Rabbia Catania: la Fiorentina ''vìola'' Torre del Grifo

I gigliati impongono il 4-2, brutta prestazione degli etnei


Al fischio finale del direttore di gara sono i ragazzi di Leonardo Semplici a festeggiare e a portare a casa i tre punti. Partita giocata male dal Catania, che non è riuscito ad impensierire gli avversari, ben disposti sul campo e molto abili nelle giocate ''palla a terra''. L'espulsione di Madrigali a metà della prima frazione avrebbe potuto spostare l'ago della bilancia in favore dei rossazzurri ma l''infortunio'' di Cabalceta, autore di una sfortunata autorete, ha spianato la strada ai gigliati in maniera definitiva. Ma andiamo a vedere nel dettaglio come sono andate le cose quest'oggi.
 
PRIMO TEMPO Pulvirenti decide di iniziare la contesa schierando i suoi con il 4-2-3-1. Addamo e Gallo fungono da mediani ''sparti-acque'' davanti alla difesa mentre Garufi gioca come trequartista alle spalle di Petkovic, terminale offensivo della compagine rossazzurra. Semplici conferma il 4-3-3 della vigilia con il tridente composto da Gulin, Bangu e Gondo pronto a creare apprensioni alla retroguardia etnea. Si gioca davanti a circa 200 spettatori, pronti a gustarsi un bel match tra due delle migliori squadre del girone. A dispetto del ''copione'' a cui il Catania ci aveva abituato in passato, questa volta i rossazzurri faticano a ''decollare'' e ad imprimere il loro volto alla contesa. Nel primo quarto d'ora prevale la fisicità e l'attesa dei varchi giusti per poter lanciare i giocatori del reparto offensivo.  Le squadre giocano con grande accortezza nell'attesa di un errore da una o dall'altra parte. La Fiorentina poi ''sale in cattedra' e inizia a dettare i ritmi di gioco. I viola provano con grande insistenza ad attaccare gli spazi mentre il Catania si dimostra impreparato e non sa opporre una adeguata risposta. Al 17' arriva il gol degli ospiti: Gondo prova la girata al volo ma colpisce la traversa, Capezzi raccoglie il pallone e deve solo appoggiare. Vantaggio meritato da parte dei ragazzi di mister Semplici che si sono dimostrati bravi nel saper imporre i propri equilibri. A questo punto gli etnei non stanno più a guardare. Pulvirenti apporta qualche modifica al modulo cercando di coprire gli spazi lasciati liberi agli avversari e riorganizza la manovra. Petkovic non entra però mai nel vivo dell'azione e il centrocampo va in affanno lasciando l'iniziativa al centrocampo gigliato. Alla prima occasione in contropiede però(minuto 27), Simone Caruso si dirige verso l'area di rigore e viene atterrato dal centrale difensivo Madrigali. Fallo da ultimo uomo ed espulsione accordata dal direttore di gara. Sugli sviluppi del calcio di punizione concesso, Garufi impegna seriamente Lezzerini, costretto a distendersi ed a intervenire per coprire il palo più lontano. Con l'uomo in più il Catania è maggiormente motivato a mettere pressione sul portatore di palla avversario e a reagire allo svantaggio iniziale. A due minuti dalla fine del primo tempo Francesco Di Grazia scuote i compagni e segna il gol del tanto atteso pareggio. Per il giocatore proveniente dalla formazione Allievi si tratta del secondo gol stagionale dopo quello siglato al Bari alla prima partita di campionato. Si va al riposo sul punteggio di 1-1.
 
SECONDO TEMPO Alla rientro dagli spogliatoi, mister Semplici decide di operare due cambi: entrano Di Curzio e Mancini al posto di Bangu e Gondo. Le cose si mettono male per il Catania dopo soli due minuti. Cabalceta infatti, nell'allontanare il pallone durante uno scambio ospite in area di rigorre, insacca erroneamente dentro la propria porta, permettendo così alla Fiorentina di tornare in vantaggio. Pulvirenti non ci sta e inserisce un giocatore dalle spiccate doti offensive (Mirko Livaja) al posto di un difensore (Cannone) ma i tiri in porta non arrivano. L'occasione più ghiotta capita tra i piedi di Addamo che al volo non riesce però ad inquadrare la porta. La Fiorentina nonostante l'inferiorità numerica riesce a legittimare il proprio vantaggio e segna la terza rete. Gulin trova il pertugio giusto e batte inesorabilmente Ficara al minuto 71. In panchina si agitano gli animi e a fare le spese è il preparatore dei portieri Manitta, allontanato dall'arbitro per proteste. Giovanni Pulvirenti si gioca le ultime carte, mandando in campo Rossetti e De Angelis al posto di Di Grazia  e capitan Brugaletta. La prima conclusione di marca etnea nello specchio della porta arriva soltanto al 78' ma Lezzerini è bravo a ''metterci una pezza'' sul tiro di Garufi. Un minuto dopo ci prova Caruso con un diagonale che termina fuori di pochissimo. Petkovic si sveglia solo nel finale ma ormai è troppo tardi e La Fiorentina dilaga nel finale. Su un calcio di punizione lo specialista Empereur fa valere le proprie doti balistiche e mette dentro il gol del 4-1. Sem Addamo riesce ad addolcire la sconfitta per il Catania e realizza un rigore al 90'. Dopo tre minuti di recupero l'arbitro porta il fischietto alla bocca e decreta la chiusura delle ostilità. Con questi tre punti la Fiorentina sale a quota nove in classifica mentre il Catania rimane a sei e incassa il secondo stop consecutivo dopo quello di sabato scorso contro la Lazio. Adesso si entra nella settimana che condurrà al derby con il Palermo. Una sfida che si preannuncia carica di motivazioni ed interesse.
 
TABELLINO
 
CATANIA (4-2-3-1): Ficara; Bonaventura, Cabalceta, Brugaletta (83' De Angelis), Cannone (59' Livaja); Gallo, Addamo; Caruso, Garufi, Di Grazia (83' Rossetti); Pektovic. A disp.: Costanzo, Mozzicato, Capuano, Vaccaro, Sessa, Floridia, Compagno, Palumbo, Saitta, Zekovic. All.: Pulvirenti. 
 
FIORENTINA (4-3-3): Lezzerini; Venuti, Madrigali, Emperevr, Zanon; Capezzi, Petriccione, Berardi; Gulin, Bangu (46' Di Curzio), Gondo (46' Mancini). A disp.: Bardini, Ansini, Gigli, Papini, Peralta, Posarelli. All.: Semplice.
 
ARBITRO: Guarino di Caltanissetta (Culicelli-Calcopietro)
 
MARCATORI: 17' Capezzi (Fio), 43' Di Grazia (Cat), 47' Cabalceta aut. (Cat), 71' Gulin (Fior), 88' Emperour (Fio), 90' Addamo rig. (Cat).
 
NOTE: 200 spettatori circa, al 27' espulso Madrigali (Fio) per fallo da ultimo uomo.

Gabriele Mirabella 21/09/2013
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