Il 'piccolo Barcellona' sta diventando grande

L'editoriale


Ventinove punti in venti giornate, sei in più rispetto alla scorsa stagione. È questo il ruolino di marcia del Catania di Maran che ieri al ‘Massimino’ ha superato la Roma grazie a una prova frutto di compattezza, equilibrio, temperamento e cinismo. Sì, perché gli etnei nella prima frazione hanno retto stoicamente alle numerose sortite offensive della squadra di Zeman e, poi, nella ripresa hanno colpito con Gomez in contropiede sfruttando una defiance della retroguardia giallorossa.

In difesa, sugli scudi Legrottaglie e Bellusci, con quest’ultimo sempre pronto ad aiutare Spolli in raddoppio su Destro. Supera la prova anche il centrocampo, nonostante l’assenza dello squalificato Lodi e l'uscita forzata di Almiron, sostituito al 36’ per infortunio. Discreta la prestazione dell’imberbe Salifu, al quale, però, non è possibile chiedere di sostituire il numero dieci, a causa di caratteristiche diverse. Nel ruolo di playmaker, invece, si è disimpegnato con successo il redivivo Paglialunga che, a questo punto, si candida come vice-Lodi.

Buona la prestazione del trio d’attacco: Bergessio, oltre a fare a sportellate con i difensori avversari, si è riscoperto assist-man; Gomez, più che mai ispirato, ha regalato tre punti alla sua squadra con un gol che sintetizza le sue doti di corsa e precisione; un punto più sotto Barrientos, che ha giocato la sua onesta partita, piena di spunti interessanti, ma al di sotto di quanto il suo talento è in grado di produrre.

Tuttavia, il vero protagonista di questa gara è il tecnico rossazzurro, Rolando Maran, in grado di inserire, per necessità, Castro sulla mediana in una posizione per lui inedita. L'allenatore lo ha spinto a interpretare il ruolo in maniera del tutto particolare, scambiando spesso posizione con Barrientos e Bergessio, privando di punti di riferimento la difesa capitolina che in più occasioni è entrata in confusione.

Chiudiamo con una considerazione: se il Catania di Montella era soprannominato dagli addetti ai lavori il ‘piccolo Barcellona’, chissà qual è il soprannome più adatto alla formazione di Maran, che a diciotto gare dal termine si trova a soli undici punti dalla salvezza.


Andrea Motta 14/01/2013
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