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Da tanti viene accentata come sfida che può valere una stagione per ambo i lati, questa è Catania-Inter: coi rossazzurri che ha tutto da guadagnare e con i nerazzurri che rischiano l’ennesima battuta d’arresto. Il match del “Massimino” è un importante viatico per quanto riguarda la qualificazione all’Europa per la prossima stagione.
Non comincia bene la preparazione del match per l’Inter: è notizia di ieri, di una presunta e accesa lite tra Cassano e mister Stramaccioni. Tensione all’interno dello spogliatoio nerazzurro che potrebbe portare altri momenti negativi per quanto riguarda i risultati del campo. Inter che dopo un periodo strepitoso, condito dalle altrettanto sorprendenti vittorie di fila fuori casa e da un recupero record nei confronti della Juventus capolista, si è persa per strada dopo il match vinto a Torino proprio contro i bianconeri: denotando profondi limiti sia di squadra che societari.
Ebbene, possiamo veramente dire che i tempi del “triplete” e del profeta portoghese sono oramai andati e sembrano davvero un ricordo lontano. L’andar via di Mou ha destabilizzato l’ambiente che tuttora sembra non ritrovarsi: soprattutto dopo l’allontanamento di Lele Oriali, pezzo importante sia della storia nerazzurra che della gestione interna societaria e di mercato. Voci di corridoio affermano che l’ex centrocampista della “beneamata” anni ’80, era entrato in contrasto con Marco Branca, attuale responsabile di mercato, e Moratti tra i due ha scelto che restasse quest’ultimo. Decisione del “patron” dell’Inter che è costata cara in tutti i sensi: vedendo la gestione del mercato nerazzurro in questi ultimi due anni. Tanto per non andare troppo indietro possiamo benissimo leggere dai quotidiani come sia andata a finire la ricerca del sostituto dell’infortunato Milito: dopo aver contattato Carew i medici, dopo i controlli, hanno accertato l’impossibilità del norvegese nello svolgere la pratica a causa della sua scarsa forma fisica; l’Inter non contenta è andata anche alla ricerca di Van Nistelrooy, oramai ritirato, che alle preghiere di un ritorno in campo da parte della società nerazzurra ha risposto con un secco no. Incredibile ma vero che una società blasonata come l’Inter debba ripiegare su attaccanti oramai ritirati dall’attività agonistica, questo denota una vera e propria assenza di strategia sul mercato: il tutto dimostrato dall’acquisto a gennaio di una punta oramai andata con l’età come Rocchi che doveva esser il sostituto naturale, secondo la società, del coetaneo Milito.
Stagione nerazzurra che fa ritornare alla mente anni bui databili tra la fine della presidenza Pellegrini e l’inizio della gestione Moratti: quando l’Inter navigava in acque torbide verso posizioni di classifica non consone al blasone della squadra e soprattutto agli investimenti che venivano effettuati nella campagna acquisti. Parliamo di tempi oramai andati e lasciati negli anni ma che somigliano tanto, come gestione interna, agli odierni: riemergono dai cassetti della memoria, quindi, le gesta di Ruben Sosa, Jonk, e compagni, che, prima dell’arrivo della cometa Ronaldo, fino all’ultima giornata si dovevano sudare la qualificazione in Coppa Uefa.
Serie D vicina al giro di boa, chi la sorpresa sin qui?