etnei supereranno tranquillamente quota 50 punti. Tuttavia, non dovrà mai mancare la costanza nel rendimento e soprattutto a livello di spogliatoio: Barrientos deve capire che le scelte di Maran, quando non lo vedono titolare, sono personali ma vengono fatte nell’interesse della squadra e per ottenere il massimo dai singoli, come nel caso di Almiron dopo la panchina di Cagliari. Comunque non è detto che il Catania non possa dire la sua per l’Europa League e che sarà risucchiato, di stagione in stagione il club etneo cresce e ad oggi questo Catania è il migliore di tutti».
Ti chiedo le ultime due cose. All’inizio molti hanno bollato Maran come uno che faceva copia-incolla del gioco di Montella, ma il tecnico trentino ha dimostrato più volte di saper infondere nella squadra la giusta pazienza e il giusto tatto in situazioni tatticamente delicate, in cui il Catania di Montella l’anno scorso si inceppava. Cosa ne pensi? Poi, temi che la vicenda che ha riguardato Barrientos domenica scorsa, con il “tweet” di sfogo dopo i 15 minuti col Chievo, possa destabilizzare l’ambiente alla vigilia di una gara così importante?
«Ad essere sincero, sono rimasto meravigliato da Maran sotto l’aspetto tattico, ha mostrato una capacità di lettura della partita efficace e questo più volte è risultato importante. Quanto a Barrientos, credo che la società sia intervenuta nel modo più opportuno, come si conviene comunque fare a fronte di chi lamenti mancanze di rispetto o non si senta tenuto in considerazione. Credo che l’intervento nella fattispecie sia consistito nell’indurre il giocatore a rimandare poco dopo l’altro “tweet” in cui è tornato indietro sui propri passi».
«Al momento si cercherà di trattenere fino a giugno il “Pitu”, che ambisce a palcoscenici non importanti ma importantissimi. Intanto, però, può essere decisivo già in questo derby, a patto che si tranquillizzi e scenda in campo con la giusta mentalità».
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