



Spezia-Trapani: precedenti, ultime notizie e probabili formazioni
Fc Acireale, Ricca a GS.it: «Stagione ingiudicabile. Futuro? E' presto, ma spero di restare»
Eccellenza B: ''Top&Flop'' della 28^ giornata
Eccellenza A: ''Top&Flop'' della 28^ giornata
Mi ha ricordato gli inizi, due lustri fa, con la squadra del San Paolo Solarino allenata da Tito Mangiafico e le trasferte con i tifosi e la squadra, la preparazione, le facce della domenica mattina, le aspettative e come sarà la giornata, perché tutto questo si fa per la squadra del cuore, la passione oltre il confine, sempre e comunque.
Ospite del gruppo storico, tifosi netini che vivono con grande enfasi e festa la loro squadra anche in trasferta. Un mix perfetto, tra famiglie, padri e figli, donne e coloro che stanno in silenzio, perché gli si legge in faccia che per loro la gara è tutto. Nel gruppo c’è sempre colui che tiene l’umore alto, il classico anchorman, che sfida il pragmatismo dell’autista del bus.
Ai primi chilometri è già disputa sulla scelta delle strade da fare, per accorciare e per non trasformarsi in esorcisti della domenica, testimonianze della trasferta sempre a Licata la stagione scorsa, raccontano di effetti succo gastrici da alta marea. Si sceglie di percorrere, la via interna del ragusano ed è intensa la fotografia del territorio, si percepisce che l’agricoltura è la firma autorevole delle attività produttive, infinite serre, colture di vigneti e scambio di informazioni sui vini del luogo. Poi altra disputa sui chilometri da fare per accorciare, qui è chiaro l’autista: “Il percorso è determinato a chilometri, quindi, tanti euro tanti chilometri, bah!”.
Si parla di calcio, naturalmente la serie A impervia e gli sfottò, vincono quelli verso gli interisti… Però pian piano si entra nel profilo della gara ed anche in una provinciale che ci ha messo in evidenza, la pochezza delle nostre strutture e non l’incapacità di cambiare la Sicilia nelle infrastrutture, ma il non volerlo, poiché è assurdo viaggiare su una statale di 5 metri di larghezza.
Siamo a metà strada e ci si avvicina alla città di Gela, lo shock è notevole ma anche affascinante, di fatto la trasformazione netta del territorio e delle culture produttive, mi ha fatto un effetto strano vedere quasi dentro la città i pozzi petroliferi ed il loro movimento perpetuo di sfruttamento delle viscere della nostra terra, ma è partita una risata gigantesca al commento: “chissà quanto fanno al litro quelle pecore, che pascolano vicino ai pozzi!”. Pausa pranzo a sacco zona Butera, mare che s’innesta nella campagna, la macchia mediterranea, quasi difende il suo territorio, un mare infinito… Entriamo a Licata e le facce si trasformano, entriamo nei nostri ruoli designati.
Entrare allo stadio “Liotta” e percepire la storia…
Questo l’impatto che ho avuto, naturalmente subito annullata, perché all’andata a Noto c’era una società che per non morire aveva attivato l’idea del precariato assistito, durato poco, un tentativo fallito, però ci sono quei soggetti che non finiscono mai, pragmatici, che la sanno realmente lunga e che diventano dei prisma, a Licata il 24 dicembre rispunta Cammarata, sono due i fratelli non confondiamoli, uno oggi nell’Ssd Acireale, l’altro a Licata, il quale assieme al tecnico Catanese ed ad una linfa dirigenziale, riescono a sorprendermi, perché il Licata che si appresta ad affrontare il Noto è una squadra fatta bene, sempre per ricordare, costruita il 24 dicembre…aprendo i regali. Nel Noto, c’è freschezza nuova, in tribuna una dirigenza seduta tutta assieme, segno di compattezza, Betta squalificato, ma in grado di leggere la gara. Ps: per avere le formazioni ci siamo specializzati in crittografia, poiché abbiamo letto e fotografato gli appunti di tutti ecco il nostro voto negativo.
La gara: non si sono risparmiate energie, fino alla fine, segno che per motivi opposti, in campo volevano la vittoria e per simili motivi, la condizione atletica delle due squadre è complicata, dal 70° si andava per istinto e per energie mentali. Il Licata, per la sua classifica soffre il pari, sa che si accorciano i tempi salvezza, il tecnico chiede rinforzi, ma non è né settembre né dicembre purtroppo, credo che aver accettato l’incarico insidioso, gli debba permettere di non distaccarsi dalla realtà. Il Noto è in media inglese, un tempo era così, però non possono abbassare i toni della contesa, anche se la potenziale radiazione del Ragusa, aiutano a sopravvivere meglio.
Di seguito una simpatica interviste a due tifose netine a fine trasferta: