MARAN: «Catania apice della mia carriera»

Il nuovo tecnico presentato a Torre del Grifo


PULVIRENTI «Maran ha firmato un contratto biennale. Noi abbiamo avuto sin dall’inizio le idee chiare, dopo aver realizzato che con Montella le strade si sarebbero divise abbiamo subito pensato a Maran. Non neghiamo di aver parlato con altri, ma con l’avanzare dei colloqui ci siamo sempre più convinti che lui sarebbe stata la persona giusta. Montella? Anch’io ci sono rimasto male, ma un giorno ho ascoltato un’intervista rilasciata da Zeman dopo l’addio al Pescara, e ho trovato una ragione in quello che è successo. Io sono dell’idea che a chiunque stia qui a Catania devono brillare gli occhi. La scelta di Maran è stata condivisa dall’area tecnica».

GASPARIN «Nelle prossime settimane andremo a scegliere il nuovo preparatore dei portieri e quello atletico. Per il momento Maran sarà accompagnato da Maraner e da Giuseppe Irrera. Per quanto riguarda il modulo, in questi anni il Catania ha sempre seguito con positività un percorso organizzato attorno al 4-3-3, anche se l’anno scorso si è presentata una situazione tattica differente per emergenze. Avere un modulo come riferimento per noi è importante, ma riteniamo altrettanto importante da parte del gruppo presente avere quella flessibilità necessaria per adattarsi: con questo spieghiamo anche la scelta di un allenatore capace di applicare più di un modulo».

«Ad oggi non c’è un solo giocatore, tesserato col Catania nella stagione appena conclusa, che sia andato via; questa società ha sempre messo l’allenatore nelle condizioni di lavorare con una struttura e con un capitale umano importante. In chiusura possiamo ufficializzare l’acquisto, con la formula del prestito con diritto di riscatto e di controriscatto del cartellino, di Amidu Salifu».

MARAN «Per me è già un piacere, un sogno, essere qui come capo tecnico del Catania. E’ l’apice nella mia carriera di allenatore, e per questo ringrazio il presidente per l’opportunità che mi è stata offerta. C’è grande entusiasmo da parte mia per questa avventura, non vedo l’ora di prendere contatto con questa realtà. Sono contento di essere arrivato in una piazza così prestigiosa».

«Catania è una piazza così importante che, nonostante l’affetto che avevo per il Varese, era impossibile rifitutare la chiamata del club etneo. Se è arrivato il momento vuol dire che me lo sono meritato, io credo che un allenatore in campo deve dare tutto se stesso: i frutti poi verranno. Il derby col Palermo? E’ stata la terza cosa che ho pensato, dopo l’arrivo al Catania e il dover ringraziare Varese».

«Sono stato un difensore, ma nella mia carriera di allenatore ho sempre curato molto la fase di possesso: il Varese stesso ha fatto un calcio molto propositivo, ho sempre cercato di trasmettere il coraggio di agire e non la paura di sbagliare. Marino? E’ una persona che stimo molto, abbiamo fatto il corso insieme e siamo molto amici: considero un motivo di orgoglio il fatto di essere stato preferito a lui».

«La flessibilità per me è molto importante, ci sono alcune regole di base che la squadra deve avere nel proprio sistema di gioco: se ci si fossilizza su di un solo valore si rischia di disperdere un po’ di qualità dell’organico. De Luca? E’ un giocatore di talento, che potrà sicuramente ritagliarsi spazio in una categoria superiore. Qualsiasi valutazione sul mercato però spetta alla dirigenza, e abbiamo già in rosa dei giocatori di qualità».

«Reputo Catania la mia occasione, per fare quello che ho sempre sognato: la massima serie. Sta a me fare il massimo con i giocatori che avrò a disposizione, ma firmare un contratto biennale è già un punto di partenza per costruire qualcosa. L’esperienza a Brescia non è stata tanto traumatica, eravamo in piena zona playoff e avevamo battuto il Catania qualche giornata prima (piccolo disappunto di Pulvirenti): credo che avremmo raggiunto comunque la serie A, ma l’epilogo non mi ha indebolito, perché sono dell’idea che il lavoro fortifichi e paghi sempre».

«La serie A sarà un campionato impegnativo, a bocce ferme sembra anche di più rispetto agli altri. Conoscendo le persone, vedendo le strutture e prendendo confidenza con l’ambiente ho avuto la conferma della positività della mia accettazione della richiesta del Catania». 


Redazione Golsicilia 13/06/2012
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