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Amarcord rossazzurro: Luis Oliveira, il falco con il vizio del gol

Il capitano rossazzurro nel biennio 2002-2004


Luis Airton Oliveira è, forse, il giocatore dal curriculum più prestigioso ad aver vestito la maglia del Catania. Il “Falco”, soprannome dovuto al modo in cui festeggiava ogni rete, è nato e cresciuto in Brasile in una favela di São Luís, ma a quindici anni è stato ingaggiato dall’Anderlecht, il club più titolato del Belgio. Dopo aver vinto una coppa nazionale e, da protagonista, un campionato belga, nel 1992 passò al Cagliari. Intanto, visto che il Brasile non lo convocava, aveva scelto la cittadinanza belga, esordendo con i Diavoli Rossi. Con la maglia del Belgio ha disputato 31 partite e segnato 7 reti, facendo parte della spedizione guidata da Leekens per il Mondiale di Francia ‘98. Scelta di cui, anni dopo, ha ammesso di essersi pentito: «Per chi è nato in Brasile, deve esistere solo la maglia verdeoro». In Sardegna mise a segno 42 gol in 121 partite, guadagnandosi l’attenzione della Fiorentina che lo ingaggiò nel 1996.

In maglia viola giocò tre anni con campioni del calibro di Batistuta, Rui Costa ed Edmundo, vincendo una Supercoppa Italiana. Trapattoni, però, lo schierava come terzino, e allora preferì andar via, tornando a Cagliari e poi, dopo la retrocessione, approdando al Bologna. Nel 2001/2002, quando tutti lo davano per spacciato, è risorto in serie B dove con i suoi 23 gol ha trascinato il Como alla promozione nella massima divisione. Una settimana prima dell’inizio del campionato, però, il Catania si aggiudicò le sue prestazioni, visto che in Lombardia era stato, a sorpresa, messo ai margini della squadra. Fu un grande colpo per il club etneo, un vero e proprio lusso, considerando che il Catania di quel periodo era la seconda squadra della “scuderia” Gaucci, con pochissimi giocatori di proprietà e, soprattutto, tanti elementi in prestito dal Perugia, allora la prima squadra della famiglia. Al giocatore fu data subito la fascia di capitano e fu accolto dai tifosi come un re. Oliveira ricambiò la fiducia, totalizzando nei due anni a Catania, 74 partite condite da 28 gol, tanti assist e un atteggiamento da vero leader in campo e fuori. Di Oliveira in maglia rossazzurra, ricordiamo soprattutto la tripletta segnata nel derby con il Messina il 22 settembre del 2002.

Ecco il tabellino del match:

SERIE B, 22 settembre 2002

MESSINA-CATANIA 3-3

MESSINA: Manitta, Portanova, Bertoni, Campolo, Bellucci (1' st. Di Meglio), Silvestri, Ametrano (24' st.
Sportillo), Vicari, Zampagna, Sullo, Calaiò (31' st. Amauri). (25 Derì, 17 D'Alterio, 24 Coppola, 75' Iannuzzi.) All. Oddo.

CATANIA: Iezzo, Fusco, Monaco, Fini, Zeoli, Martuscello (22' st. Mendil), Del Griosso, Gatti, Bucchi, Grieco, Oliveira. (65 Sansonetti, 2 De Martis, 20 Malusci, 8 Condone, 16 Pignotti, 9 Cicconi). All. Pellegrino.

ARBITRO: Paparesta di Bari

MARCATORI: pt 12' Portanova, 33' Oliveira; st 11' e 23' Calaiò, 29' e 37' Oliveira.

NOTE: Angoli 4-2 per il Messina, recupero: 1' e 3'. Ammoniti: Bertoni e Portanova per gioco falloso. Spettatori: 10.000

In quel match il Catania giocò male e fu costretto a inseguire sempre i peloritani di Amauri, Calaiò e Zampagna. Riuscì nell’impresa solo grazie alla tripletta del “Falco”, unica punta schierata da Pellegrino e unica spina nel fianco per la difesa messinese. Luis, pochi mesi più tardi, risultò decisivo anche nell’altro derby, allo stadio Barbera di Palermo, quando segnò in pregevole stile il gol del momentaneo 2-1 per il Catania (anche in quel caso la partita finì 3-3): il brasiliano, servito sul filo del fuorigioco da Gatti, superò in dribbling tre difensori e, dopo aver messo a sedere Santoni, infilò in rete il suo dodicesimo centro stagionale.

Ecco il tabellino del match:

SERIE B, 19 aprile 2003

PALERMO-CATANIA 3-3

PALERMO: Santoni; Mutarelli, Nastase, Lucarelli, Accardi; Asta (34' st Santana), Di Donato, Codrea, Morrone (26' st Di Napoli); zauli; Maniero. A disposizione in panchina: Sicignano, Ferri, Brevi, Pestrin, La Grotteria.
Allenatore: Sonetti.

CATANIA: Castellazzi; De Martis, S. Monaco, Kiriazis, zeoli; Cordone, Gatti (27' st Del Grosso) Colasante, Martusciello (41' st Pignotti); Oliveira (44' st Possanzini), Taldo. A disposizione in panchina: Sansonetti, Fini, Sedivec, G. Monaco. Allenatore: Guerini.

ARBITRO: Bolognino di Milano (Foschetti e De Santis).

RETI: 11' Martusciello, 33' Asta, 8' st. Oliveira, 9' st zauli, 15' st Maniero, 23' st Martusciello.

NOTE: serata tiepida, terreno in discrete condizioni, spettatori 32.000 circa. Ammoniti: Mutarelli, Nastase, Accardi, Colasante, Gatti. Angoli 1-3 per il Catania Rec.: 1' e 5'.

Tra Oliveira e il Catania, però, non sono state tutte rose e fuori. Un episodio negativo nel dicembre 2002, rischiò di compromettere l’idillio. Dopo aver segnato due gol contro una delle big del campionato, la Ternana, il giocatore fu inaspettatamente aggredito da un gruppo di teppisti che lo raggiunsero negli spogliatoi e, dopo averlo pesantemente insultato, lo colpirono con pugni e calci. La sua colpa era quella di non aver esultato dopo i due gol messi a segno. L’attaccante fu salvato dalla furia degli ultras, subito fuggiti senza che nessuno del servizio d'ordine fosse riuscito a bloccarli. La città condannò questi atti, dimostrando affetto al giocatore che, a quel punto, decise di rimanere fino al termine del suo contratto. Nonostante questo episodio, quindi, la storia tra Oliveira e il Catania è stata positiva, come ha detto lo stesso giocatore in una recente intervista: «Il momento migliore della mia carriera? L’arrivo a Catania nel 2002, sceso dall'aereo mi aspettava l’intera città. Mi portavano in trionfo prima ancora di cominciare: respiravano Lulù Oliveira. Il pestaggio? Pensavo di andare via, ma poi vinse la passione, non solo la mia, quella dei tifosi che mi lasciavano i biglietti “non mollare”. Il mio allenatore, Graziani, mi giurò che io e la squadra potevamo stare tranquilli. Nessuno ci venne più nemmeno vicino». Dopo aver raggiunto due salvezze all'ombra dell'Etna, la carriera del brasiliano è proseguita fino al termine di questa stagione dove, all'età di 42 anni, ha difeso i colori del Muravera in Eccellenza sarda.


Andrea Motta 29/06/2011
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