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La stagione del Catania è iniziata da qualche giorno e adesso è arrivato pure il punto esclamativo: la presentazione della squadra, avvenuta per il quinto anno consecutivo, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Università. A presentare calciatori e staff tecnico, il presidente Antonino Pulvirenti e l’amministratore delegato Sergio Gasparin. Queste le dichiarazioni raccolte da Golsicilia.it al termine dell’incontro presieduto anche dal rettore dell’Ateneo catanese, Tony Recca.
PULVIRENTI «Quest'anno faremo una squadra più competitiva in modo da affrontare il campionato sicuri di fare bene. A differenza dell'anno scorso non faccio promesse: puntare ai cinquanta punti, alla fine, si è rivelato un limite. Alcuni ragazzi andranno via, altri si aggiungeranno, ma la promessa che faccio ai tifosi è quella che miglioreremo rispetto all'annata passata».
GASPARIN «All’interno di questa squadra ognuno proviene da una città diversa, molti da un’altra nazione e qualcuno perfino da un continente diverso, ma vogliamo essere accomunati da una cosa: la maglia che indossiamo. Cercheremo di dare il massimo per onorare tutti i nostri tifosi. Penso in primis a tutti i bambini che il lunedì potranno andare a scuola con il sorriso. Maxi López? Reputo la sua cessione alla Sampdoria un ottimo affare perché abbiamo ricevuto quanto avevamo chiesto al Milan a gennaio. Arriveranno nuovi attaccanti? No, sono rientrati due ottimi giocatori: Morimoto e Antenucci e faremo leva su di loro».
MARAN «Abbiamo ricevuto una grande accoglienza da parte dei tifosi. Il nostro unico modo per conquistarci la loro fiducia è quella di vendere cara la pelle: lo faremo».
IZCO «Promettiamo ai tifosi un'annata densa di soddisfazioni, come quella passata. Ci sono tutti i presupposti per fare bene».
LODI «La Fiorentina mi richiede? Non ne so nulla. Se il Catania volesse cedermi dovrebbe dirmelo. Io non ne so nulla, anzi mi hanno detto di puntare ancora su di me. La prossima stagione sarà difficile, ma non meno delle altre. Ci sono tante squadre di blasone, ma noi non siamo da meno. Ormai siamo un punto fermo del calcio italiano».

