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Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Golsicilia, l'ex attaccante di Cesena, Brescia e Piacenza, Dario Hubner, ci ha parlato della sua carriera, della partita che si aspetta, tra Catania e Brescia, e dei suoi pronostici di fine stagione. Hubner è stato l'unico giocatore italiano, insieme a Igor Protti, ad essere stato capocannoniere in serie A, serie B e serie C, rispettivamente con le maglie di Piacenza, Cesena e Fano.
Dario Hubner, a 43 anni sei ancora protagonista sui campi di calcio. Quando appenderai gli scarpini al chiodo?
«A dir la verità li ho appesi una quindicina di giorni fa, perchè giocavo in Promozione (nel Cavenago d'Adda, ndr) ma poi ho avuto a che dire con vari personaggi della squadra e quindi ho detto basta. Sono arrivato a un punto in cui non mi divertivo più e allora ho smesso e ho intrapreso la carriera di allenatore».
Hai realizzato oltre 200 gol in campionati professionistici. Qual è quello che ricordi con maggior piacere?
«Ricordo con tantissimo piacere specialmente quelli che segnai all'inizio della mia carriera, quelli dell'Eccellenza, ma, se devo sceglierne uno, quello che mi è rimasto di più in testa è il gol al debutto in serie A: ho debuttato in serie A a trent'anni, a "San Siro", il giorno del debutto di Ronaldo e trovai subito la rete, un gol che mi è rimasto nel cuore».
A Brescia hai vissuto quattro stagioni da protagonista, con 129 presenze e 75 gol realizzati. Che ricordo hai della tua esperienza bresciana?
«Ho un ricordo bellissimo: il primo anno purtroppo siamo retrocessi, nonostante avessimo dato il massimo. Poi, dopo due anni di serie B siamo riusciti a vincere il campionato e tornare in serie A. Di Brescia ho un grandissimo ricordo, i tifosi bresciani sono spettacolari e lì mi sono trovato benissimo».
Il Brescia ha da poco cambiato allenatore, al posto di Iachini è arrivato Beretta. Cosa pensi che potrà cambiare?
«Conoscevo benissimo mister Iachini, so che persona è e pensavo che avrebbe potuto far bene, ma purtroppo ha avuto dei problemi. Beretta è un allenatore che non ho mai incontrato nè avuto come allenatore, quindi lo conosco poco e non posso giudicare, ma se Corioni l'ha scelto avrà avuto i suoi buoni motivi».
Domenica le rondinelle affronteranno il Catania di Giampaolo, squadra che tra le mura amiche ha perso soltanto contro la Juventus. Che partita ti aspetti?
«Una partita in cui sicuramente il Brescia deve cominciare a fare punti per la salvezza. Il Catania è nella stessa situazione, per cui mi aspetto una partita in cui le squadre giocheranno per vincere e per far punti in classifica».
Come mai, nonostante una media gol altissima, non sei mai approdato a un grande club?
«Onestamente non lo so, questo bisognerebbe chiederlo a chi non mi ha comprato, oppure al mio procuratore. Forse sono stato una punta da provinciale, per cui, a forza di fare gol nelle provinciali, non sono mai stato nel mirino delle grandi squadre e forse anche per l'età, dato che in serie A sono arrivato soltanto a 30 anni, quindi ero troppo maturo e in età abbastanza avanzata».
Speravi, invece, in una convocazione per i Mondiali del 2002, dopo essere stato capocannoniere della serie A con 24 reti, alla pari con Trezeguet?
«Se devo essere sincero, non speravo in una convocazione per i Mondiali in Giappone e Corea, perchè sono convinto che c'erano tanti ottimi attaccanti che potevano andare. In quell'anno feci benissimo con la maglia del Piacenza, più che una convocazione per i Mondiali speravo almeno in un'amichevole, almeno un gettone di presenza con la maglia azzurra, che sicuramente meritavo. Forse questo è l'unico rammarico che ho nella mia carriera».
Infine, un pronostico. Quali saranno, secondo te, le prime posizioni di classifica a fine stagione?
«Mi auguro che lo vinca ancora l'Inter, da buon interista, ma sarà dura perchè penso che anche Milan e Juve se la giocheranno fino alla fine. Dopo di loro vedo molto bene la Lazio e poi potrebbe anche esserci qualche sorpresa, fermo restando che le prime tre sono troppo differenti dal resto della categoria».
Come vedi, invece, la lotta per non retrocedere in serie B?
«Per quanto riguarda la zona retrocessione mi auguro che il mio Cesena e il mio Brescia non retrocedano; al posto loro mi auguro che siano altre squadre a retrocedere».
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