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Ritorna a grande richiesta l'appuntamento di Golsicilia.it con la rubrica "Il Catania visto da...", spazio settimanale dedicato alle opinioni e alle memorie dei tifosi della squadra etnea. Questa settimana al nostro microfono Pierpaolo Ballatore.
Pierpaolo, ci ritroviamo a dover commentare un avvio in campionato decisamente negativo per il Catania, con tre sconfitte nelle prime tre uscite. Te l'aspettavi?
«Credo che nessun tifoso del Catania si sarebbe aspettato un inizio così! In queste prime partite sembrava un'altra squadra... però domenica c'è il Parma, ormai i risultati non si possono cambiare, non saranno di certo le sconfitte a fermarci!»
Il brutto ko di Livorno ha messo a nudo le lacune di un gruppo apparso ancora poco affiatato nelle trame di gioco e incapace di prendere totalmente in mano le redini del match. Sei preoccupato?
«Ovviamente adesso è facile fare conclusione affrettate, dando la colpa a chi capiti prima, ma secondo me è solo un brutto periodo che finirà presto».
Se avessi l'opportunità di parlare a tutti i giocatori e allo staff tecnico, che messaggio daresti?
«Direi a tutti che questi sono i momenti più difficili, che non devono mollare e devono rialzare la testa».
Pensi che il tempo in sè possa bastare a compattare la squadra e formare un'identità più solida? Oppure le cessioni estive possono aver indebolito il gruppo, a livello non tanto tecnico quanto di mentalità ed esperienza nella realtà italiana?
«Sono state cessioni importanti, soprattutto quella di Gomez, perché era uno che sapeva unire lo spogliatoio! Ma io credo che i nuovi acquisti non siano inferiori, e che li sapranno rimpiazzare... hanno solo bisogno di tempo, e poi non ci fermerà nessuno!».
Nelle ore successive al match uno degli argomenti più dibattuti è stato lo scambio Lodi-Tachtsidis, con il greco issato sul banco degli imputati e bocciato senza appello da molti. Ti allinei a questo giudizio o gli daresti fiducia?
«Dopo le prime tre partite, ha dimostrato di non essere all'altezza di Lodi, però lo ripeto, ha cambiato squadra pure lui e quindi ha bisogno di tempo».
Le stesse indiscrezioni giornalistiche hanno parlato di un semplice colloquio nello spogliatoio, senza alcuna avvisaglia di rottura del rapporto, tra il presidente Pulvirenti e l'allenatore Maran, ad oggi inamovibile. Anche tu dai fiducia incondizionata al tecnico?
«Ovvio! E' facile giudicare ora e fare critiche insensate! Io credo che la colpa non sia dei singoli, ognuno ha sbagliato qualcosa».
Voltiamo pagina. Le attenzioni si dirottano tutte sulla gara di domenica prossima al "Massimino" contro il Parma. Scontato dire che il sostegno del pubblico sarà fondamentale. Tu con che spirito ti avvicinerai alla partita e come la seguirai?
«Lo spirito sarà sempre lo stesso, però domenica ci saranno tanti motivi in più per vincere e per incitare i ragazzi, quindi sarò allo stadio a sostenere la squadra!».
Da quale fattore positivo visto finora, se lo trovi, deve ripartire il Catania secondo te?
«In queste prime partite ho notato che il possesso palla sembra uno dei nostri punti forti, ma non riusciamo a sfruttarlo, penso che dovremmo ripartire prorpio da questo fattore, come già fanno altre squadre».
Chi può essere il trascinatore domenica? Cosa servirà al Catania per cominciare a far punti e mettersi queste tre partite alle spalle?
«Non credo ci debba essere un solo trascinatore, ma penso che la vittoria debba arrivare grazie ad un ottima prestazione di chi scenderà in campo, spero che ognuno dia un contributo importante per dimenticare queste prime tre giornate».
In questo momento, ti viene da pensare allo spettro della retrocessione?
«Assolutamente no! Abbiamo perso due partite contro due squadre che hanno un organico importante, e con la Fiorentina ho visto un Catania con molta voglia di segnare e di fare bella figura... ancora mancano 35 giornate, è troppo presto per dare certi giudizi».