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Catania, 22 gennaio 1984. Allo stadio “Cibali” Catania e Udinese si affrontano per la 2° giornata di ritorno del campionato di serie A 1983-84. Partita piatta, poche emozioni. Un Catania impotente e sulla strada di una netta retrocessione prova invano a sfondare il muro friulano, i bianconeri pensano a contenere. Ma negli ultimi venti minuti accade qualcosa, venti minuti destinati ad entrare nella storia di entrambi i club…
Venti minuti indelebili, rimasti impressi per motivi opposti, ma anche in nome del calcio come semplice opera d’arte, con il riconoscimento puro e sincero del talento. Venti minuti a cui, al giorno d’oggi, stentano a credere molti che allora non c’erano, ma che eppure adesso costituiscono una delle pagine più belle del calcio romantico del tempo che fu.
E’ una delle pagine più belle anche per il Catania, che arriva a quella gara con l’obbligo assillante di tornare a conquistare il massimo risultato, che dopo l’unica vittoria in ottobre contro il Pisa non arriverà mai più. Un campionato deprimente e a tratti drammatico, con un rendimento imbarazzante che rende sempre più esigua la fiducia domenica dopo domenica.
Quei venti minuti sono però un’evasione da un’aridità di calcio prima ancora che tecnica e di risultati. Un calcio inteso anche come dimostrazione di umiltà, riconoscimento del più forte, ossequio ad un talento genuino e per questo attraente e strappa-applausi. Quello di Arthur Antunes Coimbra, meglio noto come Zico.
Minuto 70. L’Udinese è salita in cattedra nella ripresa, sfiorando anche il vantaggio con una traversa di Virdis. Palla rubata a centrocampo, appoggio in orizzontale verso il numero 10 brasiliano che dal cerchio del limite calcia un destro rasoterra in corsa che si insacca all’angolino basso, alle spalle di Sorrentino.
Da un “Cibali” stracolmo vengono giù i primi applausi e le urla di approvazione. I campanilismi cominciano a passare in secondo piano di fronte all’ammirazione di qualcosa di raro, di sublime. I tifosi rossazzurri gridano in maniera sempre più sonora il nome di Zico, che scioglie come neve al sole gli spalti con un’altra perla.
Minuto 90. Calcio di punizione per l’Udinese dal limite dell’area. Il fantasista ex Flamengo disegna una parabola morbida che scavalca appena la barriera e dolcemente va ad impattare la rete, lasciando il portiere di sasso.
Gli applausi adesso diventano scroscianti, Zico diventa il protagonista assoluto, celebrato sia dai propri compagni, che dal pubblico ospitante cui ricambia con un gesto di saluto. Una vera e propria ovazione che dura fino alla sua uscita dal campo.
Per la cronaca Catania-Udinese finisce 0-2, proprio grazie alla doppietta del brasiliano. Tale risultato proietta sempre di più i rossazzurri verso la retrocessione in serie B, ma quella domenica sarà sempre ricordata per ben altro.