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Bologna 0-3 Milan
E come sette giorni orsono il Milan batte l'avvesario di turno per tre a zero. Non è tanto il risultato che sorprende ma il fatto che sono andati a segno gli stessi giocatori che hanno schiantato il Brescia una settimana fa. Boateng, Robinho e Ibra. Sempre loro, solo loro. Vetta sempre più a tinte rossonere e gioco-forza questa sera una tra Lazio e Juventus perderà terreno. Il “Davide” di turno quest'oggi era il Bologna di Malesani, tanto cuore ma poca qualità. Eppure i felsinei erano partiti bene aggredendo i rossoneri in ogni parte del campo e rendendosi pericolosi dalle parti di Abbiati in più circostanze. Ma quando giochi contro “Golia” non puoi permetterti errori e/o distrazioni, ma così è stato. Prima il ghanese, poi il brasiliano ed infine lo svedese. Bologna ko e partita in ghiaccio. Nel finale l'unico sussulto rossoblu: Di Vaio si guadagna un calcio di rigore al 78', ma il suo destro viene respinto da Abbiati, teso a suggellare il dominio milanese in questo campionato.
Brescia 1-0 Sampdoria
Quando si dice che il cambio d'allenatore porta i suoi frutti. In settimana era stato sollevato dal suo incarico Iachini e al suo posto era stato chiamato Beretta, che alla prima da allenatore delle “rondinelle”, non ha fallito. Uno a zero stentato, ma guadagnati tre punti che valgono oro.
Come ieri Handanovic, anche Curci quest'oggi era in vena di regali. Il gol decisivo, infatti, arriva su punizione di Cordova al 13' con grave complicità dell'estremo difensore blucerchiato che lascia passare il pallone sotto le gambe, nonostante la traiettoria alquanto prevedibile della sfera. I doriani accusano il colpo e vanno in difficoltà. L'unico pericolo per Sereni arriva solo nella ripresa su tiro del solito Pazzini, ma l'ex portiere di Torino ed Empoli fa buona guardia. Adesso la classifica al Brescia torna a sorridere ma guai a distrarsi; per la Samp invece treno Europa League che sembra sfuggire, forse definitivamente.
Lecce 3-2 Chievo
E' stata la settimana dei “Piatti”, nel vero senso della parola. Ieri in Siviglia-Almeria il più “famoso” Pablo aveva steso i Rojiblancos con una doppietta, oggi il più giovane Ignacio ha steso il Chievo sempre con due realizzazioni. La squadra di De Canio dunque supera quella di Pioli e torna a respirare in classifica, anche se la stessa rimane a dir poco deficitaria. Ha aperto le danze il solito Ofere, sempre più fondamentale negli schemi della squadra pugliese. Poi si scatena l'argentino che con una doppietta mette in ghiaccio un match in discussione solo nel finale. Tra le reti del centrocampista salentino va annoverata la magia su punizione di Bogliacino che aveva riacceso qualche speranza per gli scaligeri. Qualche, appunto. Nel finale, infine, l'inutile gol di Mandelli utile a rendere meno amara la sconfitta.
Roma 1-0 Bari
Massimo risultato con il minimo sforzo. Questa la sintesi di Roma-Bari in un match rivelatosi molto più difficile del previsto per la squadra capitolina. Nonostante le numerose defezioni (ben nove) la squadra di Ventura disputa una buona gara non disdegnando pericolose sortite offensive quando possibile. Nonostante la buona volontà il gap tra le due è abissale: i giallorossi con Totti, Borriello e soprattutto Menez, mandano in tilt la difesa pugliese ogni qualvolta si accendono. La prima emozione la gara la regala al 20', quando Capitan Totti, spreca un calcio di rigore calciando su Gillet. Nonostante lo “spreco” la Roma continua a macinare gioco fino a pervenire al vantaggio: è il 31' quando Juan batte il portiere francese con un facile tocco sotto porta. Nella ripresa i ritmi si abbassano e le emozioni tardano ad arrivare. Nel finale l'unico episodio da moviola: annullato un gol a Borriello per presunto tocco di mano. Il tocco sembra non esserci, per l'arbitro e i suoi assistenti si.
Con questo successo la Roma aggancia il Palermo a quota 26, mentre il Bari rimane sempre più ultimo in fondo alla classifica.
Juventus 2-1 Lazio
Doveva essere il match che sanciva la vera anti-Milan per il prosieguo della stagione e alla fine il verdetto dice Juventus. Nel posticipo della sedicesima giornata di campionato la squadra di Delneri piega una buona Lazio e aggancia proprio i biancocelesti i in seconda posizione. Avvio subito scoppiettante con Chiellini che porta avanti i suoi dopo soli due minuti sfruttando al meglio un corner dalla sinistra. La Lazio non ci sta e nonostante il colpo incassato a freddo si riversa veemente nella metà campo juventina. Al 14', sempre sugli sviluppi di un corner, i capitolini trovano il pari: battuta di Hernanes, mischia furibonda, e alla fine la zampata vincente è quella di Zarate. Il resto della partita scorre su binari di ordinaria amministrazione. La Juve cerca di imporre il proprio gioco ma la Lazio tiene bene il campo e non disdegna di ripartire in contropiede. Quando tutto lascia presagire ad un pari arriva il gol che ti cambia, probabilmente in meglio, una stagione: Milos Krasic, sempre lui, a 5'' dalla fine in una delle tante scorribande sull'out di destra, trova il gol dei tre punti. Nell'occasione colossale la papera di Muslera che nel modo di respingere insacca nella propria porta.