Catania, -5 alla nuova stagione: ecco come imposterà il lavoro Maran

Il tecnico ama il 4-4-2, il gioco sugli esterni e vuole una punta di peso


Ormai ci siamo: la nuova stagione del Catania è alle porte. Tra cinque giorni la squadra si riunirà al centro sportivo di Torre del Grifo e, da lunedì, inizierà il ritiro precampionato.

Sarà un’annata piena di novità: dopo otto anni, infatti, il principale artefice della scalata rossazzurra, Pietro Lo Monaco, non figura più nell’organigramma societario. A sostituirlo il garbato e competente dirigente aziendale Sergio Gasparin e un cavallo di ritorno, Nicola Salerno, direttore sportivo di lunga data, già all’ombra dell’Etna nella stagione 2002-2003, e che ha vissuto le migliori stagioni della sua carriera al Cagliari di Cellino. 

C’è un volto nuovo anche in panchina. Anche se questa non è una novità, considerando che nelle nove stagioni targate Pulvirenti, al timone degli etnei si sono alternati ben undici allenatori. Questa volta non si tratta di un ex grande giocatore, come Zenga, Mihajlovic, Simeone e Montella, ma di un allenatore all’esordio in massima divisione, seppur con una grande esperienza alle spalle: Rolando Maran, infatti, nelle ultime stagioni ha guidato in serie B Brescia, Bari, Triestina, Vicenza e Varese.

Per lui, adesso, il lavoro non dovrebbe essere facile. Infatti, ai suoi ordini avrà a disposizione una rosa di quasi trenta elementi, molti dei quali "obbligati" a svolgere il ritiro nella calda Sicilia: parliamo di Maxi Lopez, Morimoto e Antenucci, tornati a sorpresa, ma anche di Gomez e Barrientos che sognano il passaggio a un club di maggior prestigio.

Vedremo come riuscirà a gestire i primi malumori il tecnico trentino. Tanto atteso è anche il suo metodo di lavoro. Lui, cultore del 4-4-2, sarà costretto con tutta probabilità a modificare il suo credo per approdare al 4-3-3, il modulo più gradito alla società. Si tratta di un allenatore a cui piace giocare con la palla a terra, che punta molto sugli esterni e su un attaccante centrale di peso.

Per Maran, inoltre, sono fondamentali i tempi di gioco. Li allena soprattutto in fase di preparazione, utilizzando delle porte in scala ridotta come ausilio didattico: a un segnale stabilito, almeno quattro giocatori devono attraversare contemporaneamente la porta, in modo da offrire più soluzioni al portatore di palla.

Nel rapporto con i suoi giocatori, infine, l’ex allenatore del Varese è sempre molto franco. Oltre a parlare a tutto il collettivo, si mette spesso a disposizione dei suoi ragazzi per eventuali chiarimenti.


Andrea Motta 03/07/2012
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