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La terza vittoria consecutiva, che coincide con il quarto risultato utile in quattro gare di campionato nel 2013 e l’arrivo a quota 35 punti in classifica dopo la terza giornata di ritorno, stimola la fantasia e i sogni di gloria della piazza rossazzurra. Sul piano del merito in campo e della mole di gioco, non è stata un’affermazione chiara e netta, ma con diverse assenze e una Fiorentina che di sicuro centrerà l’Europa è il caso di lasciare in soffitta certe pretese.
Si possono versare litri di inchiostro sul “sogno europeo” che prende forma, sull’immagine di un “Massimino” inespugnabile e dove anche i più grandi fermano la propria corsa, ma quello che colpisce di più di questa squadra è la sua capacità di rimanere sul pezzo fino alla fine, di non perdere di vista l’obiettivo indirizzando verso di esso ogni sforzo anche nelle difficoltà.
Sembra facile, ma non lo è. E molti invidierebbero questa dote, che significa grande compattezza e unità d’intenti ma soprattutto più concretezza e punti in classifica. Il Catania è già a soli cinque punti dalla quota salvezza e dista due lunghezze dal quinto posto, ma tutti fanno orecchie da mercante e dopo una sana dormita stanotte pensano alla prossima, altrettanto difficile, gara contro il Napoli.
«I risultati che otteniamo indicano il nostro valore e devono spingerci ad affrontare le gare successive con responsabilità riguardo quello che siamo»: è uno dei concetti espressi più volte da Rolando Maran, un meccanismo che finora ha funzionato e sta funzionando alla perfezione, con cui l’appagamento colpisce solo nei limiti del fisiologico e anche chi gioca di meno può dare un contributo decisivo.
L’appetito vien mangiando e dopo la decima vittoria in campionato, l’ottava in dodici partite casalinghe, crescono l’attesa, l’entusiasmo e la stima per questo gruppo. La suddetta trasferta di sabato prossimo a Napoli, contro una squadra che intende imbastire una lunga serie utile per rincorrere la Juve, è un’altra occasione per continuare la propria corsa, alzare progressivamente l’asticella senza porsi alcun limite, ma i fatti e i discorsi che hanno preso campo negli scorsi giorni, e in particolare nelle ultime ore, impongono alcune considerazioni poco allegre.
L’esclusione dai convocati di Giovanni Marchese, che (motivazione ufficiale) si è rifiutato di giocare in un ruolo diverso da quello naturale, segna di fatto in maniera definitiva l’avventura a Catania del terzino di Delia. E’ un epilogo assai amaro, per una piazza che sembrava essere la sua casa e per lui, che con professionalità si rendeva sempre disponibile nonostante un rinnovo lontano e a posteriori mai più arrivato.
Data quindi ormai per scontata la sua partenza, gli ultimi giorni di mercato in casa Catania contemplano la necessità di altri rinforzi e in particolare di un sostituto all’altezza di Marchese, mentre una cessione di Almiron appare sicura a giugno ma è molto probabile già in questa sessione di mercato: si tratta di due tasselli su cui si è costruito il Catania dell’ultimo anno e mezzo, e rimpiazzarli non solo è necessario ma è anche particolarmente arduo.
Il Catania di oggi è patrimonio ma soprattutto frutto del contributo di tutti, è sempre giusto dare prima la possibilità di esprimersi e mettersi in gioco a chi non ha avuto spazio e potrebbe essere l’elemento giusto; tuttavia, è pensando con occhio acuto e critico al presente e al futuro che la dirigenza può mantenere e rinnovare questo gruppo compatto e di livello, trascinandolo sempre più verso l’alto.
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