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L'Inter compie il proprio dovere e porta a casa la vittoria, seppur con qualche brivido di troppo. Per lungo tempo gli uomini di Mourinho e i propri tifosi hanno coltivato il sogno di aggiudicarsi il campionato di Serie A 2009/2010 già oggi, ma la rimonta finale della Roma costringe la squadra di Milano a patire ancora novanta minuti, domenica prossima, sul campo del Siena. Un plauso al Chievo per la maniera con la quale ha affrontato la partita del "Meazza", pur non avendo più nulla da chiedere alla classifica.
Nell'Inter si ferma Cordoba, in difesa quindi spazio a Materazzi. Anche il Chievo è in emergenza nel reparto arretrato, in particolare nel settore centrale. Indisponibili Morero, Yepes e Mandelli.
Squadre in campo e orecchie alle radioline. Si affrontano il miglior attacco del campionato, quello nerazzurro, contro la sorprendente seconda miglior difesa. I padroni di casa cominciano bene, ma al 12′ è il Chievo ad andare in vantaggio con un autogol di Thiago Motta. La gioia clivense dura però poco: non passano nemmeno due minuti e un goffo Mantovani insacca di tacco nella propria porta un cross di Eto'o, regalando il pareggio all'Inter. Ci si aspetterebbe a questo punto una partita in discesa per gli uomini di Mourinho, ma sono i clivensi a costruire le migliori trame di gioco, tuttavia mai tramutate in conclusioni pericolose. I nerazzurri, invece, ogni volta che affondano fanno male: al 34′ una discesa imperiosa di Maicon e un cross con il contagiri consentono a Cambiasso di appoggiare in rete con un diagonale di sinistro imparabile per Sorrentino. Cinque minuti dopo Milito mette in cassaforte il risultato con un pallonetto dal limite che scavalca l'estremo veronese e manda in visibilio lo stadio. La pratica Chievo sembra risolta.
Ci sono comunque altri quarantacinque minuti da giocare. La corazzata interista domina la partita e gioca sul velluto, sigillando quest'ennesima straordinaria prestazione con il gol di Balotelli al 51′. Solita, contenuta esultanza del giovane talento, ma ovazione dello stadio per lui; il rapporto con i tifosi è ricucito, questo è l'importante. Dopo un gol casuale di Granoche, una deviazione su gran tiro di Marcolini da fuori, qualche brivido sale sulla schiena dei nerazzurri in campo e sugli spalti. Ad una ventina di minuti dalla fine arriva una bellissima notizia da Roma, il gol di Lazzari che porta in vantaggio il Cagliari e consegna virtualmente lo scudetto all'Inter. Mentre lo stadio è in tripudio, Pellissier accorcia ulteriormente le distanze e un po' di paura comincia a serpeggiare nelle file dei padroni di casa. Il Chievo non molla, la Roma invece rimonta il gol illusione del Cagliari e porta a casa i tre punti. Finisce 4-3 a "San Siro", con un susseguirsi di emozioni che, sostanzialmente, non porta a nulla: lo scudetto si deciderà domenica prossima.
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