Serie A: Di Natale... 36 anni e non sentirli

Il mestiere di saper segnare


È uno degli attaccanti più prolifici del nostro campionato. Ogni anno si conferma grande finalizzatore, il suo feeling col gol è molto intimo e segnare è il mestiere che gli riesce con più naturalezza. Parliamo di Antonio "Totò" Di Natale, capitano dell'Udinese entrato nella storia del club friulano. Stagione dopo stagione lo ritroviamo sempre in alto nella classifica marcatori; dovremmo essere abituati a vederlo tra i primi posti di quella classifica, eppure lui ci stupisce sempre, considerando la sua età anagrafica, e così diventa una piacevole sorpresa.

Nonostante i suoi 36 anni il numero 10 bianconero impressiona per le sue giocate e i suoi gol che non sono mai banali o già visti ma ogni volta si starebbe ad ammirarli grazie all'ausilio del replay almeno venti volte se si ama la bellezza del calcio espressa de gesti atletici straordinari. Nella stagione che sta per concludersi, Di Natale ha trascinato la sua Udinese a suon di doppiette alla quinta posizione e la conquista dell'Europa League sembra cosa già fatta.

Con i suoi 22 gol in 32 presenze la squadra di Guidolin è volata ai vertici più alti della classifica e inoltre Di Natale è capace di mandare a rete i suoi compagni con una facilità disarmante. A Udine è un idolo e con le sue 184 reti in maglia bianconera rappresenta uno dei migliori bomber della storia del club friulano.

Da quattro anni consecutivi supera quota venti reti in campionato dimostrando tutto il suo valore e la sua grande tecnica: con le sue 162 reti realizzate è il giocatore che ha segnato più reti in Serie A nel decennio 2003/2004-2012/2013. L'Atalanta è l'ultima vittima di Di Natale contro la quale il bomber bianconero ha segnato l'ennesima doppietta, due gol che valgono oro per l'Udinese.

Antonio Di Natale rappresenta una delle grandi bandiere del nostro calcio, uno di quei giocatori realmente attaccati alla maglia che nonostante la corte di club più titolati ha deciso di concludere la sua carriera a Udine rimanendo quel simbolo e quell'idolo che rappresenta per tutti i tifosi friulani. Quando il calcio italiano dovrà dire addio alle sue prestazioni perderà un grande campione ma questo momento, dato il suo livello di forma, sembra essere molto lontano.


Giorgio Mannino 15/05/2013
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