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Continua la tradizione negativa per il Catania che a “San Siro”, contro l’Inter, non ha mai vinto e dal 2006, scorsa stagione a parte, soccombe sempre per due reti di scarto. La partita non è stata entusiasmante: tante azioni gettate nel vuoto a causa di passaggi imperfetti o di inutili falli di gioco. Rossazzurri troppo sciuponi che non colgono quattro palle gol create lungo il match e se a "San Siro" sprechi tanto poi non puoi fare altro che rammaricarti. Ci pensa Cassano a far rimpiangere, e di parecchio, l’occasione avuta da Almiron in apertura di gara, col gol del barese che taglia le gambe ai rossazzurri che perdono il passo offensivo.
Parlando del reparto arretrato: possiamo notare come entrambe le reti sono arrivate per qualche ritardo di chiusura e di disattenzione di qualche giocatore specialmente nella zona di destra. Nicola Legrottaglie, in forse fino a qualche minuto prima dell’inizio del match, non era al top della forma, così come Spolli appena rientrato da un infortunio. Grande apporto ha dato Marchese, il migliore dei suoi, che ha interpretato bene la fase di contenimento e spinta: andando anche vicinissimo alla rete in due occasioni. Come da qualche partita a questa parte, come stanno facendo in molti, potremmo puntare il dito su Alvarez che sicuramente non sta disputando affatto bene in quest’inizio di stagione ma certamente la prestazione di “San Siro” non è stata orribile. Forse, proprio l’argentino, potrebbe pagare qualcosa su entrambe le reti subite: facendosi trovare scoperto e non dando adeguato supporto ai compagni di reparto.
In tanti potrebbero dichiarare che il match è stato “falsato” dal presunto rigore non fischiato su Gomez e con la giusta interpretazione il risultato finale poteva divenire un segno “X”. Anche dagli spalti è parso che il penalty sia come l’intervento sull’uomo fossero netti: con l'arbitro che, secondo nostra interpretazione, cercava nel collega giudice di linea, un segnale o uno sguardo malizioso per decretarlo. L'Inter, sicuramente, non ha fatto vedere grandi cose per meritarsi la vittoria, anche se Palacio, nella seconda mancata chiusura, ha firmato il tabellino marcatori con un grande gol. Il pareggio, come detto in precedenza, ci poteva stare benissimo ma il tabù a strisce nerazzurre targato “San Siro” non “s’aveva da” sfatare.
Adesso bisogna rimanere concentrati perché, prime quattro a parte, la classifica si è accorciata notevolmente e la zona rossa non dista più di quattro punti. É un vero peccato vedere il Catania che ha delle potenzialità enormi, non riuscirsi a esprimere al meglio e soprattutto non riuscire a concretizzare al massimo tutte le occasioni create. In questa stagione, staff e giocatori meritano qualcosa in più della semplice salvezza ma al momento accontentiamoci di questa.
Il prossimo match si disputerà al ”Massimino” e toccherà alla truppa Juventus scendere all’ombra del “liotru”. Dalle dichiarazioni del post partita di “San Siro” abbiamo appreso che sia la squadra rossazzurra (mister compreso) che i giocatori dell'Inter sono convinti che il Catania tra le mura amiche potrebbe riuscire nell'impresa di fermare la corazzata bianconera che non perde da tempo immemore e che oramai è in “fuga per la vittoria”. Vincere contro i bianconeri, che al momento si sentono imbattibili, potrebbe dare quello stimolo psicologico che serve affinché la squadra rossazzurra possa prendere coscienza delle proprie caratteristiche ed eliminare nuovamente quel blocco mentale che è tornato e che non permette di raccogliere risultati positivi, nonostante un buon gioco espresso, fuori le mura amiche.
Per scacciare questo fantasma che ammalia i sogni dei tifosi etnei, ogni qualvolta i propri beniamini concludono una trasferta, potremmo rievocare, magari rispolverando dai vecchi ricordi, quel fantastico "Clamoroso al Cibali": trasformando il colore della vittima di turno dal nerazzurro al bianconero, con diversi interpreti ma con la stessa sostanza.
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