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Inter a fari spenti, con il Genoa è 0-0


Stagione d'oro per la Genova calcistica in trasferta a Milano: dopo la Sampdoria, anche il Genoa esce imbattuto al cospetto della capolista Inter. Lo 0-0 finale è lo specchio di quanto accaduto sul rettangolo di gioco, dove i nerazzurri, spenti per oltre un'ora, offrono il meglio solo nel finale ma non riescono a trovare lo spunto decisivo per portare a casa i tre punti. Un peccato, considerato l'assist servito la sera prima da Roma e Milan.

L'inizio del match è un po' in sordina, complice probabilmente anche il freddo. Il primo tentativo di conclusione è genoano, sinistro sbilenco di Criscito che non spaventa nessuno. È sempre di marca ospite la seconda conclusione in porta, stavolta a firma Mesto, il cui destro violento è respinto a pugni chiusi da Julio Cesar.

Le difese di entrambe le squadre, talvolta sin troppo prudenti, costringono gli attaccanti avversari a dettare spesso il lancio lungo ai propri centrocampisti, con il pallone che non di rado si spegne sul fondo. Inevitabile, quindi, che a farla da padrone siano noia e sbadigli: prima dell'intervallo da ricordare solo due prevedibili conclusioni di Stankovic al 37' e di Balotelli pochi minuti dopo.

Nella ripresa la musica sembra la stessa, ma stavolta il pubblico comincia a spazientirsi e sul terreno di gioco del "Meazza" piovono fischi. L'Inter fatica a costruire gioco, ciononostante sono proprio i nerazzurri a costruire la prima palla gol del secondo tempo, con Milito che, servito da Sneijder, non trova la porta con il sinistro perché disturbato al momento del tiro. Gasperini vuole rinfrescare il reparto offensivo e inserisce Jankovic al posto dell'ex Suazo. Al 58' Baresi (in panchina al posto dello squalificato Mourinho) cambia volto all'Inter, mandando in campo Eto'o e Cordoba per Pandev e Muntari. La contromossa di Gasperini è Palacio al posto di Sculli, claudicante, mentre l'ingresso di Palladino al 69' è una naturale conseguenza dell'infortunio di Jankovic, entrato da poco. Il match prosegue sui soliti binari e il Genoa talvolta si affaccia pericolosamente dalle parti di Julio Cesar. L'ex Milito ci prova al 70', ma il destro da posizione defilata si perde altissimo.

La mossa della disperazione porta il nome di Quaresma: in campo bisogna saltare l'uomo e il Trivela può essere una buona soluzione. Lo capisce anche il pubblico, che lo accoglie tra gli applausi, gli stessi riservati a Stankovic che gli lascia il posto. L'effetto Quaresma si sente e porta entusiasmo in tutto San Siro, così come un destro in corsa di Maicon fuori per una questione di centimetri. Ma non è giornata, neanche gli spunti conclusivi di Eto'o e Lucio riescono a far capitolare Amelia. Termina così senza reti, come la scorsa stagione, la trasferta del Genoa a Milano. Delusione in casa Inter: la capolista non approfitta del pareggio dell'Olimpico e fallisce l'allungo nel turno che precede due difficili trasferte in Sicilia.


Gianluca Rubino 07/03/2010
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