Catania, la difesa non va (?)

Undici gol subiti nelle prime sei giornate


Dopo la giornataccia di Bologna, il Catania di Rolando Maran riparte iniziando oggi a Torre del Grifo la preparazione della partita di domenica prossima in casa contro il Parma di Donadoni. Un risultato positivo in tale occasione sarà il miglior modo per mettersi alle spalle lo 0-4 del "Dall'Ara" e confermare la buona direzione in cui lavora il gruppo.

Nel calcio, come nella vita, ci vuole sempre un po' di equilibrio, sia dopo i momenti di gloria che dopo le disfatte, e alimentare allarmismi sul prosieguo della stagione quando la squadra in questione ha raccolto otto punti in sei gare, alcuni dei quali frutto di prestazioni autorevoli contro Roma e Napoli, sarebbe controproducente per l'ambiente in sè e per una corretta visione dello stato di questa squadra.

Nelle scorse settimane abbiamo elogiato la capacità del gruppo di non mollare a fronte delle difficoltà, di saper produrre e creare occasioni e di saper spesso trovare la soluzione vincente, grazie anche all'ordine e alla serenità mentale indotta dalla sua guida tecnica.

La voce "gol subiti" della classifica alla sesta giornata induce adesso ad altre considerazioni: i dati dicono che dopo sei partite gli etnei hanno dovuto recuperare dalla loro rete undici palloni, con la media di quasi due a partita; accusano lo stesso passivo la Roma allenata da Zeman (il che è tutto dire), il Pescara che si è ormai ambientato alla serie A dopo le difficoltà delle prime gare (9 gol subiti solo nelle prime tre giornate) e il Cagliari ultimo in classifica, mentre solo il Chievo ha fatto peggio con 13 gol.

Facendo un confronto allo stesso momento del calendario con le precedenti sei stagioni seguite al ritorno in A nel 2006, si nota che solo nel campionato post-promozione, il 2006-07 con lo spirito offensivo di Marino e una rosa di livello di gran lunga inferiore, si fece peggio con 12 gol. Poi 6 gol incassati nel 2007-08, 4 nel 2008-09, 10 nel disastroso inizio 2009-10, 6 nel 2010-11 e 8 nel 2011-12.

Facile e spontaneo avanzare dubbi sulla qualità e sulle condizioni del reparto arretrato, ma il problema sembra essere più a monte e investire la sfera mentale, per una questione di concentrazione e reattività.

Si sa che la fase difensiva non è un momento di esclusiva competenza della difesa, ma richiede anche il contributo del centrocampo che in più occasioni non ha saputo mantenere l'equilibrio sbilanciandosi oltremodo in fase di possesso, lasciando agli avversari maggiori spazi per ripartire ed eludere la difesa col giro-palla.

Molti di questi undici gol sono stati incassati infatti con azioni rapide dopo palloni persi in entrambe le metà campo, con difficoltà della difesa nel recuperare posizione e intercettare a fronte delle ripartenze avversarie. Una mancanza di equilibrio forse anche nel modo di stare in campo, che andrebbe affrontata con il lavoro e il massimo impegno quotidiano cui Maran ci ha ormai abituati.

La prossima partita di domenica contro il Parma e i "15 giorni di fuoco" contro Inter e Juventus serviranno a capire se tale manchevolezza è stata attenzionata e si è nella direzione di rimuoverla. E serviranno anche a noi, per vedere se nel titolo di sopra dovremo togliere il punto interrogativo, la parentesi ai lati di esso o l'intero contenuto.


Michele Patanè 02/10/2012
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