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Catania, ore 15:00. Trenta gradi all’ombra. Ventimila catanesi che, anziché sfruttare la domenica d’estate anticipata per passare una giornata al mare, sono andati a gremire lo stadio per l’ultimo atto di questa stagione altalenante ma che ha visto, ancora una volta, i siciliani conquistare l’obiettivo della permanenza in serie A con netto anticipo. Un pubblico così fedele e appassionato non poteva meritare di vedere una brutta partita e, soprattutto, una sconfitta.
Infatti, la squadra di Simeone ha interpretato il match nella maniera giusta e, oltre a portare a casa i tre punti, ha dominato i giallorossi sotto ogni statistica: superiore, infatti, sia il numero di tiri dei catanesi, sia la supremazia nella percentuale di possesso palla e nei passaggi riusciti (un plauso a Carboni e Gomez che hanno effettuato a buon fine rispettivamente 58 e 46 passaggi). Le cose, però, si erano messe male per i rossazzurri: 1-0 per gli ospiti già al 13’ e, dopo 30’, Spolli, già claudicante giovedì nella partitella in famiglia, costretto a lasciare il campo. Ma gli etnei non hanno mai demorso: troppa era la voglia di guadagnarsi gli applausi dei propri tifosi. La Roma, occorre dirlo, era priva di giocatori fondamentali quali Mexes, Brighi, De Rossi e Perrotta e dopo quattro minuti ha dovuto dare forfait anche Juan, infortunatosi. La squadra di Montella, però, non è mai stata in grado di chiudere il match e, alla fine, è caduta sotto i colpi di Bergessio al 77’ (superba incornata di testa) e, in pienissimo recupero, del “Papu” Gomez, che ha sfruttato la sua velocità “ubriacante” per segnare il quarto gol in campionato (tutti a vittime illustri: Napoli, Inter e Juventus le sue precedenti prede).
Una vittoria per la felicità dei tifosi e per il record di punti in serie A raggiunto anche quest’anno. Domenica prossima l’ultimo atto del campionato al Giuseppe Meazza di Milano, la “Scala” del calcio. Poi ci sarà tempo per pensare al futuro, con un pizzico di rammarico per questa stagione che, indubbiamente, avrebbe potuto regalare più soddisfazioni.
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