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A quattro giorni di distanza dalla sfida di campionato, che ha sancito la vittoria del Catania per 1-0, il destino della formazione rossazzurra si incrocia nuovamente con quello della Reggina. Stavolta però non ci sono i canonici tre punti come posta in palio, bensì l'accesso ai quarti di finale della Coppa Italia, un risultato finora mai eguagliato dalla società etnea a livello di squadra Primavera.
SCHIERAMENTI Agli ordini del signor Pillitteri di Palermo le due squadre si presentano in campo sin dall'inizio con un atteggiamento propositivo e votato all'espressione di buone trame di gioco. Rispetto alle formazioni schierate in campionato, i due tecnici apportano qualche cambiamento. Tra le fila del Catania c'è Bruno Petkovic, al momento chiuso in prima squadra da Maxi Lopez e quindi a disposizione di Pulvirenti come ''fuoriquota''. De Matteis, squalificato in campionato, trova spazio a destra al posto di Bonaventura mentre Mozzicato fa coppia con Brugaletta al centro della retroguardia. Zanin inizia la partita utilizzando il 4-3-3 come modulo ma durante il confronto usa pure il 3-5-2 e scambia i giocatori esterni per non dare punti di riferimento agli avversari. Viene data ancora fiducia a Cetrangolo (classe 1997) a protezione dei legni e per il resto si effettua un pò di turn-over poichè la gara di coppa cade in mezzo a due partite di campionato impegnative. A destra Bouamrane rileva Pontillo con Bramucci che agisce come esterno offensivo al posto di Ammirati. Federico Caruso è in campo regolarmente mentre Lancia (uno dei due siciliani della squadra assieme a Gentilesca) non è al meglio delle condizioni ma stringe i denti e va in panchina. A centrocampo le scelte sono praticamente obbligate con Aloi, Akuku e Salandria che compongono una solida linea mediana.
PRIMO TEMPO La prima occasione degna di nota cade al 10' con Garufi che tira dal limite dell'area di rigore, ma si vede deviata in angolo la conclusione da Cetrangolo. Come da copione il Catania mette il piede sull'accelleratore nei primi minuti di gioco e al 15' va in gol con Petkovic che dopo essere scattato sulla fascia destra, si libera di due avversari e ha chiude l'azione con un diagonale sul secondo palo. Il vantaggio catanese non dura però molto perché due minuti dopo Brugaletta commette fallo in area su Aloi e l'arbitro decide di assegnare un rigore alla Reggina. Lo stesso Aloi si incarica della battuta del penalty e non sbaglia riportando così la gara in parità. Negli ultimi dieci minuti del primo tempo il Catania spreca due occasioni importanti per riportarsi avanti. Al 35' Di Grazia calcia fuori alla sinistra del portiere e al 44' una punizione di Garufi da buona posizione si stampa sulla parte alta della traversa. La frazione si chiude così sul punteggio di 1-1.
SECONDO TEMPO All'intervallo Pulvirenti decide di rischiare qualcosa togliendo il mediano Sessa per inserire un'attaccante in più (Rossetti). Fino al 65' questa scelta paga poiché il Catania sfiora ripetutamente il gol. Al 47' Cetrangolo è costretto a rifugiarsi in angolo su un tiro di Di Grazia e si ripete sugli sviluppi del calcio d'angolo successivo alzando sopra la traversa un colpo di testa di Mozzicato. Gli etnei rischiano qualcosa al 49' quando Cannone pasticcia con la sfera permettendo a Bramucci di involarsi verso la porta anche se la conclusione è da dimenticare. Al 60' Di Grazia raccoglie un pallone su tentativo di Rossetti ma tira addosso al portiere. Al 68' accade un fatto curioso: la Reggina sostituisce Russo e fa entrare un giocatore che indossa una maglia senza numero dietro la schiena che alla fine si scoprirà essere Salvatore Lancia, attaccante nativo di Barcellona Pozzo di Gotto. Il neoentrato sprona i compagni a crederci e a puntare alla vittoria ma le occasioni latitano e il secondo tempo scivola via senza grossi sussulti. Non bastano dunque i 90' regolamentari per decretare il vincitore e quindi, come previsto dal regolamento, si va ai tempi supplementari.
SUPPLEMENTARI Nei tempi supplementari la Reggina esce fuori l'orgoglio e imprime il proprio marchio sulla gara. Al 4' Bochniewicz fa capolino in area sugli sviluppi di una punizione e di testa batte Ficara. Il Catania ha finito la ''benzina'' e non ha la forza per contrattare e i calabresi ne approfittano. Al 16' Caruso fa le prove del gol e calcia dalla lunga distanza ma Ficara è attento e mette in corner. Al 23' Lancia si incunea tra le maglie della difesa rossazzurra, entra in area di rigore e segna la rete dell'1-3. Al 25' i calabresi dilagano con Caruso che appoggia dentro, dopo un rimbalzo del pallone, e poi si lascia andare a una esultanza sfrenata che gli costa il giallo. L'ultima emozione del pomeriggio la regala Mozzicato che tenta il tiro della disperazione ma Cetrangolo non si fa sorprendere. Il match si chiude così sul risultato di 1-4 per la Reggina.
COMMENTO Alla vigilia del confronto Pulvirenti aveva messo in guardia i suoi ragazzi alla luce di quella che era stata la gara giocata in terra calabrese, combattuta e incerta nell'esito fino all'ultimo. La partita odierna in sintesi rispecchia i valori in campo espressi nel confronto giocato appena pochi giorni prima. A far pendere l'ago della bilancia in favore della Reggina sono stati gli episodi e - come ha spiegato in seguito dal tecnico del Catania Pulvirenti - la troppa foga messa in campo dai rossazzurri. Nei 90' regolamentari nessuna delle due squadre è prevalsa sull'altra ma nei tempi supplementari è subentrata la stanchezza nelle gambe degli etnei e i calabresi hanno avuto la meglio e in pochi minuti hanno chiuso la pratica qualificazione. Nel complesso la formazione di Zanin ha evidenziato un'ottima tenuta fisica in partita e un pressing costante sui portatori di palla del Catania, costretti a ad abbassarsi e arretrare il proprio baricentro. Per tutta la partita Giovanni Pulvirenti ha incitato i suoi ragazzi a restare concentrati e presidiare bene gli spazi ma alla fine le cose non sono andate come lui si aspettava.
SALA STAMPA Mister Pulvirenti ha commentato così la partita ai nostri microfoni: «Partiamo dal finale, la spiegazione c'è in tutte le cose che si fanno. La troppa voglia di fare ci ha portati a sbagliare. Il risultato non rispecchia l'andamento del match. Sull'1-2 è mancato l'equilibrio mentale e di conseguenza abbiamo lasciato spazi e occasioni agli avversari. La squadra c'è fisicamente ma gli errori ci hanno condizionato. Comunque è stata una bella partita di calcio con livelli d'intensità alti e gli avversari che raddoppiavano sempre le marcature. Stiamo lavoranto e affronteremo la Roma con la consapevolezza di avere 120' tra le gambe».
TABELLINO
Coppa Italia Primavera 2013-14 Catania-Reggina 1-4 (1' tempo 1-1)
CATANIA (4-3-3): Ficara; De Matteis, Mozzicato, Brugaletta, Cannone; Gallo, Sessa (46' Rossetti), Garufi; Di Grazia (72' Livaja jr.), Petkovic, Caruso (7' ts Floridia). A disp.: Costanzo, Bonaventura, Provini, Capuano, Vaccaro, Katsetis, Ostrek, Compagno. All.: Pulvirenti
REGGINA (4-3-3): Cetrangolo; Bouarame, Cordova (7' ts Sorrentino), Gentilesca, Bochniewicz; Aloi, Akuku, Salandria; Bramucci (18' ts Migliavacca) Russo (68' Lancia); Caruso. A disp.: Palumbo, Perrone, Paviglianiti, Mazzone, Pontillo. All.: Zanin
ARBITRO: Pillitteri di Palermo (Mercante-Trifirò)
MARCATORI: 15' Petkovic (Cat), 17' rig. Aloi, 4' ts Bochniewicz, 23' ts Lancia, 25' ts Caruso (Reg)
NOTE: pomeriggio freddo e soleggiato, terreno di giuoco in buone condizioni; ammoniti Caruso, Floridia (Cat) - Akuku, Caruso (Reg); la Reggina passa il turno e accede ai quarti di finale.