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L'Inter è campione d'Italia per la diciottesima volta nella propria storia, la quinta consecutiva. Decisiva la risicata vittoria ai danni del già retrocesso Siena per 1-0. Dopo aver anche rischiato nel primo tempo, i nerazzurri passano al 57' con Milito e portano a casa il tricolore, il secondo dell'era Mourinho.
La novità più importante si chiama Mario Balotelli. Nel momento più delicato il tecnico di Setubal lo preferisce a Pandev. Nessun rischio, invece, per Lucio, che si accomoda in panchina. In mezzo la diga composta da Motta e Cambiasso. Malesani cambia idea tante volte, alla fine mette Ghezzal ed esclude due papabili come Calaiò e Reginaldo.
L'Inter parte con il freno a mano tirato, ma, come spesso avviene in questi casi, rischia subito l'imbarcata. La difesa si perde Ekdal in mezzo all'area, tuttavia il centrocampista di scuola Juve fallisce clamorosamente l'1-0. Balotelli si mette in proprio: al 13' calcia al volo di piatto, la palla sibila il palo. Poco dopo è Milito ad accarezzare la sfera sull'uscita di Curci, la mira non va. L'Inter è in dominio territoriale, ma i toscani sono lesti in ripartenza. I calci piazzati diventano un'ottima alternativa al gioco per provare a sfondare: dopo un colpo di testa ravvicinato di Milito respinto da Curci, il portiere è bravo a non crollare sulla capocciata di Motta. Anche Samuel va in elevazione, senza fortuna. Maccarone e Jajalo riportano gli spettri sulla panchina di Mou: il primo fa partire un missile terra-aria che Julio Cesar esorcizza, il secondo si vede deviare in angolo un piazzato a botta sicura. In mezzo, l'occasione più ghiotta capita a Balotelli, migliore in campo fra i suoi: rovesciata perfetta in mezzo all'area e traversa piena. Nel finale del primo tempo le nubi si addensano sul "Franchi": l'Inter non sfonda, la Roma sì.
Qualcuno però si dimentica di Milito. L'argentino, rimasto un po' in ombra, decide di diventare l'uomo dello scudetto. Così mette paura a Curci con una botta micidiale, che l'ex giallorosso devia in angolo con un colpo di reni entusiasmante. Poco dopo Zanetti avvia un'azione di forza sulla sinistra, Milito porta avanti il pallone e spedisce con la punta in fondo al sacco: 1-0 liberatorio, che fa esplodere il popolo nerazzurro. E' il 57', c'è ancora tanto da faticare. Ma la perdita di Maccarone è troppo anche per questo Siena, che si blocca un po'. Così l'Inter può fare la gara e andare a ripetizione vicina al raddoppio: Curci ha un conto aperto col Principe e gli soffoca in gola l'urlo del 2-0; Stankovic, invece, scheggia la traversa e impreca contro il cielo.
Ogni successo nerazzurro è sempre stato contraddistinto da pathos e sofferenza, anche lo scudetto numero diciotto si piega a questa logica quando a una manciata di secondi dal termine Rosi va vicino al gol con la complicità di Julio Cesar, che si fa sfuggire un pallone in piena area e rischia la paperissima. Ma la sorte è dalla parte del portiere brasiliano. L'arbitro fischia la fine e Moratti sorride. Il tricolore è cosa fatta.
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