Catania-Brescia, 1-1 all'intervallo

Il quarto turno preliminare di Coppa Italia


E’ terminato uno a uno il primo tempo tra Catania e Brescia nel match valido per il quarto turno preliminare di Coppa Italia. Decidono per il momento le reti del brasiliano Martinho al 13’ e dell’ungherese Feczesin al 17’.

FORMAZIONI:

CATANIA (4-3-1-2): Campagnolo; Potenza, Terlizzi; Marchese; Alvarez; Delvecchio, Sciacca, Martinho; Barrientos; Maxi Lopez, Antenucci. All.: Giampaolo
In panchina: Kosicky, Silvestre, Izco, Llama, Ricchiuti, Pesce, Capuano.

BRESCIA (4-3-1-2): Arcari; Berardi, De Maio, Zoboli, Dallamano; Baiocco, Budel, Hetemaj; Taddei; Possanzini, Feczesin. All.: Iachini
In panchina: Sereni, Eder, Vass, Cordova, Zambelli, Martinez, Juan Antonio.

PRIMO TEMPO:  Prima frazione di gara tutto sommato noiosa quella tra Catania e Brescia, che nonostante i due gol, regalano poche emozioni agli spettatori presenti al “Massimino”. Parte subito forte il Catania che dopo il primo giro di lancette va due volte alla conclusione, ma in entrambe le occasioni Arcari risponde presente. Il Brescia va in affanno e la squadra etnea, nonostante l’insolito modulo scelto da Giampaolo, punge con una certa continuità. Passano i minuti e la squadra di Iachini trova le giuste contromisure alle sortite offensive rosso azzurre ma, proprio quando meno te lo aspetti, i padroni di casa passano in vantaggio: il brasiliano Martinho, non pervenuto fino a quel momento, al tredicesimo lascia partire un sinistro apparentemente innocuo che diventa però imprendibile per Arcari a causa di una deviazione. Il Brescia non ci sta ed esce fuori gli artigli. Son passati solo 180’’ quando l’ex palermitano Davide Possanzini  smarca in area di rigore il giovane attaccante Feczesin che deve solo depositare in rete per l’immediato pareggio lombardo.

Il Catania accusa il colpo e non riesce più ad impensierire la difesa ospite. Barrientos nella zona nevralgica del campo è troppo lento, Sciaccia al rientro dall’infortunio appare spaesato e Maxi Lopez si adegua non senza affanni al ruolo di rifinitore. Arcari svolge un compito di ordinaria amministrazione e i presenti allo stadio cominciano a fischiare.

De segnalare dopo il pareggio bresciano due episodi dubbi nell’area di rigore ospite: una spinta su Antenucci prima e un fallo di mano di Dalla Mano (scusate il gioco di parole) poi, faranno parlare e non poco nel post partita. 


Antonino Marino 25/11/2010
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