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Brutta pagina di sport ieri a Reggio Calabria. Golsicilia.it si è fatto raccontare da Giuseppe Cammarata, direttore sportivo del Licata, cosa è successo al campo di Ravagnese nel pre partita della gara di serie D Hinterreggio-Licata e anche nel corso del match. Parole dure e chiare quelle del dirigente siciliane nei confronti del presidente di casa Francesco Pellicanò, reo di aver insultato e minacciato il gruppo dei siciliani-
«Ieri è successo qualcosa di allucinante. Il presidente dell’Hinterreggio ci ha minacciati, presi a parole poco gradevoli dal momento in cui siamo arrivati, durante la partita, alla fine del primo tempo sino al fischio finale e anche dopo il 90’. Ha offeso i nostri calciatori, la società, me personalmente e in più ha offeso tutta la città di Licata. Ripeto, ci ha minacciato, è stato qualcosa di veramente scandaloso, anche perché non c’era nessun motivo. È stata una partita tranquilla in campo, bella tra l’altro, in cui potevano vincere entrambe le formazioni».
Forse proprio questo non è andato giù al presidente di casa…
«Al presidente forse non è andato giù il fatto che siamo andati a Reggio Calabria a giocarcela a viso aperto. Le sue parole sono state: “A Gioia Tauro non vi siete presentati, adesso venite a fare la guerra qua, io mi devo salvare, voi siete dei falliti e dovete retrocedere, rappresentate un paese che non spunta neanche nella cartina geografica” e via dicendo… La mia risposta è stata ferma: “Guardi presidente, voi state giocando contro il Licata oggi, con tutto il rispetto ma siete il presidente di una borgata, senza offesa per nessuno e soprattutto per questo quartiere in cui giocate, ma quello che sta dicendo non sta né in cielo né in terra».
Continua il racconto del direttore sportivo licatese che chiarisce altri risvolti…
«A fine gara ha avuto il coraggio di rilasciare delle interviste in cui affermava che noi meritiamo la radiazione perché siamo una società inesistente e tutto quanto. È stato un atteggiamento deplorevole, da parte tra l’altro, di un presidente che neanche conoscevo. Vi dico che mi sembrava sul momento un ultras infiltrato e arrivato sino agli spogliatoi. Quando si è presentato, gli ho fatto i miei complimenti per il comportamento tenuto davvero inqualificabile, offendendo, minacciando e ingiuriandoci».
«È stato un folle, ha minacciato anche la terna arbitrale, cose veramente brutte che nel calcio non devono esistere. Io sto dicendo solo la verità e mi prenderò le mie responsabilità per quello che sto affermando. A fine gara, quando è stato intervistato ha affermato che il Licata ed il Ragusa devono essere radiate».
«Io ho risposto: "Sta parlando lei, che tre domeniche fa non ha fatto scendere in campo i suoi perché non aveva dove far giocare la sua squadra, quanto meno noi abbiamo avuto problemi societari alla luce del sole, è lei presidente che falsa il campionato facendoci giocare in un campo di patate. Non si può permettere di offendere una società storica, una città importante e una società che fa calcio con grandi sacrifici!"».