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GRAZIANI A GS.it: «Palermo e Catania orgoglio per la Sicilia»

«Pronostico? Finirà 2-2»


Il derby di sabato pomeriggio si avvicina e la Sicilia calcistica si prepara alla prima sfida del 2012 tra le due maggiori rappresentanti nel movimento nazionale. Un appuntamento che non passa inosservato agli occhi degli osservatori esterni, sempre attenti ai risultati ottenuti da Palermo e Catania in questi anni. Golsicilia.it ha intervistato Ciccio Graziani, bomber di Torino e Roma tra gli anni ’70 e ’80, 130 gol in serie A e 23 in Nazionale. Graziani, attualmente opinionista in televisione, ha così risposto alle nostre domande.

Quale percezione avverte del derby in qualità di osservatore esterno?

«E’ sicuramente una partita molto sentita, che raccoglie grande partecipazione e grande calore da entrambe le parti. Per il Palermo battere il Catania rappresenterebbe la gioia dell’anno, mentre per i rossazzurri un buon risultato sarebbe il coronamento di una stagione straordinaria. Ci sono quindi grandi motivazioni ed interessi da una parte e dall’altra».

Lei ha lavorato a Catania per due stagioni (2001-2002 e 2002-2003, ndr) in qualità di dirigente, sedendo anche in panchina, dove ha vissuto in prima persona la finale play-off con il Taranto che valse la promozione in B nel 2002. Che ricordi ha di quel periodo?

«Fu un’esperienza magnifica, anche perché la Sicilia è bella, c’è grande passione, grande entusiasmo. Per noi i momenti che precedevano la partita conclusiva furono difficili, perché se avessimo fallito un’altra volta ai playoff forse non saremmo più riusciti a salire. Alla fine però coronammo il sogno della promozione, fu un momento stupendo».

Ormai Palermo e Catania si scontrano in A da sei stagioni. Pensa che questo derby, per fascino e per contenuti agonistici, possa essere accostato o comunque collocato non esageratamente al di sotto delle grandi “classiche”?

«Non credo sia paragonabile, si tratta sempre di una partita che ha grande risonanza all’interno della Sicilia, mentre le grandi sfide hanno dietro una storia e una tradizione campanilistica. La presenza di due squadre in serie A è comunque un grande orgoglio perla Sicilia, e nulla toglie che la sfida tra Palermo e Catania, che hanno fatto tanto in questi anni, abbia in sé un bel fascino».

Il Palermo, dopo due grandi stagioni conla Championssfiorata e la finale di Coppa Italia, quest’anno sta facendo qualcosina in meno in campionato. Lei lo vede come un anno di transizione?

«Credo proprio di sì, i rosanero hanno un presidente vulcanico, ma che mette molta passione in quello che fa e soprattutto molti soldi. Inoltre, già dall’anno prossimo con l’arrivo di Perinetti, che è molto bravo, si può puntare a stagioni migliori con obiettivi diversi da quelli attuali».

La scorsa estate ci fu grande scetticismo attorno alla scelta del Catania di affidare la panchina a Vincenzo Montella. Si aspettava questo rendimento da parte del tecnico napoletano, alla sua seconda stagione da professionista?

«Montella ha fatto e sta facendo un lavoro straordinario, ha dei buoni giocatori e inoltre ha saputo imprimere la propria idea di calcio».

Secondo lei chi sta meglio in questo momento e quali sono i punti di forza di entrambe le squadre?

«Secondo me sta meglio il Catania. I rossazzurri hanno il loro punto di forza nella programmazione, nel lavoro della dirigenza che opera sempre in maniera adeguata in prospettiva e sceglie in maniera oculata i giocatori, adesso il direttore (Lo Monaco, ndr) è andato via e non so chi prenderanno; dall’altro lato direi che il punto di forza stia nella proprietà, molto forte con Zamparini, che in futuro potrà fare altri colpi».

Infine le chiediamo un pronostico.

«2-2».

Grazie a Ciccio Graziani.

«Grazie a voi, arrivederci».


Michele Patanè 26/04/2012
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