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E' un Natale sereno per il Catania, ma vietato abbassare la guardia

Tra certezze e qualche nube si preparerà il rientro


Brucia ancora la sconfitta di Pescara, ma non c'è alcun dubbio sul fatto che il Natale in casa Catania sia intriso di serenità e soddisfazione per una prima parte di stagione importante, sotto l'aspetto tanto dei risultati quanto della crescita nel gioco e nella consapevolezza dei propri mezzi.

Una crescita che probabilmente va oltre i 25 punti conquistati in 18 gare, frutto di 7 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte. Un bottino di per sé positivo, ma che può sembrare stretto per i tanti, forse anche troppi, punti persi per banali cali di tensione ed errori arbitrali.

Con Rolando Maran si è mantenuta la tendenza mostratasi con il suo predecessore Montella, quella del miglioramento nell'imposizione del proprio gioco. Se a ciò si aggiunge un ambientamento più avanzato per gli elementi di maggior spessore tecnico, quel che ne risulta è una squadra solida, compatta, meno spumeggiante ma decisa e dotata di temperamento.

Ci sono sempre state le difficoltà, come le insicurezze nelle prime uscite in trasferta e le due sconfitte di fila col Palermo nel derby e con il Milan, che rischiavano di dare alla stagione una direzione indesiderata. Ma proprio queste sono state puntualmente superate, grazie non solo alla forza tecnica ma anche alla fame e alla carica agonistica di chi non figura tra i titolari stabili.

La terza qualificazione nella propria storia ai quarti di finale di Coppa Italia (l'8 gennaio contro la Lazio all'"Olimpico") fa il resto in un'annata che ha concrete possibilità di continuare la sequenza in crescendo degli etnei dal ritorno in serie A ad oggi. 

Le buone notizie non investono soltanto la sfera collettiva ma possono anche collegarsi ai singoli. Gomez è in un punto avanzato della propria maturazione ed è ormai un avversario attenzionato da tutte le difese, Bergessio è un grimaldello affidabilissimo presso i centrali avversari ed è già a quota 6 reti, Lodi sta confermando la propria buona vena nei calci piazzati e giorno dopo giorno fa sempre più suo un ruolo per lui inimmaginabile fino a due anni fa.

C'è spazio anche per le gradite sorprese, come il netto miglioramento di Alvarez, tenace e rognoso sulla corsia destra di difesa e adesso inamovibile dopo una sfilza di gravi errori ad inizio stagione; stesso discorso per Andujar, destinato ad un futuro lontano dalla Sicilia ma determinato a conquistare la sicurezza del posto tra i pali a scapito delle imperfezioni iniziali, cui purtroppo si è aggiunto il tuffo al rallentatore sulla punizione di Togni a Pescara.

Dall'altro lato, però, impossibile ignorare le dinamiche del mercato, soprattutto sul fronte "uscite". E se la dirigenza etnea sembra aver riportato sotto controllo la situazione di Barrientos, "scoppiato" dopo alcune sostituzioni non gradite e il tweet di sfogo postato dopo la panchina iniziale col Chievo, tutt'altro che definita è al momento quella di Almiron, il cui agente pressa per un aumento dell'ingaggio. Sin dall'estate alcune compagini non stanno facendo mistero di gradire le prestazioni del centrocampista argentino, troppo ondivago nel rendimento in questo primo scorcio di stagione, con alcuni alti e altrettanti bassi, come nella gara di venerdì scorso.

Dopo la sosta natalizia il Liotro è atteso da un rientro denso di impegni: il 5 gennaio l'anticipo con il Torino, l'8 gennaio il quarto di Coppa Italia con la Lazio e il 13 la sfida interna con la Roma. Tre appuntamenti con un potenziale ruolo importante sotto l'aspetto mentale e morale, ma che costituiranno soltanto l'inizio di una seconda parte di stagione da affrontare con qualche novità in organico (arriverà almeno un vice-Bergessio), ma con la stessa coesione, la stessa determinazione e voglia di andare oltre i limiti e, soprattutto, la predisposizione a non commettere gli stessi errori.


Michele Patanè 24/12/2012
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