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Catania: seconda maglia a strisce biancazzurre

Via Gomez, si pensa adesso a incrementare la colonia argentina


Tango rossazzurro: non stiamo parlando di un nuovo film uscito da poco nelle sale cinematografiche, ma bensì della condizione attuale della rosa del Calcio Catania.

Nel campionato appena trascorso i tifosi rossazzurri potevano contare su ben dieci argentini a dispetto di qualche altra squadra di Serie A che stava già iniziando a smobilitare la propria colonia sudamericana, ma che negli anni precedenti aveva fatto della maglia biancazzurra a strisce verticali una seconda pelle.

Con le cessioni oramai ufficiali di Gomez, passato all'Atletico Madrid, e di Ricchiuti, rescissione di contratto, gli argentini nella rosa etnea sono rimasti al momento in otto: senza contare che i rientranti Maxi Lopez e Llama riporterebbero nuovamente a dieci il conteggio. Non dimentichiamo anche l'acquisto di Leto, avvenuto a campionato in corso, che andrà a rimpiazzare il “Papu” sia nel reparto offensivo di centrocampo che nella numerazione argentina.

Parlando sempre di albiceleste non possiamo dimenticare che al momento il Catania ha tra le mani qualche buona carta per acquisire le prestazioni di qualche giovane promessa argentina che andrà a rimpolpare sempre più la fiorente colonia sudamericana e che potrebbe dare il via al superamento di quel record appartenuto al Catania della stagione 2010/2011 quando i giocatori di cuore albiceleste erano ben dodici. Accadde anche che nella stessa annata e per la prima volta nella storia della società rossazzurra, il Catania venne affidato nelle mani di un allenatore argentino: Diego Pablo Simeone. Il Cholo subentrerà a campionato in corso al posto del deludente Giampaolo e porterà gli etnei ad una tranquilla salvezza. Attenzione, da questa stagione il Catania può vantare anche un vicepresidente argentino di Buenos Aires: Pablo Cosentino che marcherà ancora di più il legame tra due realtà lontane geograficamente, ma vicine come calore popolare.

Una Catania-mania che sta spopolando da qualche anno in Argentina dove gli attuali immigrati siciliani e, addirittura, i figli di coloro che nell'ottocento partirono in cerca di fortuna per quelle terre, mostrano il loro senso di appartenenza alla città siciliana: intitolando locali in onore di tradizioni etnee anche perse nel tempo, comprando sciarpe e maglie rossazzurre da esibire ogni qualvolta il Catania porta a casa una vittoria e, perché no, anche commentando sui vari social network le vicende locali, quindi extra-calcistiche, della provincia catanese.

Catania e Argentina è un vero e proprio connubio anche di fede religiosa: immancabile l'accostamento al nuovo Papa, orgoglio di un Paese che tanto rappresenta la sicilianità nel mondo.

 


Orazio Gaspare Ardizzone 05/07/2013
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