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Una settimana fa il Calcio Catania finiva di redarre un’altra, luminosa, pagina della propria storia. Una pagina incancellabile, scritta con un inchiostro fatto di soddisfazioni, emozioni, qualche immancabile momento di difficoltà e, soprattutto, un’incetta di record. Golsicilia.it propone oggi la prima delle tre puntate che vanno a ripercorrere l’annata 2012-2013, dal ritiro estivo fino alla 10^ giornata.
La stagione 2012-2013 inizia, quasi a ribadire una delle situazioni ricorrenti delle annate precedenti, con un cambio alla guida tecnica. Dopo un’esperienza e un contributo lusinghieri al suo primo intero campionato sulla panchina di una squadra professionistica, Vincenzo Montella decide di lasciare il Liotro per dire sì alla Fiorentina, lasciandosi non senza strascichi polemici con il presidente Pulvirenti (qualche tempo dopo seguiranno i chiarimenti e tornerà il sereno tra i due). Ma la mancata permanenza dell’”Aeroplanino” avviene sullo sfondo di un quadro societario mutato dallo scossone primaverile delle dimissioni dal ruolo di amministratore delegato di Pietro Lo Monaco, il cui nome ha accompagnato la risalita del club etneo dalla serie B e il suo costante radicamento nella realtà del massimo campionato nazionale. Al suo posto Sergio Gasparin, uomo di calcio e d’azienda, sin da subito capace di incanalare la propria esperienza e competenza nella struttura societaria, non facendo rimpiangere il suo predecessore al di là del diverso approccio con i media e la tifoseria. Nicola Salerno è il nuovo ds, Giuseppe Bonanno diventa responsabile dell’area tecnica.
Il primo mattone messo dal nuovo asse Pulvirenti-Gasparin riguarda l’allenatore: dopo alcune fugaci ipotesi, una di queste riguardante un ritorno di Pasquale Marino, il nome in cima alla lista diventa quello di Rolando Maran, nel frattempo in corsa con il Varese per la promozione in serie A nella finale playoff contro la Sampdoria. Il tecnico trentino per la prima volta punta la massima serie, dove non ha mai giocato né allenato, il sogno del salto di categoria sfuma sul campo, ma il club di via Magenta lo osserva da un po’ di tempo e lo giudica l’uomo giusto per condurre i rossazzurri alla settima salvezza consecutiva: l’11 giugno 2012 è lui è il nuovo tecnico degli etnei.
L’ex Cittadella e Vicenza è chiamato a gestire un gruppo sostanzialmente simile alla passata stagione, con pochissimi mutamenti legati al mercato. Nessuna cessione di rilievo, anche per l’autorevole politica della dirigenza di lasciar partire i “big” solo per offerte irrinunciabili. I movimenti di mercato più eclatani avvengono anzi in entrata: a Torre del Grifo arrivano Lucas Castro, 23enne esterno sinistro, acquistato dal Gimnasia La Plata ma nell’ultima stagione al Racing Avellaneda, Alberto Frison, portiere 24enne, tra gli elementi di più promettente avvenire nel proprio ruolo, e Alexis Rolin, aitante centrale difensivo uruguaiano, classe ’89, prelevato dal Nacional Montevideo al termine di un’azione di mercato sottotraccia ad anticipare alcuni grandi club europei.
Come nella stagione precedente, la cornice del ritiro estivo è il centro sportivo di Torre del Grifo, con una breve parentesi a Desenzano del Garda per le amichevoli con Vicenza e Chievo. I risultati e le rituali goleade negli incontri di rodaggio con le formazioni di categoria inferiore lasciano il tempo che trovano, giorno dopo giorno Maran prende sempre più il controllo non solo di una struttura di gioco ereditata da Montella, ma anche dell’intero gruppo, coinvolto in toto dalla sua filosofia improntata all’equilibrio, alla continuità e alla perenne ricerca del massimo. Spinta a superarsi sempre che forse elettrizza tra gli altri Souleymane Doukara, attaccante francese classe ’91, prelevato dalla Vibonese: preso con l’intento di girarlo altrove in prestito per farlo crescere, il ragazzo impressiona Maran durante le sedute e le amichevoli conquistando la sua fiducia e rimanendo quindi tra i ricambi della prima squadra.
Il gioco etneo risente, come prevedibile, delle ruggini legate alla pausa, alla condizione fisica e ai nuovi schemi. La prima uscita al “Massimino”, l’amichevole con il Thun dopo la presentazione della squadra, coincide con una sconfitta (1-0 l’8 agosto 2012), ma gli etnei non falliscono poi all’esordio in gare ufficiali, battendo per 1-0 il Sassuolo nel terzo turno preliminare di Coppa Italia davanti al proprio pubblico: il 18 agosto 2012 Izco e compagni soffrono un po’ nel primo tempo a fronte dell’entusiasmo e della freschezza atletica degli ospiti di Di Francesco (futuri vincitori della serie B), ma un gol di Gomez al 73’ chiude i giochi e fa iniziare l’annata con il sorriso. Rimane qualche riserva sul ritmo e sulle idee di gioco, ma otto giorni più tardi la prima di campionato mette già diverse cose in chiaro.
Il calendario della serie A 2012-2013, redatto alla fine di luglio, non era stato clemente all’inizio con i rossazzurri: nelle prime quattro giornate Roma, Genoa, Fiorentina e Napoli le avversarie. Etnei quindi attesi nella tana di un “Olimpico” quindi pieno d’entusiasmo e voglia di rivedere una squadra brillante e vincente, scaldato dal ritorno di Zdenek Zeman sulla panchina dei giallorossi dopo 13 anni. Il Catania, con Rolando Maran in primis, si avvicina a tale appuntamento con gli stimoli di uno studente al primo giorno del nuovo anno, ansioso di sbattere in faccia al professore diffidente (etnei indiziati per la retrocessione dalla Gazzetta) i compiti per le vacanze belli e fatti.
1^ GIORNATA ROMA-CATANIA 2-2
Il 4-3-3 zemaniano, il rispolvero di un Totti tirato a lucido dalla preparazione estiva e le bocche di fuoco di Osvaldo e Lamela promettono scintille, ma il Catania imbriglia la manovra giallorossa e risponde colpo su colpo. E va in vantaggio nel primo tempo con Marchese. Un eurogol di Osvaldo vale il pari ad inizio ripresa, ma un contropiede da manuale rifinito da Castro (ottimo impatto sulla gara all’ingresso nel secondo tempo) e finalizzato da Gomez porta al nuovo vantaggio (entrambe le reti etnee in fuorigioco). Una disattenzione difensiva produce però uno dei tanti risultati sfumati nei minuti di recupero in questa stagione: Alvarez si fa prendere il tempo da Nico Lopez, che lo anticipa con un “sombrero” e fulmina Andujar sul suo palo. La prima va in archivio con l’amaro in bocca, ma il Catania c’è.
2^ GIORNATA CATANIA-GENOA 3-2
Ulteriori conferme arrivano alla prima di campionato tra le mura amiche. Catania pimpante e produttivo, all’intervallo a trovarsi il vantaggio è il Genoa grazie ad una rete di Kucka, ma il “Massimino” accompagna gli etnei negli spogliatoi con uno scrosciante applauso collettivo. Nei giorni a venire dirigenza e giocatori apprezzeranno la spinta di quella serata, segnale dell’attaccamento del pubblico che figura certamente tra le chiavi di questa stagione. Intanto, i rossazzurri ricambiano e si riprendono quanto spetta loro con la prima doppietta in serie A di Bergessio nei primi minuti della ripresa. Improvviso botta e risposta nel finale: prima Jankovic gela la “torcida” etnea intorpidita dalla pioggia e dal rituale fresco di inizio settembre, poi Lodi esce dal cilindro una punizione delle sue per la prima affermazione dell’anno.
3^ GIORNATA FIORENTINA-CATANIA 2-0
Se qualche tifoso etneo si era lasciato andare ai classici sogni fugaci delle prime settimane, un secco 2-0 all’”Artemio Franchi” è un duro risveglio. Gli etnei faticano ad imporre il proprio gioco e a reggere il passo della Fiorentina dell’ex Montella. Troppo poco là davanti per i rossazzurri, che con due imperfezioni difensive subiscono i colpi del ko, uno per tempo, di Jovetic e Toni.
4^ GIORNATA CATANIA-NAPOLI 0-0
“Ok, il Napoli in serie A non ha mai vinto a Catania e negli ultimi anni i rossazzurri sono sempre riusciti a fermare gli uomini di Mazzarri, quindi cosa ci sarebbe di particolare da segnalare in questo risultato?”: ragionamento errato, proprio di qualcuno che non avrà visto la partita. Per gli etnei la prima domenica pomeriggio dell’anno al “Massimino” si mette in salita dopo 90 secondi: Alvarez commette fallo da ultimo uomo su Cavani (per l’argentino è una delle ultime prove iniziali da dimenticare dopo un crescendo sorprendente), ma la squadra di Maran esce i muscoli, regge a testa alta e senza patemi la forza d’urto dei partenopei, tenuti lontano dalla possibilità di creare pericoli anche con cinque giocatori offensivi in campo. E nel secondo tempo Gomez prima scheggia il palo esterno, poi costringe De Sanctis al miracolo di giornata. Il fischio finale libera il giubilo del “Massimino” e l’esultanza orgogliosa dei rossazzurri, sul piano del morale è un pareggio che vale ancora più di una vittoria.
5^ GIORNATA CATANIA-ATALANTA 2-1
«Penso che la consapevolezza di quello che abbiamo fatto domenica serva a far sì che noi prendiamo coscienza della nostra forza e delle nostre capacità: in questo modo saremo sufficientemente pronti per affrontare tutte le gare, che non saranno mai facili». Nella conferenza stampa della vigilia Rolando Maran rispondeva così ad una nostra domanda: altro che appagamento, per accontentare il Catania ci vuole ben altro. E ci vuole ben altro anche per farlo desistere dal cercare la vittoria: un pasticcio di Andujar subito dopo l’inizio della ripresa recapita a Maxi Moralez un assist per lo 0-1, ma la reazione non tarda ad arrivare con un’incornata vincente di Spolli e un tocco sotto di Barrientos a tu per tu col portiere dopo uno scambio con Gomez.
6^ GIORNATA BOLOGNA-CATANIA 4-0
Due semplici chiavi di lettura per uno dei pomeriggi più cupi della stagione: le occasioni sciupate nei primi venti minuti sullo 0-0, ma soprattutto un approccio mentale alla distanza risultato tra i peggiori. Dopo il primo gol di Guarente gli etnei si sciolgono e la propria area diventa un panetto di burro infilzato a più non posso dalle scorribande di Garics e Morleo, le proposizioni di Konè e il fiuto del gol di Gilardino. Risultato chiaro, ma non esauriente circa il contenuto dell’arco dei 90 minuti, con gli etnei puniti per una giornata no ma non inferiori nei rapporti di forza in campo.
7^ GIORNATA CATANIA-PARMA 2-0
La reazione non si fa attendere e al 2’ Gomez gonfia già la rete avversaria finalizzando un fraseggio rapido sulla trequarti. Il Parma cerca gli sbocchi per il pari, ma gli etnei non corrono reali pericoli. Nel finale Bergessio chiude i conti su assist di Izco.
8^ GIORNATA INTER-CATANIA 2-0
L’esame della “Scala del calcio” non riserva un esito positivo ai rossazzurri, non bocciati ma rimandati. Gara discreta a livello di intensità, gli etnei guerreggiano alla pari con la squadra di Stramaccioni, allora in forma brillante e nel gruppo delle squadre di vertice. La squadra di Maran non demerita, ma cade negli episodi: decidono un gol per tempo, prima Cassano di testa su cross dalla trequarti di Cambiasso, poi Palacio a finalizzare un contropiede con un mancino dritto per dritto sul primo palo.
9^ GIORNATA CATANIA-JUVENTUS 0-1
Eccoci qua. A distanza di mesi qualcuno, con sana e semplice amarezza, non ha ancora dimenticato quello che sportivamente può essere inteso come il “mezzogiorno di fuoco” di quest’anno. Come prevedibile, la Juve di Conte (allora squalificato per il calcioscommesse) fa la partita e comanda per possesso palla e dominio territoriale, ma al 25’ accade l’episodio che settimane intere farà discutere: Bergessio realizza in posizione regolare il gol del vantaggio, ma diversi giocatori e panchinari tra i bianconeri prendono subito d’assalto con le proteste l’arbitro Gervasoni e il guardalinee Maggiani.
Ne nasce una situazione di profonda incertezza tra il sestetto arbitrale: Maggiani chiede all’arbitro di porta Rizzoli la conferma di una deviazione in area di Lodi prima che il pallone finisse sul palo e venisse ribadito in rete dal “Lavandina”, supponendo, perso il controllo della situazione e sotto la pressione del plotone juventino, che la posizione dell’argentino fosse irregolare al momento del tocco del napoletano (in realtà era comunque dietro il penultimo difensore); la conferma arriva e il guardalinee riferisce l’irregolarità dell’azione all’arbitro Gervasoni, il quale non può far altro che deliberare l’annullamento.
I giocatori, la panchina, l’intero entourage etneo e il presidente Pulvirenti (nell’occasione espulso per proteste, si sfogherà nel post-partita) incassano con impotenza: oltre all’errore commesso, il principale elemento alla base della protesta etnea sta nell’influenza delle proteste avversarie sulla decisione errate. Nel secondo tempo etnei innervositi e mai realmente pericolosi, Marchese si becca il secondo giallo per un mani a centrocampo e Vidal realizza il gol della vittoria, raccogliendo una respinta di Andujar su tiro ravvicinato di Bendtner che riceveva da Vucinic in posizione di fuorigioco. Rimuginare è inutile, tre giorni più tardi c’è la trasferta di Udine e la saldezza mentale degli etnei è attesa da un esame molto insidioso.
10^ GIORNATA UDINESE-CATANIA 2-2
Su un campo che ha riservato tre sconfitte nelle ultime tre stagioni l’orgoglio, la rabbia positiva e la solidità sono aiuti fedeli agli etnei, nonostante le assenze in difesa. Gara con ritmi blandi nel primo tempo, un piccolo svarione difensivo origina l’azione del fallo da rigore di Spolli su Di Natale (comunque molto dubbio), realizzato dal numero 10 bianconero. La gara del “Friuli” si consacra però probabilmente come la prima che rende l’idea di un Catania “double face”, capace di creare da sé nuova energia dopo prime frazioni con ritmi più bassi rispetto a quelli usuali, vuoi per le strigliate e per la capacità di Maran di tenere sempre unito e compatto il gruppo verso un’unica direzione, vuoi per una dose di personalità individiabile.
Il primo gol in serie A di Lucas Castro e una punizione col goniometro ad aggirare la barriera di Lodi (Brkic non perfetto nell’occasione, ma l’esecuzione del napoletano è ad alto coefficiente di difficoltà) valgono il sorpasso per la situazione di vantaggio fino al 92’, quando Di Natale sfrutta un movimento sbagliato della difesa per la trappola del fuorigioco, ringrazia e mette dentro. Un altro colpo esterno sfugge nel finale: si torna in Sicilia con un pizzico di scoramento, ma rimane la gagliarda risposta alle polemiche e ai veleni di tre giorni addietro. Dopo dieci giornate gli etnei sono decimi in classifica con 12 punti, a parimerito con l’Atalanta: a Torre del Grifo c’è la sensazione che quanto seminato fino a questo momento meriti una raccolta più sostanziosa, e le settimane successive daranno ragione…