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Che sia stata una giornata storta è palese, ma spiegare uno 0-4 contro il Bologna ricorrendo a questo come causa primaria se non unica è fuorviante. Si è vista una squadra capace di produrre gioco, ma distratta e poco risoluta, infilzata dagli avversari cinici e spietati. Il turn-over post-Atalanta di Maran non ha dato i suoi frutti, ma a preoccupare più del resto è la difesa, fragile e con una propensione all’errore mai così alta da anni.
Andiamo con ordine e partiamo da quel poco di positivo che, ieri pomeriggio, si è visto al “Dall’Ara” di Bologna. Nel primo tempo i rossazzurri hanno prodotto alcune occasioni da rete e macinato gioco con una certa fluidità, grazie ad un Barrientos ancora ispirato. Le opportunità, tuttavia, vanno capitalizzate e ancora una volta sono emersi tutti i limiti del reparto avanzato rossazzurro in fase realizzativa. Non è un problema attribuibile ai singoli giocatori, né tantomeno al solo Bergessio, ma una mancanza di determinazione e cinismo che riguarda tutto il collettivo.
Le tante note dolenti riguardano in primis l’atteggiamento. Nelle ore successive al match, molti hanno espresso preoccupazione circa il ritorno della “maledetta” mentalità in trasferta di due anni fa a danno di quella propositiva instillata da Montella.
In questo aspetto il problema sembra essere più a monte e riguardare direttamente la concentrazione e il modo di stare in campo: difficile spiegare, adducendo semplicemente il fatto di giocare in trasferta e non in casa, perché Castro abbia cercato un traversone basso quando aveva l’opportunità di tirare col destro di potenza sul primo palo, Alvarez non sia scalato su Guarente tentando un improbabile anticipo su Gilardino nell’azione del primo gol o Bellusci si sia perso lo stesso Gilardino in occasione del raddoppio.
Sparuti episodi, che presi singolarmente possono apparire come banalità, ma che con il concorso di altre situazioni hanno determinato un risultato esagerato nelle proporzioni, ma che nulla e nessuno potrà rimuovere dagli almanacchi. Si tende spesso a dimenticare che questa squadra può raccogliere i frutti della propria qualità solo stando sempre sul pezzo, lottando contro ogni avversario con umiltà. Quella che ha aiutato a fornire una prova da applausi contro il Napoli, ma che ieri pomeriggio è rimasta al cancello di Torre del Grifo.
Capitolo difesa. A chi non ha avuto modo di vedere il comportamento del reparto arretrato in occasione dei quattro gol di ieri può bastare un semplice dato per rendersi conto che non si può stare tranquilli: i rossazzurri, con un 11 reti subite in sei gare (quasi due gol a partita) hanno la seconda peggior difesa del torneo, insieme alla Roma di Zeman, al Pescara (che ha patito la rivoluzione in organico con 9 gol presi solo nelle prime tre gare) e al Cagliari ultimo in classifica. Nelle settimane scorse abbiamo attenzionato lo spessore di alcune individualità, ma i gravi errori commessi ieri non risparmiano nessuno.
Il turn-over mirato di Maran non ha dato alla lunga i frutti sperati, contribuendo anzi a mettere in luce la mancanza di alternative all’altezza o comunque capaci di farsi trovare pronte all’occorrenza.
Nella corsia destra di difesa, per esempio, Alvarez è l’unico elemento di ruolo, con Potenza che al momento è un’incognita visto che sta recuperando dal grave infortunio dello scorso inverno; a centrocampo non c’è un vice-Lodi per caratteristiche tecniche, mentre si soffre tanto quando Almiron non è in giornata; in attacco Castro è l’unica riserva per Barrientos e Gomez, con l’imberbe Doukara che può essere adattato alla posizione di esterno, visto che alle spalle di Bergessio nel ruolo di punta centrale c’è un Morimoto in netto calo di autostima.
E non solo: in panchina ci sono rincalzi che probabilmente in altre squadre avrebbero già la loro opportunità. Frison, portiere di buon avvenire per cui è stato fatto un investimento importante, è al momento alle spalle di Andujar nella gerarchia dei portieri, e l’argentino, pur non avendo grosse responsabilità tecniche sui quattro gol, è apparso ancora poco reattivo; se le disfunzioni continuano a manifestarsi in difesa a destra, con Alvarez finora sotto la sufficienza, non sarebbe fuor di logica provare altre soluzioni come l’adattamento del centrale Rolin, che non garantisce una spinta regolare ma può dare maggiori sicurezze nei posizionamenti e negli uno contro uno.
La gara con il Parma di domenica prossima sarà l’occasione per il riscatto, prima della pausa per la Nazionale e dei 15 giorni di fuoco con le due gare contro Inter e Juventus. A prescindere dagli uomini in campo, la ripresa dovrà passare dal massimo impegno e dalla predisposizione al sacrificio e alla lotta da parte di tutti. Ricordando che la forza di questa squadra merita risultati diversi, ma anche che i punti e le gratificazioni vanno conquistati sul campo.