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En plein. Cinque su cinque per Leo da quando siede sulla panchina nerazzurra e “remuntada” che prende sempre più forma. Adesso i cugini rossoneri distano “solo” sei punti, ma l’Inter deve ancora recuperare il match contro la Fiorentina. E a proposito di recuperi, ieri sera l’Inter ha sconfitto, non senza affanni per la verità, un Cesena mai domo, in partita fino all’ultimo e che viste le sviste arbitrali avrà molto da recriminare.
Per l’occasione Leonardo deve fare a meno di Julio Cesar, Samuel e Sneijder ma non per questo cambia l’assetto tattico dei suoi: 4-3-1-2 con Stankovic in veste di rifinitore nel tentativo di innescare Milito ed Eto’o. Compito che ad onor del vero gli riesce in maniera egregia nel corso della gara ma che curiosamente, non ha nel serbo l’assistman che porta al doppio vantaggio nerazzurro nel primo quarto d’ora. Prima Eto’o servito da Milito al 14’, e poi lo stesso “Principe” servito da Pandev al 15’, battono l’incolpevole Antonioli e sembrano indirizzare la gara verso il binario morto del successo nerazzurro. Gara finita? Assolutamente no. Come succede spesso all’Inter di quest’anno la squadra si siede sugli allori a vantaggio acquisito e il Cesena rientra in partita. Lo spavaldo Ficcadenti, che ha disposto i suoi con un aggressivo 4-3-3, alza il baricentro dei suoi e al 25’ la gara si riapre: Bogdani, servito in area di rigore da Ceccarelli, ha tutto il tempo di stoppare la palla di petto, prendere la mira e trafiggere Castellazzi sul primo palo. Due a uno e partita riaperta. Scossone nerazzurro? No. E’ ancora il Cesena a fare la partita che galvanizzato dal gol si lancia alla ricerca del pareggio. Pari che arriva una manciata di minuti dopo con l’imprendibile Giaccherini che con un bel tocco di prima batte Castellazzi per la seconda volta.
In tutto questo l’Inter deve fare a meno di Milito. Il giocatore argentino al 20’ accusa un dolore muscolare: il tecnico brasiliano è costretto a sostituirlo. Al suo posto il giovane Biabiany nel tentativo di superare la difesa emiliana in velocità.
Acquisito il pari i bianconeri smettono di attaccare e si affidano ad azioni di contropiede per far male alle maglie nerazzurre. Ma assumendo un atteggiamento così passivo in casa dell’Inter prima o poi vieni punito: e così accade al minuto numero quarantacinque, quando l’instancabile Maicon pennella sulla testa di Chivu una palla che chiede solo di essere spinta dentro. 3-2 e squadre negli spogliatoi.
La ripresa, iniziata con gli stessi effettivi del primo tempo, per ovvi motivi razionali non può assicurare le emozioni viste nel primo tempo. Eto’o, sempre lui, prova a mettere il risultato in cassaforte ma una volta la traversa e una volta uno strepitoso Antonioli, gli negano la gioia della doppietta. Dall’altro lato invece, Castellazzi diventa spettatore non pagante di un secondo tempo privo di conclusioni bianconere. L’unica capita sui piedi del croato Budan ma l’ex attaccante di Palermo e Atalanta sciupa calciando debolmente.
Al 73’ l’episodio che chiude in pratica la partita: Giaccherini, già ammonito, scalcia a gioco fermo un avversario. Doppio giallo e doccia anticipata. Da lì in poi ordinaria amministrazione del pallone da parte dell’Inter che, grazie a questo successo, aggancia la Roma al quarto posto e vede il Milan sempre da più vicino. Per il Cesena tanto rammarico per non esser riuscito a portare via da Milano un punto meritatissimo, ma la consapevolezza che questo gruppo può tranquillamente raggiungere l’obiettivo salvezza.