



Marsala, Gerardi a GS.it: «Penalizzati da tre errori arbitrali, ma accettiamo la sconfitta»
Eccellenza, Coppa Italia: San Pio X-Marsala 2-2(8-7 d.c.r.), le pagelle della finale
Viaggio fra i colori della Sicilia, da Noto a Licata col 'gruppo storico' dei tifosi granata
PARISI: «Siciliane attenzione a Rende e Vibonese. Per me l'Akragas...»
Per la serie A bisognerà attendere fino al 24 novembre. Ci pensano allora le formazioni Primavera a far rivivere il profumo e l'ebbrezza del derby di Sicilia, quello tra Palermo e Catania. Oggi pomeriggio, alle 15 a Torre del Grifo, gli etnei di Pulvirenti ospitano i rosanero di Beggi e Ruisi per la terza giornata della stagione regolare.
Al di là dell'etichetta e dell'importanza dell'occasione, sarà un gara indicativa per capire cosa possono fare "da grandi" queste due compagini.
Il Catania ha l'occasione per dare una sterzata in positivo al proprio campionato dopo i due pareggi nelle prime due uscite, quello amaro con la Juve Stabia in casa e quello della scorsa settimana a Bari. Stesso discorso per il Palermo, che deve anzi dare risposte concrete e di registro diverso dopo l'inquietante tracollo interno all'esordio contro la Lazio di sabato scorso.
Per i rosanero la scorsa giornata ha coinciso con l'esordio stagionale, per via della pausa osservata nella prima a causa del posto vacante lasciato dal Lecce, retrocesso in Lega Pro a livello professionistico. Beggi ha parlato nella giornata di ieri, dichiarando di guardare al derby come ad una partita in cui pronostici di ogni sorta non trovano fondamento.
La gara di oggi a Torre del Grifo sarà probabilmente l'occasione per ammirare il nuovo acquisto rosanero Sebastian Sosa, da molti indicato come il "nuovo Cavani", ma c'è spazio per le new-entries anche in casa Catania, con il centrocampista Diop e l'attaccante Barisic inclusi tra i 20 convocati di Giovanni Pulvirenti.
Al campo 3 del centro sportivo di Torre del Grifo l'ingresso sarà libero. L'anno scorso il Palermo vinse il derby sia in casa che in trasferta: ai rossazzurri l'incombenza di dimenticare il recente passato.