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Il Catania abbatte in rimonta il Genoa, sotto un improvviso diluvio scrosciante, abbattutosi sulla città etnea a metà partita. Dopo esser andati in svantaggio, a causa della distrazione della propria difesa che ha lasciato tutto solo a centro area Kucka libero di colpire a porta sguarnita su un passaggio elementare di Immobile, i rossazzurri mostrano i denti e si riversano imperterriti nella metà campo avversaria alla ricerca del pari. Da questo punto in poi cambia il match del “Massimino” ed è proprio lì che si mostra il vero spirito del Catania targato Maran.
Dal gol dello svantaggio al pareggio di Bergessio, avviene il passaggio di testimone tra ciò che fu con l’ex tecnico Montella e ciò che sarà con il mister di Rovereto. La caratteristica principale del nuovo Catania, tanto predicata dal nuovo allenatore rossazzurro, sembra esser la calma: come quella che è andata in scena domenica sera, coi giocatori che, nonostante facessero uno sterile tiro al bersaglio verso la porta avversaria, non sembravano affatto stanchi di provare e riprovare per onorare la maglia e regalare la prima vittoria della stagione ai propri tifosi.
Possiamo definire la partita col Genoa come un primo importantissimo test superato per Maran, non tanto per il gioco proposto sul campo dalla propria squadra in queste prime partite ma per la concretezza trovata nel portare a casa punti in partite difficili. È vero che le cinque reti all’attivo in campionato dei rossazzurri sono frutto di una trentina di tiri in porta ma bisogna ricordare quando nel 2009 la panchina venne affidata ad Atzori al debutto da allenatore in Serie A. Il mister di Colleferro realizzò appena 9 punti in 15 giornate di campionato col Catania che navigava all’ultimo posto. Non si riuscì mai a spiegare il perché di quella debacle che stava per infrangere il sogno della permanenza nella massima serie di una città pronta a tutto per la propria squadra. Il gioco era spumeggiante e gli interpreti sembravano esser quelli giusti: forse a quel Catania mancavano sia la malizia che l’esperienza di oggi.
Mister Maran è riuscito nell’impresa di prendere sin da subito in mano la squadra trasmettendogli carattere e compattezza. Sicuramente questo tecnico non sarà mai osannato dalle varie testate nazionali come i suoi colleghi più famosi ma questo forse sarà un bene per la società etnea visto il fuggi fuggi di allenatori in questi ultimi anni che hanno usato i colori rossazzurri come trampolino di lancio per altre mete.
Bisogna anche evidenziare come le testate nazionali prediligono mettere in risalto le vicende di squadre blasonate che cercano di vincere campionati di cartone a suon di milioni investiti nel calciomercato, tralasciando le vere realtà del nostro calcio che portano i nomi di città che coltivano ancora l’antica passione per questo gioco fatto di spettacolo e non di speculazione.
Anche se qui a Catania ci si sente figli di un calcio minore, pur essendo nella massima serie, si dimostra all’Italia intera, domenica dopo domenica da sette anni a questa parte, che l’essenza del calcio non la si compra ma la si vive vedendo un match dei rossazzurri al “Massimino”.
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