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Come durante un brutto sogno i tifosi del Palermo hanno sperato di svegliarsi. Doveva essere la partita della consacrazione, in quelle giornate in cui conta avere i nervi saldi. Nonostante le attese però, gli uomini di Rossi non sono mai scesi in campo. Eppure i primi secondi fanno ben sperare; Nocerino si invola servendo di tacco Miccoli che ci prova da fuori, Andujar è attento. Quattro minuti dopo e parte un’azione fotocopia del Catania: tiro di Mascara e presa sicura di Sirigu. Si arriva al 14’ senza troppi brividi quando Goian decide di interrompere la noia. La palla persa dal centrale rumeno è degno di una papera da “oratorio”, Maxi Lopez non si lascia pregare e, dopo uno scatto prodigioso fulmina Sirigu sul palo lontano. Catania in vantaggio e Palermo smarrito che accusa il colpo. Una manciata di secondi dopo infatti, Biagianti serve magistralmente Lopez che, solo davanti al portiere rosanero, prova il tiro del raddoppio. Sirigu c’è e si rifugia in angolo. Al 28’ si registra un tentativo di Cavani, servito da un traversone di Nocerino ma il colpo di testa del sudamericano si spegne sul fondo. Quattro giri di lancette più tardi arriva il raddoppio etneo: Liverani riesce a far peggio di Goian perdendo un pallone ancora più semplice da gestire, Martinez si invola in aera e serve Lopez che, lasciato solo dallo stesso Liverani, insacca. Dunque il Catania vola mentre il playmaker rosanero appare come l’ombra di se stesso. Lopez non si accontenta e, dopo un’azione in cui lascia a sedere quattro avversari centra il palo al 35’. Su uno sterile tentativo di Cavani si spegne la prima frazione di gara.
Si ricomincia con gli stessi uomini ma il Palermo scende in campo con più convinzione. Al secondo minuto Cavani, grazie ad un lancio millimetrico di Cassani, si trova solo davanti al portiere che compie un miracolo. Tutto fermo, dunque. Subito dopo ci prova Miccoli ma la sua conclusione fa la “barba al palo” e si infrange sui cartelloni pubblicitari. Al 23’ viene fuori Mascara che dalla trequarti lascia partire una palombella destinata all’incrocio dei pali, tuttavia il pallone termina a pochi centimetri. Rossi opta per due cambi decisivi: fuori l’inesistente Liverani, al suo posto Bertolo, e fuori anche Miccoli per Hernandez. Il Palermo, grazie alla “joya”, ritrova estro e fantasia negli ultimi trenta metri. Sono quattro le occasioni rosanero, targate Balzaretti, Cavani, Hernandez e Cassani. La porta del Catania però sembra stregata. Finisce dunque 2-0 il derby di Sicilia. Il Palermo conferma che, lontano dal Barbera, non è all’altezza. Resta il rammarico di aver regalato un tempo agli avversari. Per il quarto posto non si possono più lasciare punti per strada. Si riparte domenica ma, fortunatamente, al Barbera.