



Palermo: ‘Ecco chi è…’ Mauro Boselli
Città di Vittoria: comunicato sui fatti di ieri del 'Comunale'
Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
L'11 ^ giornata di serie A fa cadere il primato della Juventus, che dopo 49 gare, perde la sua imbattibilità nella partita contro un'Inter spregiudicata e audace, adesso seconda ad una sola lunghezza dai bianconeri; il Milan tira fuori il suo orgoglio e si impone con un prorompente 5-1 rifilato al Chievo Verona; la Lazio esce dal «Massimino» con le ossa rotte e con qualche problema di troppo e viene cosi scavalcata dalla «Viola» di Montella che supera il Cagliari; la Roma di Zeman torna a vincere e a divertire contro un Palermo inguardabile e pasticcione. Ma vediamo nel dettaglio tutte le gare di questa giornata:
MILAN-CHIEVO 5-1: torna a vincere il Milan di Allegri che si rialza dopo le numerose sconfitte che ne hanno segnato finora il cammino, e lo fa di forza, di rabbia, battendo a «San Siro» per 5-1 un Chievo troppo disattento in difesa. Subito i rossoneri passano in vantaggio al 15' con Emanuelson; passa solo un minuto e i clivensi pareggiano col loro capitano Pellissier. Il Milan prova a spingere, ma la manovra e confusa e troppo prevedibile, il Chievo è ben organizzato ed è difficile trovare spazi, ci pensa, dopo una mezz'ora che sembrava aprire scenari orribili ad Allegri, Montolivo a riportare calma e serenità con un bel gol, che permette ai rossoneri di giocare con più scioltezza e senza paura, quindi è Bojan che chiude la prima frazione di gioco sul 3-1. Il secondo tempo è senza storia; dilaga il Milan trovando il gol con El Shaarawy, il migliore dei suoi, e all'ultimo minuto con Pazzini. Milan a quota 14 punti, che prova a recuperare terreno. Seconda sconfitta della gestione Corini.
JUVENTUS-INTER 1-3: cade l'imbattibilità dei bianconeri che perdono per 3-1 allo «Juventus Stadium» contro una caparbia e spregiudicata Inter, sempre più seconda forza del campionato. Subito la squadra di Conte passa in vantaggio col gol di Vidal, viziato da un fuorigioco di Asamoah non rilevato dal guardalinee; la partita si incattivisce e fioccano cartellini gialli sopratutto tra i bianconeri; la squadra di Stramaccioni non subisce il contraccolpo psicologico dello svantaggio e tiene benissimo il campo mettendo in apprensione la difesa juventina con Cassano, il cui tiro a giro lambisce il palo lontano alla sinistra di Buffon, la Juve risponde, chiamando Handanovic ad interventi sensazionali prima su Marchisio e poi ancora su Vidal. Nel secondo tempo la Juve scompare dal gioco, l'Inter fa un pressing asfissiante sui portatori di palla dei bianconeri che non riescono a macinare il solito gioco e ad imporre il proprio ritmo sulla gara, i neroazzurri schiacciano gli avversari nella propria area e trovano il gol su rigore prima con Milito, e poi raddoppiano sempre con l'argentino su ribattuta di Buffon. La Juve ci prova solo con tiri da fuori che sibilano ai lati di Handanovic, cosi la Juve si riversa in attacco concedendo spazio all'Inter che trova il gol del definitivo 3-1 con Palacio. Vince con merito la squadra di Stramaccioni che espugna il fortino dello «Juventus Stadium», che ha visto una Juve apparsa stanca e a tratti rinunciataria. L'audacia dei nerazzurri ha avuto la meglio.
PESCARA-PARMA 2-0: tira un sospiro di sollievo Stroppa, allenatore del Pescara, che batte per 2-0 un Parma poco incisivo e apparso a volte in difficoltà. Il primo tempo è molto equilibrato, un occasione non finalizzata per parte, con Cascione per gli abruzzesi e Pabon per gli emiliani, sancisce un giusto pareggio. Nel secondo tempo, sospinti dai propri tifosi, gli uomini di Stroppa trovano il gol con Abbruscato e nel finale con Weiss. Il Parma esce sconfitto dall'«Adriatico», dopo le tre vittorie consecutive ottenute contro Samp, Torino e Roma. Gli abruzzesi a quota 11 punti rialzano la testa e si allontanano di 3 punti dalla zona retrocessione.
BOLOGNA-UDINESE 1-1: brutta partita al «Dall'Ara» tra Bologna e Udinese: gara condizionata dalla paura di perdere, dominata solo da sbadigli e noia. Le due squadre giocano col freno a mano per 45', fino a quando nella ripresa si accendono gli uomini più tecnici delle due squadre, i due capitani: prima Diamanti che porta in vantaggio i rossoblu con un semplice tocco mancino su assist di Gabbiadini, e poi il solito Di Natale che pareggia i conti realizzando il suo 160° gol. Pareggio che non cambia le posizioni in classifica di entrambe le squadre, Pioli guadagna un punto dopo le 4 sconfitte consecutive rimediate nei precedenti turni.
FIORENTINA-CAGLIARI 4-1: si confema una bellissima realtà del nostro campionato la squadra di Vincenzo Montella, che infrange la striscia positiva del Cagliari, battendolo per 4-1. Prima sconfitta del duo Pulga-Lopez che trova davanti a sè una Fiorentina troppo forte e organizzata. Dopo solo un quarto d' ora è Gonzalo Rodriguez a portare in vantaggio i gigliati, raggiunti in finale di primo tempo dal gol di Casarini. Poi si sveglia Jovetic che porta in vantaggio la Viola, siglando il suo sesto gol in campionato; poi segna Toni, mettendo in ghiaccio la partita, che si conclude col gol di Cuadrado, abile a sfruttare un errore di Dessena. Poker servito dalla Fiorentina, che supera la Lazio e vola al quarto posto. Nel Cagliari pesano le assenze.
CATANIA-LAZIO 4-0: passeggia il Catania di Maran su una inesistente Lazio, che scivola al quinto posto scavalcata dalla Fiorentina. L'avvio degli etnei è scoppiettante, Gomez sblocca il risultato realizzando un gol fantastico, raddoppia su rigore Lodi per fallo di mano in area di Dias, passano solo quattro minuti e ancora Gomez sigla la sua doppietta. La Lazio sembra non essere scesa in campo; la ripresa non cambia canovaccio alla partita, nonostante gli ingressi di Floccari e Kozak, i biancocelesti non reagiscono e aprono la strada al quarto gol catanese, segnato da Barrientos. Catania adesso settimo a due sole lunghezze dalla Roma. Lazio non pervenuta.
NAPOLI-TORINO 1-1: sempre più dipendente dal suo bomber Cavani, autore dell'unico ma inutile gol partenopeo, il Napoli manca l'occasione di portare a casa tre importanti punti, avvicinandosi alla capolista Juventus e si fa raggiungere da un Torino per niente in forma, ma bravo a capitalizzare l'unica occasione capitatagli. Il primo tempo è di marca azzurra, la gara a dire il vero è brutta, ma Cavani accende il «San Paolo» dopo solo 6'; non accade più nulla, solo un tiro di uno sterile Torino, che non impensierisce De Sanctis. Ma la frittata di Aronica in chiusura di gara regala il pareggio ai granata, segnato da Sansone. Napoli sempre più sprecone e autolesionista, fallisce l'occasione di recuperare importanti punti sulla sconfitta Juventus. Torino fortunato.
SAMPDORIA-ATALANTA 1-2: non sa più vincere la squadra di Ferrara, che ottiene la sua sesta sconfitta consecutiva che, ovviamente, mette in discussione l'allenatore blucerchiato. Seconda vittoria di fila per gli orobici di Colantuono che si confermano squadra giovane ma molto tenace. Non serve a nulla la bellissima rete in rovesciata siglata da Maresca, utile solo a illudere i tifosi sampdoriani, perchè De Luca realizza il gol vittoria, dopo il vantaggio siglato da Bonaventura. È crisi per la Sampdoria.
SIENA-GENOA 1-0: non sorride neanche l' altra metà di Genova rappresentata dal nuovo Genoa di Delneri alla sua quarta sconfitta consecutiva. Nella sfida salvezza dell'«Artemio Franchi» di Siena, passa la squadra di casa, che tira cosi un sospiro di sollievo, grazie al gol di Paci. Il primo tempo è quello giocato da due squadre il cui timore di perdere è alto, molta tattica e poco spettacolo; è il Siena a mancare due clamorose occasioni sottoporta, ma a riuscire a trovare il gol vittoria nei primi minuti del secondo tempo. Vittoria meritata dei toscani, che mettono in crisi un Genoa senza idee. La cura Delneri sembra non funzionare affatto.
ROMA-PALERMO 4-1: si riscatta la squadra di Zeman davanti al proprio pubblico rifilando un bel poker ad un Palermo che affonda sempre di più. Totti porta in vantaggio i giallorossi al 10' con un facile colpo di testa, raddoppia Osvaldo grazie al pasticcio combinato dalla coppia Munoz-Ujkani. Il Palermo non si rende mai pericoloso e la Roma sembra avere il pallino del gioco in mano. Nella ripresa entra Ilicic per dare pericolosità alla manovra offensiva rosanero, ma è ancora la Roma a segnare con Lamela e poi con Destro, che sarà espulso per doppia ammonizione. Inutile il gol nel finale di Ilicic, l'unico a rendersi veramente pericoloso. Vince la Roma, divertendo come sempre, e questa volta subendo pochissimo, complice un Palermo inesistente in fase offensiva.
Palermo, arrivano Sorrentino, Boselli e Formica, serve altro in rosa?