Seconda sconfitta per gli etnei

Amaro il 'battesimo' a ora di pranzo per i rossazzurri


"Battesimo" amaro. Questo, in conclusione, il risultato del match giocato ieri alle ore 12,30 e che vedeva opposte Lecce e Catania. Umile la squadra salentina, spaccona quella etnea, arrivata in Puglia forse con troppa sicurezza, una sicurezza che non ha permesso ai siciliani un giusto approccio alla gara. D'accordo, si giocava a un'ora inconsueta e per tutte e due le squadre si trattava della prima volta, ma non vanno cercati alibi del genere perchè, prima o poi, toccherà a tutti giocare a ora di pranzo e tutte le squadre dovranno farci l'abitudine.

Un approccio sbagliato, dicevamo. Eh si, le voci circolate in settimana, quelle di un Catania nettamente superiore al Lecce, non hanno fatto bene ai rossazzurri, che si sono fatti trovare impreparati contro un avversario di certo non irresistibile. La squadra di Giampaolo ha fatto un passo indietro, rispetto alle ultime gare, sia dal punto di vista della prestazione che, di conseguenza, da quello del risultato. Troppi giocatori hanno giocato al di sotto delle loro possibilità, regalando al Lecce una vittoria che mancava da tre giornate. Per i siciliani, invece, si tratta della seconda sconfitta stagionale, dopo quella di Verona alla prima giornata.

Eppure si sapeva che il Lecce era un avversario da prendere con le molle. I salentini puntano tutto sulle partite disputate tra le mura amiche per raggiungere quanto prima la salvezza. I giallorossi, forse tecnicamente inferiori rispetto ai rossazzurri e sicuramente con minore esperienza rispetto agli etnei, sono scesi in campo più caparbi e più vogliosi di ottenere tre punti d'oro nella corsa salvezza, nonostante le numerose e pesanti assenze (basti pensare a Giacomazzi, squalificato, Di Michele e Chevanton, indisponibili).

Dal canto suo, il Catania, non riesce a trovare in Maxi Lopez l'uomo decisivo, quello che, come l'anno scorso, segna gol a grappoli regalando vittorie e punti ai suoi. Forse le voci di mercato di questa estate non gli hanno fatto un gran bene, di sicuro un gol segnato in sei partite è troppo poco per un attaccante della sua caratura. Di sicuro da uno come lui, capace di segnare 11 gol nel solo girone di ritorno dello scorso anno e capace di regalare, praticamente da solo, la salvezza ai suoi, ci si aspetta qualcosina in più. Ieri, invece, un'altra partita anonima per l'attaccante argentino, capace di divorarsi un gol davanti a Rosati al 5', quando il risultato era ancora in parità.

Con i punti conquistati finora i tifosi rossazzurri hanno potuto sognare; gli etnei sono stati a ridosso delle grandi e hanno mostrato un bel gioco, anche grazie a Giampaolo. I siciliani, però, devono essere consapevoli della loro forza e questa consapevolezza non si deve trasformare in un attaggiamento che permetta loro di sottovalutare l'avversario, soprattutto quando gli avversari sono affamati di punti. C'è bisogno, quindi, di consapevolezza, certo, ma anche di un bagno di umiltà, per far sì che i sogni rimangano tali, anche perchè, si sa, tra sogni e incubi il passo è breve.


Luca Di Noto 04/10/2010
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