



'La Sicilia nel pallone': volano Catania, Acr Messina e Licata, respirano Noto e Acireale
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Spesso parlando di una squadra o di un’altra facciamo riferimento al luogo di appartenenza, quantomeno la provincia. Quasi mai però ci si sofferma su quello che è il contesto in cui la squadra lavora, si allena e gioca le partite interne, cosa rappresenta e cosa ha da raccontarci. Golsicilia.it ha deciso di dare spazio a queste realtà, parlando ogni settimana di un comune o una borgata a cui appartiene una determinata squadra.
Questa settimana ci siamo soffermati sul comune di Cammarata, sede del Kamarat del presidente La Magra guidato in panchina da uno degli allenatori più promettenti del nostro calcio: Marco Aprile.
CAMMARATA è un piccolo comune dell’agrigentino, esso conta poco meno di 6.500 abitanti. Si trova alle pendici del Monte Cammarata che fa parte della catena montuosa dei Monti Sicani ed è alto 1578 metri. Curiosità: il comune di Cammarata include per intero all’interno del suo territorio quello di San Giovanni Gemini, altra compagine che milita nel campionato di Eccellenza A.
ORIGINI DEL NOME: Il nome Cammarata deriva probabilmente dal greco bizantino Kàmara e significa “stanza a volta”.
STORIA: reperti archeologici trovati in tutto il territorio di Cammarata testimoniano che esso era abitato anche in epoca romana e addirittura preistorica. La contea di Cammarata seguì le vicissitudini storiche della Sicilia, passando dai Normanni agli Svevi e con Federico II diventò per breve tempo città demaniale.
Passato il periodo di grande incertezza dovuto alla guerra del Vespro, nel 1397 in seguito alla ribellione del conte di Cammarata a Martino il Giovane che nel frattempo era diventato re di Sicilia, Cammarata subì l'assedio da parte di Bernardo Cabrera, braccio destro del Re. Cammarata fu possesso e residenza di diverse famiglie nobili fra cui quella dei Vinciguerra, Moncada e dei Branciforte.
Visse un periodo florido e di pace nel XV secolo, sotto gli Abatellis che, grazie alla loro origine di mercanti, sfruttarono al meglio le risorse del territorio, soprattutto l'estrazione del salgemma. Il castello, il cui aspetto si può fare risalire all'architettura aragonese, venne abitato stabilmente dai signori di Cammarata fino al XVII secolo.
FOLKLORE: l'ultima domenica di maggio si festeggia la cavalcata del SS. Crocifisso degli Angeli. In questa occasione cavalli e cavalieri sfilano tra due ali di folla festante per le vie del paese. Si parte dalla casa del Paliante, cioè colui che ha promesso un' offerta di ringraziamento per una grazia da ricevere e che porterà il Palio, e arriva al suo culmine nei pressi della chiesa dove si celebra la festa e dove si dona l'offerta.
Suggestiva è la processione del SS. Crocifisso, con l'artistico fercolo in legno del 1863, che passa per le caratteristiche vie di Cammarata, ma molto più suggestivo è il "grido di fede" degli uomini portatori del SS. Crocifisso. Altra festa religiosa molto sentita è quella di San Giuseppe e Maria Santissima di Cacciapensieri. Il santo patrono dei cammaratesi è san Nicola da Bari che viene festeggiato il 6 di dicembre.
TERRENO DI GIOCO: palcoscenico dell’undici biancoazzurro è lo stadio dei “Salaci”, impianto sportivo di 110x70 metri, in erba naturale, che può ospitare circa 3mila spettatori.
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