Inter-Palermo: Sneijder vs Pastore

La sfida nella sfida - Campioni a confronto


Wesley Sneijder e Javier Pastore rappresentano quel modello di giocatore al quale ogni giovane talento cerca di ispirarsi. Dotati di grandissima fantasia e doti in ogni caso fuori dal comune, l’olandese e l’argentino reincarnano le figure dei top player che ogni squadra del mondo vorrebbe avere. Il primo ha ormai vissuto l’apice della propria carriera nelle ultime due stagioni, mentre il secondo, vista la giovanissima età, si appresta a vivere stagioni da assoluto protagonista e, sfortunatamente per i palermitani, molto probabilmente questo futuro sarà lontano dalla Sicilia.

Wesley Benjamin Sneijder nasce a Utrecht ventisette anni fa e muove i primi calci nelle giovanili dell’Ajax, squadra che in futuro lo lancerà nel calcio che conta. A soli 18 anni arriva l’esordio da titolare con la maglia dei ‘Lancieri’ e nel giro di qualche settimana Wesley si guadagna il posto da titolare come interno di centrocampo. All’occorrenza l’allora suo allenatore Koeman lo spostava sull’out di destra ma la resistenza e la continuità di corsa non erano tra i suoi punti di forza. Allora fu spostato sulla trequarti ed è qui che Sneijder iniziò a farsi conoscere al mondo. Nel 2007 diverse sirene accompagnano il suo ritiro estivo e alla fine è il Real Madrid a spuntarla sborsando qualcosa come 27 milioni di euro. Ma in Spagna Sneijder non riesce ad ambientarsi a sufficienza nonostante l’arrivo di parecchi suoi connazionali ed è per questo che nell’estate del 2009 sbarca a Milano, sponda nerazzurra. Qui la sua consacrazione: alla prima stagione Sneijder riesce a conquistare tifosi e ambiente con giocate straordinarie. Alla fine dell’anno risulterà estremamente decisivo per la conquista del cosiddetto ‘triplete’: Champions, Campionato e Coppa Italia.

Javier Pastore, invece, è nato a Cordoba nel Giugno dell’89. Muove i primi calci nel Collegio San Jose Artesano a soli nove anni e, fortunatamente per lui, riesce ad entrare nelle giovanili del Tallares solamente un anno dopo. Dopo aver fatto tutta la trafila tra le giovanili della squadra della sua città, Javier esordisce nel calcio professionistico in Primera B a soli diciotto anni ma riesce a disputare solo cinque partite. Nell’estate seguente prova a fare diversi provini in Europa ma Villareal e Saint Etienne lo scartano reputandolo inadatto alla propria categoria. Detto ciò nei primi mesi del 2008 passa allo Huracan e qui Javier si fa conoscere al mondo tanto da attirare su di sé le attenzioni dei più grandi club europei. Ma alla fine sarà il Palermo ad assicurarsi le prestazioni del “Flaco” per una cifra prossima ai cinque milioni di euro. Dopo un primo periodo di ambientamento nel quale riesce a mostrare le sue grandi qualità ma non ad essere decisivo, Pastore riesce ad affermarsi dopo l’arrivo di Delio Rossi sulla panchina rosanero. Memorabile, alla sue seconda stagione in A, la tripletta che ha permesso al Palermo di battere i cugini del Catania nel derby più sentito di Sicilia.

Ma andiamo ad analizzare le qualità tecniche dei due giocatori.

Tiro

Sneijder: chi conosce Wesley sa che il tiro e la capacità di calcio in generale sono il suo punto di forza. Già ai tempi dell’Ajax mostrava capacità balistiche fuori dal comune tanto da diventare in brevissimo tempo il ‘tiratore scelto’ anche della Nazionale nonostante giocasse con un certo Van der Vaart. VOTO: 9,5

Pastore: il tiro diciamo che non è tra i suoi punti di forza nonostante in questo biennio abbia deliziato il pubblico palermitano con giocate d’alta scuole (vedi gol contro il Bologna). Prova la conclusione dalla distanza con frequenza ma i risultati non sono dei migliori. VOTO: 7,5

Visione di gioco

Sneijder: da buon trequartista visione di gioco Sneijder ne ha da vendere. Sa sempre cosa fare e grazie alla grandissima capacità di calcio che si ritrova riesce sempre a mettere il compagno in condizioni di tirare. Dotato di grandissima fantasia e di grande intuito è uno dei migliori anche in questo campo. VOTO: 9

Pastore: se non fosse per il fatto che si intestardisce in qualsivoglia dribbling prima si servire il compagno avrebbe un voto nettamente più alto. Anche lui, così come Sneijder, ha tanta fantasia e tanto intuito ma il piede non è quello dell’olandese e quindi il più delle volte il pallone risulta essere sbilenco. VOTO: 8

Dribbling

Sneijder: la capacità di corsa e il dribbling non sono proprio tra le corde del trequartista olandese. ‘Mentalmente’ saprebbe sempre come sbarazzarsi dell’avversario ma la non eccelsa agilità non lo facilita e anzi lo penalizza. VOTO: 7,5

Pastore: questo, invece, il punto di forza dell’argentino. Palla al piede supera sistematicamente l’avversario di turno, in serpentina o con un tunnel, in velocità o da fermo. Sta di fatto che non lo si ferma mai e a volte è necessario triplicare la marcatura. VOTO: 10-

Carisma

Sneijder: dentro il campo è uno degli elementi di maggiore carisma nell’arco a disposizione di mister Leonardo. Anche se a tratti sembrerebbe avulso dalla manovra e con la testa altrove, il più delle volte riesce a rientrare in partita come se nulla fosse. VOTO: 7

Pastore: a causa della giovanissima età che lo contraddistingue (21 anni), Javier è il classico elemento che a volte manifesta grandissima maturità mentre a volte perde la testa e si perde in un bicchier d’acqua. Sicuramente con il tempo migliorerà, a maggior ragione se rimarrà sotto l’ala protettiva di Papà Rossi. VOTO: 7

Tecnica

Sneijder:  dominio, calcio, e guida della palla con l’olandese in campo sono assicurati. Quando si accende il pallone sembra incollato al suo piede e qualsivoglia passaggio sembra ‘telecomandato’.Anche in fase di non possesso dimostra una buona tecnica di base. VOTO: 8,5

Pastore: nella fase di non possesso l’argentino pecca, e anche tanto. In fase di possesso, invece, può tranquillamente essere paragonato all’olandese dell’Inter: dominio e la guida della palla sono disarmanti e la sicurezza con la quale gestisce la sfera è disarmante. VOTO: 8,5

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Antonino Marino 25/05/2011
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