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Dopo dieci giornate di campionato, è tempo di bilanci in casa Palermo. Andiamo a scoprire top e flop quando è già trascorso poco più di un quarto di stagione.
Palermo: i top dopo dieci giornate
1) Matias Silvestre. Ruolino di marcia costante, è tra i pochi a salvarsi persino in trasferta. Un acquisto azzeccato a cui bisogna riconoscere il merito di aver dato serenità a un reparto storicamente bersagliato da attaccanti avversari e critiche. Il suo atteggiamento gladiatorio gli sta consentendo, domenica dopo domenica, di issarsi tra i leader della compagine rosanero. Ciliegina sulla torta di un inizio di stagione strepitoso, la rete messa a segno contro il Bologna.
2) Giulio Migliaccio. Rischiamo di essere quasi noiosi. Praticamente impossibile spendere parole negative per il Vin Diesel di Mugnano, il cui rendimento resiste su alti livelli a prescindere della posizione ricoperta all’interno del terreno di gioco. Solo una leggera flessione a fine ottobre, in concomitanza con il ritorno in mezzo al campo, ma qualcuno neppure se n’è accorto.
3) Eros Pisano. Tra le sorprese di questo Palermo. Elemento imprescindibile per il reparto arretrato, si è distinto in diverse circostanze per la capacità di saper abbinare intelligenza tattica a innegabili doti atletiche. Evidenzia enormi margini di miglioramento nella gestione del pallone, soprattutto nel momento in cui bisogna recapitare il pallone sulla testa degli attaccanti.
Palermo: i flop dopo dieci giornate
1) Andrea Mantovani. Annunciato come uno dei grandi colpi del mercato estivo targato Zamparini-Sogliano, lo abbiamo visto in campo con il contagocce. Meno di una partita e mezza: questa, sino ad ora, l’esperienza rosanero dell’ex difensore del Chievo. Titolare contro il Milan, ha disputato una prestazione tutt’altro che memorabile. Non è da escludere un suo trasferimento già a gennaio.
2) Edgar Alvarez. Partenza sprint contro l’Inter, subito dopo un infortunio nel pantano di Bergamo: da lì in avanti il nulla. Qualche breve comparsata senza mai incidere per chi, non più tardi di due mesi fa, veniva etichettato come pedina fondamentale per lo scacchiere tattico di Devis Mangia. Nel frattempo, però, il tecnico di Cernusco sul Naviglio ha cambiato modulo. Sprinter dall’andamento lento.
3) Mauricio Pinilla. Sulla falsariga della scorsa stagione. Quando viene mandato in campo sa essere determinante. Ma è fragile, terribilmente fragile. Nonostante i continui problemi fisici, per lui già due reti in campionato. Elemento statistico, questo, che accresce il disappunto della piazza. Potrebbe rientrare contro la Juventus, la speranza dei tifosi è che non si fermi più. Il gigante di cristallo.