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Catania-Albinoleffe, partita valevole per l’ultima giornata del campionato di serie B 2005-2006, iniziava ufficialmente il 28 maggio alle ore 15, ma tutta la Catania calcistica si preparò a scendere in campo a partire dal lunedì della settimana precedente. Una flessione nell’ultima parte di stagione aveva fatto sì che il Torino si mettesse a soli due punti di distacco dai rossazzurri che occupavano il secondo posto, l’ultimo utile per festeggiare la promozione diretta in serie A.
Alla penultima giornata il colpo esterno dei granata a Brescia ha vanificato la vittoria dei ragazzi di Marino contro il Catanzaro a Lecce. Si dovrà decidere tutto all’ultima giornata, con gli etnei che se la vedranno contro l’Albinoleffe di Mondonico, in cerca di punti per ottenere la salvezza diretta ed evitare i playout, e il Torino che ospiterà la Cremonese, retrocessa da tempo. Tradotto: non si può proprio sbagliare.
Quella domenica Catania si alza già presto, ancora silenziosa e pensierosa. Sin da subito vessilli rossazzurri spuntano sui balconi e sulle terrazze, sostegno ideale e morale da parte di chi non sarà allo stadio e di chi capisce poco o nulla di calcio, ma partecipa con entusiasmo all’inseguimento di un sogno e alla ricerca di un momento che manca da 23 anni.
Un momento che alcune persone presenti allo stadio “Massimino”, pieno sin dall’una, hanno vissuto in prima persona all’Olimpico in quel giugno dell’’83. Qualcun altro no. La ricerca di un’emozione mai vissuta con i colori rossazzurri, altro tassello nella memoria di chi ha accompagnato la squadra sin dalla terra battuta dell’Eccellenza, ha il risultato di uno stadio stracolmo e ornato a festa, che gronda entusiasmo, grinta, attaccamento ad oltranza e anche un pizzico di tensione.
Al “Massimino” non c’è un posto libero e i suoi spalti simbolizzano magnificamente il calore concentrato nel magma dell’Etna, che assiste guardingo sullo sfondo. Un calore “minacciato” già in avvio, con un sospetto mani di Silvestri in area catanese, ma che esplode dopo un quarto d’ora: traversone dalla destra di Baiocco, Spinesi svetta a centro area e colpisce di testa, Ginestra è imperfetto nella respinta e il pallone finisce in rete. Il primo di una lunga serie di scossoni.
Catania continua a sognare, l’entusiasmo è tangibile, ma Nello Russo (passato agli onori della cronaca sportiva per un gol all’esordio in serie A in Inter-Udinese del ’99-‘00 con i nerazzurri) fa precipitare il "Massimino" in un gelo estemporaneo con una puntata al volo su cross di Iacopino dalla sinistra, che si insacca beffardamente sotto la traversa.
Segue un intervallo di sofferenza non esasperata ma continua: il Torino è già avanti con la Cremonese, il Catania sarebbe costretto ai playoff. Dopo una cavalcata lunga ed estenuante. Inaccettabile per i ragazzi di Marino, per i quali il pallone pesa tonnellate ma che deve essere messo dentro un’altra volta. Una per tutte.
I rossazzurri arrivano poche volte in area, la manovra si appesantisce per ogni minuto che passa e che allontana il sogno, ma il campo è tutto loro. L’Albinoleffe dovrebbe vincere per evitare i playout con l’Avellino, ma non crea nulla e alza il muro.
Un muro che al 53’ Caserta sfonda con un tocco morbido in verticale a centro area, Del Core indovina il tempo dell’inserimento e in una mischia incomprensibile supera Ginestra con una zampata: il pallone lemme lemme supera la linea e finisce in rete. Umberto Del Core, fino a quel momento a segno soltanto due volte, diventa il protagonista, l’artefice. Una corsa pazza scatena lui e chi gli sta dietro e lo insegue, tra cui l'allora amministratore delegato Pietro Lo Monaco.
Il resto della gara non dice nulla sul piano tecnico, ma tanto su quello emozionale. E’ ormai un conto alla rovescia verso la fine, un conto alla rovescia che procede molto lentamente. L’Albinoleffe non tirerà più in porta, ma ogni avvicinamento alla trequarti è vissuto con apprensione. Basta un attimo per compromettere dieci mesi di lavoro. E un sogno che manca da 23 anni, fatti in massima parte di dolore, rabbia e scoramento.
Sentimenti spazzati via dal triplice fischio di Farina, che libera il giubilo di una squadra, di una società e di una città. Il Catania torna nell’Olimpo del calcio italiano, e lo fa per confermarsi il più a lungo possibile e continuare a costruire la propria realtà, facendo dimenticare il disastro dell’’83-’84.
Detto, fatto: così si direbbe a distanza di sei anni, ma quanta fatica ci è voluta!
Il lavoro e il sacrificio però pagano: chiedete alla squadra di quella domenica…
TABELLINO
42° giornata campionato di serie B 2005-2006
CATANIA-ALBINOLEFFE 2-1
Catania (4-3-3): Pantanelli, Silvestri, Sottil, Bianco, Marchese (84’Sabato), Baiocco, Biso, Caserta (91’Brevi), O. Russo (46’Del Core), Spinesi, Mascara. All.: Pasquale Marino
Albinoleffe (4-4-2): Ginestra, Garlini, Minelli, Sonzogni, Regonesi, Iacopino, Belinghieri, (70’Previtali), Poloni, Colombo (64’ Testini), Bonazzi (56’ Salgado), N. Russo. All.: Emiliano Mondonico
Arbitro: Farina di Novi Ligure
Reti: 15’ Spinesi, 40’ N. Russo, 53’ Del Core.