



Messina, ti presento L’Aprilia: info, curiosità, probabile formazione
Palermo-Juve Stabia: precedenti, ultime notizie e probabili formazioni
Eccellenza A: in trasferta le prime della classe, occhio a Pro Favara-Campofranco
Siena-Trapani: precedenti, ultime notizie e probabili formazioni
«Sono ottimista: ho rivisto lo spirito che volevo». Con queste parole, ieri pomeriggio, Rolando Maran ha concluso la conferenza stampa post-Parma. Noi, con tutta sincerità, dissentiamo dalle parole del tecnico che l’anno scorso ha portato il Catania all’ottavo posto e al record di punti in Serie A.
Basti pensare che la formazione rossazzurra ha impegnato il portiere avversario soltanto una volta: al 44’ del primo tempo con un colpo di testa di Spolli bloccato da Mirante. Troppo poco. Una squadra che non tira in porta, non segna.
Maran ha cambiato modulo, passando al 3-5-2 utilizzato due anni fa da Montella, che aveva dimostrato duttilità e capacità di adattamento. Senza Tachtsidis, escluso dopo tre prestazioni negative, e un centrocampo pieno di quantità e poca qualità, i rossazzurri non sono mai riusciti a fare gioco.
Montella, infatti, accanto ad Almiron non aveva Guarente e Plasil, ma due giocatori dai piedi fini come Lodi e Barrientos. Ma se il napoletano è partito in direzione Genoa, l’argentino è ancora a Catania. Maran, però, ha preferito posizionarlo in attacco, in tandem con Bergessio. Il numero 28, così, ha dovuto ridimensionare il suo raggio d’azione, non potendo inventare né lanciare i compagni.
I tre difensori centrali hanno retto; sulle fasce Alvarez non ha spinto e Monzón è stato asfaltato per tutta la gara da Biabiany. Con l’ingresso di Boateng, nell'ultima mezz'ora, Maran ha optato per uno sciagurato 4-2-4 che ha creato una voragine a centrocampo, garantendo al Parma numerose occasioni in contropiede, tutte regolarmente sprecate.
Se Bergessio, rimasto ancora a secco e uscito per infortunio dopo mezz’ora, ha dato il massimo alla causa rossazzura, non può dirsi lo stesso di Maxi Lopez: impalpabile e svogliato nei sessanta minuti disputati.
Insomma, Maran ha avuto la sfortuna di perdere per l’ennesima volta un giocatore a gara in corso. Ma che fine ha fatto la sua sapienza tattica? L’anno scorso era facile: bastava riproporre lo stesso calcio di Montella per macinare bel gioco e trovare la vittoria. Adesso, con la partenza di tre interpreti fondamentali (Marchese, Lodi e Gomez) e un inizio di stagione da dimenticare, anche Maran deve dimostrare di poter plasmare e risollevare il suo Catania.