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E quando pensi che le giornate sono tutte uguali, commetti l’errore o subisci lo sgambetto. Premessa giusta, di una giornata tipo, che il calcio ti cambia. Tutto comunque ha un trascorso, fatto di risultati, obiettivi, progetti che il campo rende reali o li smantella, come una costruzione della Lego. La stagione del Modica ha avuto dei sussulti e dei colpi che ad un pugile avrebbero fatto gonfiare il fegato. Iniziamo dall’arrivo dei Cundari a Modica, da Lentini a dicembre del 2011. Un Modica quasi invisibile, grande crisi e prospettive di fallimento attive. L’arrivo dei Cundari, azzera un bilancio passivo e di vertenze giuridiche – sportive.
Il Modica salva la categoria e si prospetta un ciclo calcistico di serie. La primaazione è lo stadio, che viene aggiornato direttamente dalla gestione Cundari. La squadra viene costruita, con la coerenza e la convinzione di fare il campionato di Eccellenza da protagonista. Il trio Cundari-Danese-Catania, non manca le attese, ma nella contea c’è sempre un rumors avverso. I risultati mantengono il Modica fino all’esonero del tecnico Catania a quattro punti dalla vetta. S’insinua il virus dell’obiettivo, della scossa…
Seby Catania è uomo da spogliatoio, sta in prima linea, sue le parole: «Se la squadra perde, è colpa del tecnico. Se la squadra vince, è merito dei giocatori». Arriva l’esonero, perché il presidente vuole la scossa, vuole la personalità dei giocatori, vuole che il Modica scavalchi quei quattro punti e passi a guidare e non ad inseguire. Scelta pesante e difficile, il tecnico Seby Catania accetta e rimane in silenzio. Anzi, chiede ai suoi giocatori, di rimanere al Modica, era momento del mercato, potevano lasciare la contea, ma ha fatto capire che cambiare non era professionale per loro e messo in evidenza che il Presidente Cundari avrebbe rispettato gli accordi.
Arriva il tecnico Gallicchio, osservazione esterna… rimane tutto lo staff tecnico, di solito non è così. Solo dopo qualche settimana va via il professor Mica, perché non lega con il nuovo tecnico. Non arriva il cambio mentale e la classifica diventa non da vertice, ma un rendimento da play out. Si continua, si arriva alla lettera del Presidente che va a piedi uniti sui giocatori, li attacca, vuole capire chi e cosa non va. La sconfitta con l’Atletico Gela, ultima in classifica, emette il verdetto. L’esonero di Seby Catania è un errore, grave, ma umano.
Il tecnico Catania lo sa e dice: «Dieci anni con Cundari, anche in questa circostanza sono con lui, ma non con una minima parte di pseudo tifosi!». Continua il tecnico che si sfoga e forza sulla questione tifo e Città di Modica: «Il mio piacere di vivere a Modica era nella mia serenità e della mia famiglia, città in cui la qualità di vita è elevata, signorile, ma quel gruppo lede e danneggia l’immagine della città e non solo quella calcistica - aggiunge il tecnico - assurdo attaccare il presidente Cundari».
A tre giornate dalla conclusione della stagione regolare, il Modica rischia di non fare i play off. «La mia gestione era totalmente opposta, ma quel gruppo di tifosi sin dall’inizio della stagione ha sempre rumoreggiato, invece di vestire ed investire per l’obiettivo comune, eccoli a remare contro. Ho accettato la decisione del presidente, niente e nessuno può distruggere questo legame. Il presidente mi ha chiamato dopo la gara di sabato 16 marzo, mi sono messo subito a disposizione. Poi lunedì la mazzata, le sue dimissioni…». Ripete il tecnico lentinese: «È assurdo attaccare il presidente, solo perché richiama Seby Catania? Non so come ha gestito il rapporto con i tifosi il mio collega e non mi interessa, mi attengo ai numeri».
Chiudendo l’esclusiva chiacchierata con il tecnico Seby Catania la domanda è: andrai ad allenare il Modica?
«Se torna Cundari sì!».