Rollie Maran batte l'Aeroplanino per due punti

Il trentino fa meglio di Montella dopo 18 partite giocate


"Con il signor Maran in panchina quest'anno non andremo molto lontano". Parecchie volte per le strade e i bar di Catania si è udita questa frase durante l'estate, a sottolineare lo scetticismo di parte della tifoseria per la scelta della dirigenza rossazzurra di affidare l'incarico di allenatore a un esordiente nella massima serie.

Queste "chiacchere da bar" si sono trascinate sino all'esordio in campionato contro la Roma. Alla vigilia della partita i rossazzurri venivano pronosticati come "agnello" da "sacrificare all'altare" dello squadrone di Zeman, invece Maran e co. non si lasciano "ammaliare" dall'atmosfera dello stadio Olimpico, riescono ad annullare per buona parte del confronto il gioco avversario e addirittura sfiorano uno storico successo. Quella partita è stata il prologo dell'ottimo campionato sin qui disputato dal Catania, che sta recitando ancora una volta il ruolo di "capofila" delle provinciali, ambisce alle posizioni "nobili" della graduatoria e vuole giocarsela ad armi pari con le big del calcio italiano.

Mettendo a confronto le diciotto partite del Catania di Maran con le corrispettive dell'anno scorso, possiamo vedere come siano stati ottenuti due punti in più (25 contro i 23 di Montella della passata stagione), siano state vinte più gare (7 successi contro i 5 dell'anno scorso) e siano stati fatti più gol (26 realizzazioni contro le 21 della scorsa annata). Non bisogna trascurare, inoltre, il fatto che il Catania quest'anno abbia superato diversi turni di Coppa Italia e si trovi a giocarsi l'accesso alla semifinale del trofeo (l'8 gennaio all'Olimpico contro la Lazio), mentre la banda Montella si fermò al quarto turno battuta in casa dal Novara.

A parità di bilancio tra i due tecnici, c'è soltanto la posizione di classifica (nono posto a una partita dalla fine del girone d'andata), anche se ancora non è molto indicativa visto che si è giocato 1/3 del campionato; e sostanzialmente anche il numero dei gol subiti (27 reti subite contro le 26 dell'anno scorso). A favore di Montella abbiamo il numero di pareggi conquistati, con il Catania che ha diviso la posta in palio ben otto volte rispetto ai quattro pareggi ottenuti nel corso dell'attuale campionato.

I componenti del tridente offensivo, inoltre, a questo punto della stagione hanno segnato di più rispetto al 2011 (tredici reti messe a segno contro le sei della stagione "Montelliana"). In particolare spiccano i sei gol di Bergessio e i quattro gol di Gomez contro le tre marcature del "Lavandina" e l'unica del "Papu" siglate dopo le prime diciotto partite della Serie A 2011-2012.

Paragonando le partite di quest'anno con le stesse dell'anno scorso, dobbiamo sottolineare la continuità di risultati nelle partite casalinghe, aspetto che l'anno scorso è venuto meno. Basti pensare alle sfide con Parma e Chievo, squadre che nel 2011-2012 riuscirono a fare punti al "Massimino" (i ducali imposero il pareggio mentre i clivensi portarono a casa la vittoria), mentre quest'anno si sono dovute "arrendere" agli etnei.

La pecca è quella di non aver ottenuto i risultati prestigiosi dell'anno scorso, quando il Catania pareggiò contro Inter, Milan, Juventus e Fiorentina, e battè il Napoli a domicilio. Quest'anno, contro le stesse squadre, si è riusciti a fare punti solo contro i partenopei, con la storica resistenza del fortino rossazzurro che in inferiorità numerica è riuscito a mantenere lo zero a zero sino al fischio di chiusura.

Sorridono ancora al Catania i confronti contro Lazio, Roma, Atalanta, Genoa e Siena, mentre prosegue il "tabù" del Dall'Ara di Bologna, terreno che ha visto i padroni di casa battere ancora una volta i rossazzurri. Il "neo" della stagione di Maran rimane comunque la sconfitta nel derby. “La partita dell'anno” è stata interpretata male dalla squadra e il Palermo ne ha approfittato, dimostrandosi superiore in quella occasione. I tifosi attendono il 2013 per riscattare la batosta subita al “Barbera” e si augurano che la squadra dimostri continuità nei risultati ed esprima un grande gioco sul campo, per continuare a farsi chiamare “Piccolo Barcellona”.

 


Gabriele Mirabella 28/12/2012
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