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Catania, ecco chi è Rolando Maran

Golsicilia.it presenta il nuovo allenatore etneo


Da ieri il Catania ha un nuovo allenatore. Si tratta di Rolando Maran, trentino, 49 anni a luglio, alla prima esperienza in assoluto in serie A dopo una gavetta di dieci anni tra C1 e B. Nella giornata di ieri è arrivata appunto la firma, Maran non vede l’ora di cominciare questa sua nuova avventura, che coincide sicuramente con una nuova fase, anche sul piano sportivo, del progetto portato avanti dalla società. Ma vediamolo più da vicino.

Rolando Maran nasce a Rovereto (TN) il 14 luglio 1963. Da calciatore gioca nel ruolo di difensore, e vive l’esperienza più importante al Chievo, in cui milita dall’’86 al ’95 totalizzando ben 280 presenze e 11 gol e contribuendo alla scalata dalla serie C2 alla serie B, conquistata nel ’94. Proprio nella squadra clivense Maran inizia la propria carriera di allenatore, facendo comunque apprendistato come vice di Silvio Baldini nella stagione ’97-’98. Lavorerà poi nei settori giovanili di Brescia (dal ’98 al 2000) e Cittadella (dal 2000 al 2002).

Nel “Citta” Maran inizia, nella stagione 2002-2003, l’attività di capo allenatore in squadre professionistiche. Raccogliendo la squadra appena retrocessa in C1 dopo due stagioni in serie B, arriva a pochi punti dalla zona playoff, mentre nella stagione 2003-2004 ottiene una tranquilla salvezza chiudendo undicesimo. Dopo un’altra salvezza nel 2004-05, arriva per lui la chiamata del Brescia, appena retrocesso in serie B dopo cinque stagioni di fila in A.

Maran deve subito confrontarsi con una piazza e con un presidente, Corioni, esigenti dopo una delle migliori fasi della storia del club biancazzurro, grazie anche all’apporto di Roberto Baggio. Baggio però si è ritirato da un bel pezzo, e la squadra è indubbiamente ridimensionata dopo la perdita della massima serie. L’organico è comunque di buon livello e il Brescia di Maran non occupa un ruolo di primo piano, coglie qualche risultato negativo di troppo ma è in piena zona playoff, a distacchi abbordabili dal Mantova capolista. Il 4 marzo 2006, alla decima giornata di ritorno, il Brescia continua a mantenere una posizione di vicinanza alla zona promozione, battendo il Pescara al “Rigamonti” per 3-0. Si verifica però un fatto paradossale: il presidente Gino Corioni, insoddisfatto del gioco della squadra, decide nello stupore generale di esonerare Maran e di sostituirlo con Zeman. Con il boemo le “rondinelle” raccoglieranno appena 8 punti nelle ultime 11 giornate e chiuderanno il campionato al decimo posto, abbondantemente fuori dalla zona playout.

Maran prova a ripartire dal Bari, ma nella stagione 2006-07 non arriva a finire il campionato perché esonerato. Si presenta allora per lui l’opportunità della Triestina, che sfrutta al meglio conquistando la salvezza nel 2007-08 e registrando un ottimo campionato nel 2008-09, in cui gli alabardati, grazie anche ai gol della rivelazione Granoche, rimangono in corsa fino alle ultime giornate per la qualificazione ai playoff. Segue poi un altro biennio con il Vicenza: salvezza all’ultima giornata al primo anno, buon campionato nel secondo, con i berici vicini alla zona playoff a metà del girone di ritorno prima di un calo di rendimento che li stabilizzerà a metà classifica.

Il biglietto da visita che è valso a Maran la scelta da parte di una squadra di serie A sta comunque nella stagione appena conclusa al Varese, con la promozione in serie A mancata solo nella finale contro la Sampdoria. Dopo un inizio di campionato anonimo, la dirigenza lombarda esonera Carbone e sceglie il trentino, che ottiene già all’esordio la prima vittoria in casa del Vicenza, sua vecchia squadra. Grazie anche alla propria precisione e alla capacità di far stare sul pezzo i giocatori, il Varese inanella risultati in continuazione e lontano dalle luci della ribalta arriva a guadagnare un posto fisso in zona playoff, riuscendo a non far rimpiangere l’ottima precedente stagione con Sannino in panchina, chiusa sempre ai playoff ma in semifinale.

Nelle ultime stagioni, in particolare al Varese, Maran ha sempre adottato come modulo il 4-4-2, anche se potrebbe adeguarsi, a seconda di quello che sarà il piano concordato per il mercato in entrata o in uscita, al 4-3-3 che a Catania rappresenta ormai un dogma.

Tuttavia i moduli al momento sono soltanto numeri e dettagli in confronto all’entusiasmo, alla voglia di fare bene e di mettersi in discussione in una piazza che ha parzialmente storto il naso a priori alla sua scelta, oltrechè in un campionato che ormai non è il più bello, ma è ancora il più difficile. In bocca al lupo, mister Maran.


Michele Patanè 12/06/2012
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