



Serie D: Noto prova a fermare Savoia, difficile trasferta per l'Akragas, Ragusa cerca rilancio
Bari-Trapani 1-1: le pagelle
Palermo-Varese 0-0: le pagelle del match
Pari e patta al ''Barbera'': tra Palermo e Varese è 0-0
Il tempismo sarà l’elemento chiave, sul piano tattico da una parte e dall’altra, del match del “Massimino” tra Catania e Roma di domenica pomeriggio. Il credo offensivo allo stato puro di Zdenek Zeman imprimerà a questa come ad altre gare un’impronta diversa, per cui la maggior rilevanza sarà da attribuire al ritmo di gioco, al posizionamento e alla chiusura degli spazi.
Molto probabilmente, considerando anche il fatto che i rossazzurri giocheranno la terza gara in otto giorni, i giallorossi assumeranno prevalentemente il pallino del gioco e il controllo dei ritmi. Una supremazia territoriale che, se ottenuta, si cercherà di tramutare in densità offensiva, verticalizzazioni e conclusioni a rete.
Come anche sintetizzato in un’intervista rilasciata in questi giorni da Micheal Bradley, il tecnico boemo vuole un gioco non basato sul dominio in quanto tale, bensì diretto a guadagnare metri il più possibile, indirizzando in avanti ogni passaggio, tentativo d’impostazione o pressing.
Va da sé che curare al meglio la disposizione della linea difensiva e della mediana in fase di non possesso, quanto non solo a posizionamenti ma anche a movimenti, sarà molto importante per gli etnei, che al contempo dovranno essere brillanti in reattività e intuito per spezzare i fraseggi romanisti e sfruttare gli spazi in contropiede. Una ricetta che nella partita di andata è stata di grande utilità e ha prodotto il quasi-colpaccio, ma la Roma attuale è decisamente meno vulnerabile rispetto a quella incrociata ad agosto.
L’idea assodata che le partite si vincono (e si perdono) a centrocampo trova un riscontro concreto in questa occasione, dove agli etnei, smistato Almiron in cabina di regia per sostituire Lodi, gioveranno tanto la corsa di Izco e il lavoro fisico di Salifu. Si potrebbe ovviare alla mancanza di qualità nell’impostazione dei contropiedi arretrando Barrientos sulla linea mediana, lasciando in avanti Gomez ad agire come seconda punta in dialogo con Bergessio.
Nello scacchiere zemaniano, manco a dirlo disposto secondo il 4-3-3, l’unica pedina attualmente in dubbio è Osvaldo al centro dell’attacco. Superfluo ricordare la grande attenzione da prestare sugli esterni, con gli sfondamenti o i movimenti ad entrare molto rapidi delle ali, che nel secondo caso cercheranno di liberare i terzini per il cross.

