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Cesena, dalla Romagna con furore...

Il prossimo avversario del Catania


Seconda giornata del campionato di serie A e secondo impegno casalingo per il Catania di Vincenzo Montella, che dopo l’esordio a reti bianche contro il Siena punta a sfruttare al meglio il fattore campo con una vittoria che darebbe decisamente più slancio in vista degli incroci futuri con Genoa e Juventus. Per guadagnare i tre punti, i rossazzurri dovranno avere ragione del Cesena, squadra anch’essa in cerca di riscatto dopo la dignitosa sconfitta di sabato scorso contro il Napoli al “Manuzzi”.

LO SCORSO ANNO I romagnoli hanno appena iniziato la loro seconda stagione di fila nella massima serie, grazie alla salvezza conseguita sotto la gestione Ficcadenti nell’annata scorsa. Un campionato che sembrava vedere i bianconeri come rivelazione nella parte sinistra della classifica sulla scorta dell’inizio molto brillante: pareggio esterno contro la Roma, clamorosa vittoria al “Manuzzi” contro il Milan e preziosa affermazione ancora in casa nello scontro diretto contro il Lecce (gol della vittoria realizzato in inferiorità numerica). Dopo tre giornate, il Cesena si trovava in testa insieme all’Inter, ma il tempo di festeggiare era esiguo, perché di lì a tre giorni arrivava la sconfitta nel turno infrasettimanale proprio a Catania e per i romagnoli cominciò un lungo periodo di riflessione, in cui i risultati non arrivavano ed emergevano improvvisamente le difficoltà legate allo stare in massima serie. Con un brillante girone di ritorno, però, Giaccherini e compagni riuscirono a dare filo da torcere a tutti e strappare molti più punti, ottenendo la sicurezza della permanenza in A alla penultima giornata. GIAMPAOLO Rispetto al gruppo che ha portato il “Cavalluccio” in massima serie dopo 19 anni e a quello che gli ha permesso di mantenere il posto in paradiso, ci sono stati numerosi cambiamenti. A partire dalla guida tecnica, un allenatore che sotto le pendici dell’Etna ha lasciato ricordi molto recenti, ma poco positivi: Marco Giampaolo, che ha guidato il Catania fino a gennaio di quest’anno, conquistando 22 punti in 20 partite ma non strappando i consensi della platea, e tantomeno della dirigenza catanese, per la sintonia mai sbocciata tra il suo modo di vedere il calcio e i giocatori. Un’esperienza negativa che però non sminuisce affatto l’importante bagaglio teorico del tecnico di Bellinzona, più volte messo a frutto anche con i rossazzurri nelle strategie di contenimento degli avversari e nelle palle inattive.

GLI ACQUISTI Cambiamenti ce ne sono stati anche nell’organico: nel terzetto offensivo non figurano più Jimenez, che ha preferito lanciarsi nell’avventura emira con l’Al Ahly, ed Emanuele Giaccherini, uno degli uomini-simbolo della doppia promozione dalla Prima Divisione alla A, approdato negli ultimi giorni di mercato alla Juventus. De Feudis ha salutato definitivamente, tornando al Torino, Caserta e Pellegrino sono rientrati all’Atalanta (l’argentino ha poi fatto ritorno in patria, al Colon), come non sono rimasti Rosina e Sammarco. Tuttavia, sono decisamente più invitanti i nomi degli arrivi, a cominciare da Adrian Mutu, corteggiato con continuità per tutta la sessione di gennaio ma senza esito, prima del fatidico sì della Fiorentina ottenuto in estate; Eder e Ghezzal sono altri due attaccanti dalle ottime credenziali ma in cerca di riscatto dopo le brutte annate delle rispettive ex squadre, Comotto aggiunge esperienza e al contempo freschezza cercando di colmare il vuoto lasciato in difesa a sinistra prima da Nagatomo poi da Santon; Jorge Martinez, 22 gol in tre stagioni al Catania, vuole zittire le malelingue che si sono scatenate contro di lui durante la sua insignificante parentesi alla Juventus, Guana dà argilla e mattoni per il muro del centrocampo mentre lo status di una squadra che deve prima di tutto salvarsi può aiutare Candreva a responsabilizzarsi di più e ad incidere con più continuità.

Eccettuando la già citata partenza di Giaccherini, lo zoccolo duro del Cesena è comunque rimasto intatto: in porta Antonioli (attualmente sostituito per un problema fisico dal classe ’87 Ravaglia, discreto contro il Napoli) si accinge ad affrontare la 20° stagione in una squadra di serie A, dopo averla riconquistata in modo forse inaspettato nel 2010, per Lauro è la sesta stagione di fila in Romagna, lo svizzero Von Bergen ha ormai le chiavi della difesa e per tenerlo il presidente Campedelli ha resistito agli assalti delle altre squadre, come è accaduto per Marco Parolo, freschezza, entusiasmo e cinismo in un centrocampo retto ottimamente insieme al capitano Colucci, altra vecchia conoscenza rossazzurra.

PROBABILE FORMAZIONE Lo schema tattico che Giampaolo ha mostrato di prediligere per questo Cesena è il 4-3-3: nella difesa, reparto muscolare ma i cui meccanismi sono da rivedere di fronte ad azioni veloci (Napoli docet), Von Bergen è la colonna inamovibile, mentre l’energia in fase di spinta di Comotto ben si mescola con il pragmatismo in fase difensiva di Lauro; il capitano Colucci è il regista, le mezzali Parolo e Candreva sono specializzate rispettivamente nell’impostazione e nella proposizione palla al piede; nel reparto offensivo ci sono infine molteplici soluzioni: il genio di Mutu, la mobilità e la pericolosità nei calci da fermo di Eder, la poliedricità di Ghezzal, la velocità in scatto palla al piede di Martinez e la caparbietà di Bogdani, non più prima scelta ma capace l’anno scorso di alternare a periodi di anonimato realizzazioni preziosissime.


Michele Patanè 17/09/2011
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