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Questi i tratti salienti della conferenza di Rolando Maran di questa mattina a Torre del Grifo:
APPROCCIO «Sicuramente dobbiamo mettere in campo le stesse prestazioni di prima, se non migliorarle, aggiungendo un pizzico di attenzione. Non dobbiamo dare nulla per scontato, bisogna sempre tenere a mente l’obiettivo massimo all’inizio di ogni partita».
BERGESSIO «La sua assenza non cambia il Catania, ci sono comunque giocatori con caratteristiche diverse. Viene sicuramente a mancare un giocatore importante, ma non abbiamo motivo di cambiare la nostra identità. Chi lo sostituirà dovrà fare un grande lavoro, dovrà tenere alta la squadra e saperla accorciare in fase di non possesso. Ci vorrà un lavoro sia fisico che tattico. Sia Morimoto che Doukara possono essere utili in tal senso, entrambi non giocano i 90 minuti da tempo».
CAGLIARI «Affronteremo una buona squadra, siamo consapevoli di questo ma anche che, se sosteniamo i ritmi che vogliamo, possiamo creare problemi agli altri. Veniva da quattro vittorie consecutive, e anzi domenica scorsa aveva messo in difficoltà la Fiorentina nella prima parte di gara. Non penso che il 4-1 rappresenti un vantaggio per noi. La loro rapidità in attacco? In settimana abbiamo studiato per bene ogni aspetto, come facciamo prima di ogni partita».
SALTO DI QUALITA’ «La partita di domani è importante anche per dimostrare grande attenzione contro le squadre al nostro livello nonché fornire un segnale di maturità. Non do molto peso alla classifica, abbiamo un obiettivo e dobbiamo centrarlo, il vero salto di qualità passa dalla mentalità».
TRASFERTA «Non mi pongo un problema di modulo, piuttosto di atteggiamento. Dobbiamo cercare di essere propositivi, aggressivi e soprattutto compatti. Siamo migliorati? Dicessi di sì, avrei ragione perché comunque lo stiamo facendo, ma io intendo assumere un’ottica di lungo periodo: dobbiamo continuamente sviluppare la nostra capacità di avere sempre uno stimolo in più, alzare l’asticella. In questo sta la differenza fra grandi squadre e squadre normali: è il modo migliore per avere il massimo da se stessi».
CASTRO «Perché in panchina all’inizio? Mi trovo al primo anno in serie A, sto avendo la fortuna di avere in rosa dei buoni giocatori e questo implica il fatto che debbano essere fatte delle scelte, che talvolta premiano alcuni, altre volte premiano altri».
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